Oggi mi è capitato di
leggere questa riflessione sul blog di un amico, che
ho deciso di riportarvi.
Lo scrittore russo
Dostoevskij racconta la storia di una signora ricca
ma molto avara che, appena morta, si trovò davanti
un diavolaccio che la gettò nel mare di fuoco dell’
inferno.
Il suo angelo custode
cominciò disperatamente a pensare se esisteva
qualche motivo che potesse salvarla. Finalmente si
ricordò di un lontano avvenimento e disse a Dio:
“Una volta la Signora regalò una cipolla del suo
orto ad un povero”.
Dio sorrise all’
angelo: “Bene. Grazie a quella cipolla si potrà
salvare. Prendi la cipolla e sporgiti sul mare di
fuoco in modo che la signora possa afferrarla, poi
tirala su. Se la tua Signora rimarrà saldamente
attaccata alla sua unica opera buona potrà essere
tirata su fino in Paradiso”.
L’ angelo si sporse
più che potè sul mare di fuoco e gridò alla donna.
“Presto, attaccati alla cipolla.”
Così fece la Signora e
subito cominciò a salire verso il cielo, ma uno dei
condannati si afferrò all’ orlo del suo abito e fu
sollevato in alto con lei; un altro peccatore si
attaccò al piede del primo e salì anche lui. Presto
si formò una lunga coda di persone che salivano
verso il Paradiso attaccate alla signora aggrappata
alla cipolla e tenuta dall’ angelo. I diavoli erano
preoccupatissimi, perché l’ inferno si stava
praticamente svuotando, incollato alla cipolla.
La lunghissima fila
arrivò fino ai cancelli del paradiso. La signora
però era proprio un’ avaraccia incorreggibile e, in
quel momento, si accorse della fila di peccatori
attaccati al suo abito e strillò adirata: “La
cipolla è mia!Solo mia!Lasciatemi…”.
In quel preciso
istante la cipolla si sbriciolò e la donna, con
tutto il suo seguito, precipitò nel mare di fuoco.
Sconsolato, davanti ai
cancelli del paradiso, rimase solo l’ angelo
custode.
Riempi le tue mani di
altre mani, e stringile forte.
Molte volte siamo un
po’ tutti bravi nel parlare o nello scrivere,
ostentando generosità, altruismo e grandezza d’
animo; quanti di noi però mettono in pratica la
teoria?
Negli ultimi decenni i
sani valori di una volta, come l’ amicizia, l’ amore
per il prossimo, la carità, il disinteresse, sono
andati perdendosi, è andato diffondendosi invece l’
individualismo, soprattutto nelle nuove generazioni,
di cui io ne faccio parte.
Trovare veri amici, o
addirittura esserlo, sembra essere diventata una
missione impossibile. Forse quello che ci manca è il
tempo, che invece i nostri predecessori avevano in
abbondanza. Io però credo che potremmo tutti
migliorare, anche solo partendo dalle cose più
piccole, come ad esempio aiutare una vecchietta a
portare una busta della spesa, far attraversare un
pedone anche se non si trova sulle strisce pedonali
o far passare alla cassa del supermercato la
persona dopo di noi che ha comprato solo un pacco di
farina.
Questa non vuole
essere una lezione di buonismo scontato, o di
ottimismo sfrenato, ma solo una piccola riflessione
per iniziare a vivere in una società migliore.