Cinque
anni fa alle ore 20 circa si consumava l'incidente che due ore dopo
avrebbe segnato la fine immatura di William Ingrosso. La città lo aveva
rieletto sindaco per il secondo mandato amministrativo appena due mesi
prima. Un uomo che la professione medica e la famiglia avevano
«prestato» alla politica tenuto conto che, escludendo delle simpatie
socialiste giovanili, non era un cosiddetto «uomo di partito». Proprio
questa novità, che segnava un cambio di guardia anche a Casarano, era
stata la molla che lo aveva portato a vincere al secondo turno le
elezioni amministrative del novembre 1994 (con voti 6.043)
sull'onorevole e sindaco per più di un mandato Luigi Memmi (voti 5.290).
Quattro anni dopo Ingrosso bissò il successo sullo stesso avversario
conseguendo quasi 4.000 voti di differenza (8.629 contro 4.698) e 30
punti percentuale in più (64,75 contro il 30,75).
A chi, come la moglie Leda Schirinzi (medico anche lei e dirigente del
servizio Igiene del Distretto di Casarano) lo ha avuto vicino durante
gli anni di studio universitario e da marito abbiamo chiesto cosa non
conosce la città di William Ingrosso. «La forza della sua personalità -
risponde - che col tempo sta emergendo attraverso i ricordi di tante
persone. Una forza che definirei misteriosa ed impalpabile. E' come se
la sua anima è su di noi e ci protegge. Una forza che a me ed a quanti
ha voluto bene lascia scivolare un senso di continuità, di appartenenza
senza alcun peso come spesso può accadere con i ricordi. Ha lasciato
impressa in quanti lo hanno conosciuto da vicino la dolcezza, una
dolcezza difficile da trovare». C'è un ricordo personale che più spesso
torna in mente? «In due persone che si sono conosciute - commenta - c'è
una sorta di complicità che si esterna senza il bisogno di parlare. La
cosa straordinaria di William era quel suo modo di riflettere, di non
esplodere mai. Quel saper attendere. William sapeva far decantare ogni
episodio. Mi ha insegnato a saper aspettare, valutare, meditare. Era un
maestro nell'utilizzare questa tecnica tanto da non riuscire a vedere
mai cattiveria sia nei nemici che negli amici. Per questo lasciava
sempre perdere preferendo non agire subito. Amava molto i bambini in
generale. Era una persona affascinante. Poi, sin dai tempi dello studio
era sempre impegnato nel mondo del volontariato. Mi manca molto».
Oggi alle ore 18, nella chiesa di San Domenico, su iniziativa della
moglie verrà celebrata una messa in suffragio alla quale parteciperanno
amici e conoscenti. A pregare e ricordare nel silenzio ci sarà gran
parte della città.