Piani sociali di zona, è Casarano il
«fanalino di coda» della provincia. Tutti i comuni della
provincia, suddivisi in ambiti territoriali, hanno dovuto
elaborare negli ultimi mesi il «piano regolatore» degli
interventi socio-sanitari e di volontariato. Via via, ciascun
ambito territoriale ha inviato il proprio progetto alla Regione
Puglia, per riceverne l'approvazione definitiva e dare così il
via agli interventi (e ai finanziamenti) nel delicato settore.
Ancora impegnati nel lavoro di progettazione rimanevano, fino a
ieri, solo due ambiti territoriali della pr
ovincia:
quello di Gagliano e quello di Casarano. Oggi, però, chiude
l'ultimo dei quattro tavoli di coprogettazione tematica di
Gagliano e il sindaco del comune del Capo di Leuca, Antonio
Buccarello, conta di inviare a Bari il piano sociale nella sua
versione definitiva per la metà del mese. L'ambito di Casarano
rimane quindi l'ultimo della provincia di Lecce ad essere ancora
impegnato nell'elaborazione ma questo, a giudizio dell'assessore
comunali alle politiche sociali Antonio Memmi (Margherita) non è
un problema. «Non è una gara - afferma - l'importante non è
arrivare primi o ultimi ma elaborare un piano rispondente alle
esigenze reali del territorio». Il piano sociale di zona,
sostanzialmente, è lo strumento con cui Asl, Comuni, parrocchie
e associazioni di volontariato elaborano un disegno coerente dei
servizi socio-sanitari e assistenziali. Su quella base arrivano
poi i finanziamenti ai progetti: i fondi specifici, infatti,
sono già disponibili da tempo nelle casse delle Asl che non
possono però utilizzarli in assenza del piano sociale di zona.
«Ma vi pare forse che oggi i comuni stiano senza servizi? -
chiede l'assessore Memmi - E' fondamentale, comunque, chiudere
l'intero percorso entro la fine dell'anno e infatti noi contiamo
di inviare a Bari entro la fine del mese, dopo i vari passaggi
nei tavoli di concertazione e nei rispettivi consigli comunali».
Una tappa in questo senso è prevista il 10 novembre, data della
riunione dei quattro tavoli tematici insieme ai tecnici
regionali e ai rappresentanti istituzionali. Ma quali sono i
motivi del ritardo dell'ambito di Casarano? L'assessore Memmi,
tra le altre cose, punta il dito sulla precedente direzione
della Asl. «All'interno del nostro piano ci sono delle azioni di
natura sperimentale, per cui è stato necessario un tempo
maggiore - spiega - E infine va tenuto presente che la vecchia
direzione della Asl per un lungo tempo non ci ha inviato alcuni
elementi e dati che riguardano l'aspetto sanitario. Questo forte
ritardo da parte della Asl ha determinato un effetto a catena
anche sulla nostra progettazione, ma speriamo che il tempo non
sia passato invano».