Non intendo cominciare una polemica,
ma mi appresto a presentare un argomento derivato da fatti osservati
di persona.
Il giorno 5 maggio 2009 (se non erro), ero presente in via Dante ad
attendere il sign. De Masi Ivan (poi arrivato con circ 30-45 min di
ritardo: ricordo che un mio professore e la mia ragazza mi hanno
sempre sollecitato ad essere puntuale poichè arrivare in tempo ad un
appuntamento significa tenerci tanto allo stesso).
Oltre che indignato del ritardo e del fatto che non abbia detto
nulla di concreto (cosa che i suoi sostenitori dicono a gran voce)
sono rimasto deluso dall'atteggiamento di dire qualche parola e
scappare via. Mi è venuto spontaneo domandarmi: e le proposte? In
seguito mi son chiesto: un quarto d'ora di discorso dopo un'attesa
di mezz'ora (di ritardo)?!?
Qualcuno mi potrà pur dire: ma giovedì si è firmato il programma!
Rispondo cortesemente che io pensavo di trovare uno che sa parlare
alla gente (come molti dicono) ed uno che rispetta gli impegni, ma
come inizio... ha lasciato a desiderare! Alla firma del programma
non ci sono stato... non ne posso parlare, ma sinceramente avevo
concentrato molta attenzione a quella serata...
Un altro punto che vorrei discutere è il seguente: Ivan De Masi è
daccordo sull'operato dell giunta uscente? Io no di certo e non
credo che Casarano ne sia soddisfatta (opinione personale). Ora,
quella stessa sera, ho notato personaggi come l'ancora per poco (per
fortuna dico io) attuale sindaco, Paolo Zompì (Dio me ne scampi) e
molta compagnia uscente; il signo De Masi sa che quella è la vecchia
politica? Ma più che vecchia... direi decrepita. Il nuovo dov'è? Non
mi dite che il nuovo si trova nell'osannare un personaggio come un
dio (ne andrebbe di mezzo la dignità personale), non mi dite che il
nuovo si trova nella giunta precedente anche perchè se si trovasse
in essa gi slogan di De Masi non avrebbero senso.
Un altro caso sarebbe questo: raccogliere un bacino di voti
consistente. Ma allora... è vecchia politica!
E poi, se De Masi fosse convinto dell'innovazione del paese dovrebbe
sapere benissimo che innovare vuol dire sfidare il passato, avere
coraggio nel proporre le proprie idee. Ma fin'ora, non mi sembra
abbia detto nulla sul precedente modo di fare politica, anzi, è
appoggiato da essa. Quella vecchia politica che fa le opere in
fretta e furia negli ultimi giorni delle elezioni (il sign. Crudo ha
pensato male sul fatto di mettere il prolungamento del metano solo
in quest'ultimo periodo sulla mia via ad un anno di distanza dalle
mie osservazioni), delle strette di mano all'uscita della gente
dalla Chiesa, delle presenze nelle piazze, nelle tv locali, nei
seggi elettorali per poi svanire nei restanti giorni. La vecchia
politica del non-dialogo, del faccio-io-senza-consultarti e
quant'altro ho ricevuto dai brutti esempi della giunta precedente.
Cambiare è dire, provare, chidere scusa se si sbaglia (vedi Obama),
chiedere se non si è sicuri, consultarsi e soprattutto DISSOCIARSI
da certa gente quanto questa non si coniuga con ideali fondamentali
e nelle idee in cui ci si crede. Cambiare è discutere, non imporre.
Verso le elezioni del 6 - 7 giugno 2009
Dibattito fra i 4 candidati sindaco
Claudio Clasciaro, Errico Fattizzo, Francesca
Fersino, Ivan De Masi