Si apre il toto candidato
e, come spesso accade, tutto diventa una questione di
partito, una questione di parte, o con più frequenza una
questione personale. Sembra si ritorni di colpo in un'era
preistorica, ove il progresso fatto dall'umanità, ove la
ragione coltivata nelle menti e quindi la stessa
intelligenza umana, vengono di colpo cancellati da
animaleschi istinti di sopravvivenza o di sopraffazione.
Orsù, scrolliamoci di dosso falsi pregiudizi, falsi
perbenismi, falsi problemi. Per una volta, anche in Italia,
cerchiamo di andare al sodo! Qualcuno dovrà spiegarmi perché
un farmacista potrebbe tranquillamente ambire alla poltrona
di primo cittadino o addirittura ad una poltrona in
provincia ed un imprenditore non dovrebbe, o secondo alcuni,
non potrebbe ambire alle medesime cariche.
Si aprono mille prospettive e mille interrogativi: ma sarà
in grado di guidare la cosa pubblica, lui così
sorprendentemente portato a guidare quella privata?
Mi verrebbe da chiedere, il sindaco uscente è un brillante
medico-veterinario, avrà pensato mica che il comune sia uno
zoo ed i cittadini degli animali da sanare? Non credo
proprio.
Credo di contro che chi più sente la responsabilità di fare
cose importanti per la propria terra, chi decide di mettersi
in gioco, chi sente il peso ed il richiamo di una vocazione,
a questi va affidato un compito.
Io sono convinto che chi opera nel pubblico debba
innanzitutto dimostrare di saper amministrare il privato, è
il punto d'inizio dal quale possiamo cominciare a prendere
seriamente in considerazione chiunque voglia candidarsi.
Magari dovesse arrivare una persona fuori da banali
interessi di partito. Magari un bravo imprenditore, magari
giovane e lungimirante, magari con conoscenze ed amicizie da
mettere al servizio di un progetto di crescita collettivo,
magari con una nuova visione dell'amministrazione pubblica,
magari una visione "no frills"(basta fronzoli! solo
progetti, tempi, risultati . come succede nelle aziende).
I cittadini sono abituati ad assistere passivamente alla
vita politica salvo poi distribuire consensi su basi
assurde. I cittadini sono facilmente condizionabili con
agili discorsi. I cittadini sono numeri che servono per
ottenere potere.
Si sbagliano tutti, il potere si consegna nelle mani di chi
merita di averlo, è al costante servizio dei cittadini,
senza false retoriche da campagna elettorale. Le aspettative
di un popolo, l'intelligenza, il futuro stesso, sono
determinati dalla capacità di scegliere e suffragare
governanti migliori di noi stessi.
Ci siamo riusciti poche volte, ma non togliamoci la
possibilità di poterlo fare in futuro.
L'eventuale candidatura di Ivan De Masi è un'opportunità, da
valutare, per la nostra città; da cogliere con positività ed
intelligenza senza perdersi in sterili quanto ignoranti
mugugni animaleschi.
Apprezzo quanti, fuori da ogni coro, fuori da intese di
programmi politici, esprimono con spontaneità e naturalezza
il loro pensiero. Questo modo di fare è simbolo di coerenza
intellettuale ed umana.
La politiche è fatta di persone, non dobbiamo correre il
rischio che sia, viceversa, la politica a fare le persone,
inabissandoci del tutto in un mondo senza rapporti umani,
senza autonomia di pensiero, senza sentimenti.
Mi auguro che arrivi anche a Casarano un ciclone, capace di
portare una ventata di novità abbandonando
vecchi pregiudizi, vecchi modi di operare, abbandonando il
passato e guardando positivi verso un futuro da
protagonisti.
In fondo credo che la città sia lo specchio di chi
l'amministra. Un pizzico di protagonismo, di giovane
ambizione, di mentalità vincente, non guasterebbe in una
comunità che da troppi anni è stretta dalla morsa della
crisi e che è in cerca di una nuova identità.
VOLEVO SOLO DIRTI - NicCo Verrienti (Casaranese doc.)
Si può ascoltare nelle diverse
radio di tutta Italia, si può richiedere su Radio
Ciccioriccio - ciccio@ciccioriccio.it
oppure tramite messaggio al 388 0584141