Caro Eugenio, rispondo alla tua
osservazione di qualche giorno
fa basandomi su una
ricostruzione degli ultimi 18
anni. Tangentopoli non è stata
una vera e propria rivoluzione
della morale politica, in quanto
non ha fatto altro che
falcidiare la classe corrotta,
sostituendola con un’altra, che
era quella corruttrice. Per cui
la situazione, non solo non è
cambiata, ma è peggiorata! Dopo
aver letto il Fatto Quotidiano
di oggi, con l’aiuto della
memoria certosina di Marco
Travaglio, vorrei ripercorrere
con 37 punti l’intero arco
legislativo a favore del
cittadino “più uguale di tutti”:
tutte le leggi, decreti e
accordi che sia in maniera
bipartisan che soggettiva, hanno
permesso di evitare il carcere a
Mr. B. Poi gradirei qualche
commento che mi spiegasse come e
cosa ha fatto Mr. B. altrettanto
solertemente e scrupolosamente
per il suo Paese.
Con il cosiddetto “Legittimo
impedimento” sale a 37 il numero
dei provvedimenti ad personam
varati dal 1994, cioè
dall’entrata in politica di
Silvio Berlusconi, contando
soltanto quelli di cui si sono
giovati personalmente il premier
o una delle sue aziende..
Ma
andiamo a vedere meglio come
stanno le cose, grazie a “Il
Fatto Quotidiano” in edicola
oggi:
Decreto Bondi: 13
luglio 1994. Vieta la
custodia cautelare in
carcere per i reati contro
la Pubblica Amministrazione
(I NOSTRI SOLDI!) e quelli
finanziari, comprese la
corruzione e la concussione
proprio mentre alcuni
ufficiali della GdF
confessano di essere stati
corrotti da quattro società
del gruppo Fininvest (
Mediolanum, VideoTime,
Mondadori e Tele+). Il
decreto impedisce di
arrestare i responsabili e
provoca la scarcerazione
immediata di 2764 detenuti,
dei quali 350 sono colletti
bianchi coinvolti in
tangentopoli. Il decreto,
tanto per cambiare, sarà
lasciato decadere in
Parlamento per manifesta
incostituzionalità, dopo
essere stato “ripudiato” da
AN e Lega.
Legge Tremonti: 10
giugno 1994. Detassa del 50%
gli utili reinvestiti dalle
imprese, purchè riguardino
l’acquisto di beni
strumentali nuovi. Mediaset
risparmia così 243 miliardi
di lire di imposte
sull’acquisto di dirittti
cinematografici per film
d’annata (beni non
strumentali ma immateriali,
non nuovi ma vecchi! Ma
grazie a una circolare
interpretativa dello stesso
Tremonti si sana anche
questo problema).
Legge Maccanico. 24
luglio 1997. Rete 4 può
seguitare a trasmettere sine
die in barba alla Consulta,
la quale aveva
precedentemente stabilito
che gli editori tv non
potevano detenere più del
20% delle frequenze
nazionali disponibili. Ma
vai a spiegare alla gente
che le frequenze televisive
sono del popolo e non di
Berlusconi…
D’Alema SalvaRete4.
1999. La neonata AGCom si
mette all’opera solo nel
1998, bandendo una nuova
gara per rilasciare la
concessione per le frequenze
televisive nazionali. Rete4
perde la concessione,
essendo rete eccedente,
lasciando il posto vacante a
Europa 7 di Francesco Di
Stefano (risultante prima
aggiudicataria, sopra Rai e
Fininvest). Ci pensa
Baffetto Massimino a
concedere una abilitazione
provvisoria per Rete 4 per
seguitare a trasmettere
senza concessione. D’Alema
era infatti quello che
affermò più volte che
l’unico che poteva risolvere
il conflitto d’interessi di
Berlusconi, era Berlusconi
stesso. La volpe pugliese!
Per 10 anni Europa 7 si
vedrà negare i suoi diritti,
e sicuramente NOI, LO STATO,
dovremmo rimborsarla in
futuro dei mancati guadagni.
Perché non la rimborserà D’Alema?
GIP-GUP. 1999. Su
proposta del legale di D’Alema
(ancora una volta lui), il
centrosinistra approva una
legge che rende
incompatibile la figura del
GIP con quella del GUP: e
cioè, il giudice che ha
seguito le indagini
preliminari non potrà più
seguire l’udienza
preliminare e dovrà passarla
ad un collega che ovviamente
non conosce le carte e
perderà un sacco di tempo.
Ma perché? Berlusconi e
Previti, imputati per
corruzione di giudici romani
(Processi Mondadori, Sme
Ariosto, Imi Sir) vogliono
liberarsi del GIP Alessandro
Rossato, che ha firmato gli
arresti dei giudici corrotti
e degli avvocati Fininvest
corruttori (Pacifico,
Acampora e Previti).
Spetterebbe a Rossato in
qualità di GUP condurre le
udienze preliminari, ma
grazie all’ex comunista D’Alema,
Rossato potrà conservare
solo due dei tre processi,
perché Mondadori passerà a
Rosario Lupo, il quale
tenterà invano di
prosciogliere gli imputati
dalle accuse per
insufficienza di prove:
grazie ad un ricorso della
Procura, la Corte d’Appello
rinvierà tutti a giudizio,
tranne il solito Silvio che
risulterà PRESCRITTO grazie
alle attenuanti generiche.
Rogatorie. 3 ottobre
2001. Berlusca torna a
Palazzo Chigi e fa subito
approvare una legge che
cancellerà le prove giunte
dall’estero per rogatoria ai
magistrati italiani,
comprese quelle riguardanti
le corruzioni dei giudici
romani da parte di Previti &
Co: è la legge 367! Si
stabilisce
l’inutilizzabilità di tutti
gli atti trasmessi dai
giudici stranieri che non
siano in originale o
autenticati con apposito
timbro, che siano giunti via
fax, via mail, via brevi
manu, con fotocopia o con
qualche vizio di forma
(anche con l’approvazione
stessa dell’imputato).
Fortunatamente le leggi
internazionali prevalgono su
quelle nazionali, per cui,
essendo in contraddizione
con le convenzioni estere,
la legge sulle rogatorie
verrà disapplicata in tutti
i tribunali italiani.
Falso in bilancio. 28
settembre 2002. Berlusconi
ha ben cinque processi in
corso per “falso in
bilancio”… che fare? La sua
maggioranza approva così la
legge delega numero 61, che
incarica il governo di
riformare i reati societari.
All’inizio del 2002 infatti
si interverrà così: pene da
5 a 4 anni per le società
quotate e addirittura 3 per
quelle non quotate;
prescrizione più breve con
un massimo di 7 anni per le
società quotate, 4 anni e
mezzo per quelle non
quotate… niente custodia
cautelare né
intercettazioni; si rende
perseguibile il falso, per
le società non quotate, solo
a querela del socio o del
creditore; si depenalizzano
anche alcuni reati come il
falso presso le banche;
vengono fissate ampissime
soglie di non punibilità (
per essere reato il falso
non dovrà superare il 5% del
risultato dell’esercizio,
l’1% del patrimonio netto,
il 10% delle valutazioni).
Tutti i processi di B.
vengono così cancellati
Mandato di cattura
europeo. 2001. Silvio
si rifiuta di ratificare e
accettare il “mandato di
cattura europeo”, unico caso
in Europa. Ha paura di
essere arrestato dai giudici
spagnoli per l’inchiesta su
Telecinco.
Il governo sposta il
giudice. 2001.A
capodanno, il giudice
Guido Brambilla viene
trasferito d’urgenza (“presa
di possesso immediata del
nuovo tribunale di
assegnazione”) dal ministro
Castelli, su richiesta dei
legali Previti, mentre sta
conducendo il processo
Sme-Ariosto, negando ogni
tipo di proroga richiesta
dal tribunale stesso. Il
processo così dovrebbe
ricominciare daccapo. Grazie
però all’intervento del
presidente della Corte
d’Appello, Brambilla potrà
rimanere per l’anno
successivo.
Cirami. 5 novembre
2002. I legali di Previti e
Berlusconi ripescano il
concetto di “legittima
suspicione” vigente un
tempo, tentando così di
dichiarare il tribunale di
Milano “viziato da
inguaribile prevenzione
contro di loro”. Detto
fatto. Ecco qui bello e
pronto il tentativo “Cirami”
che grazie alla Cassazione
non funzionerà: il tribunale
di Milano viene dichiarato
sereno e imparziale.
Lodo Maccanico-Schifani.
2003. Per ben un anno i
processi a Berlusconi si
bloccano, grazie ad una
iniziativa bipartisan
proposta dal senatore della
Margherita Antonio Maccanico,
proprio quando le sentenze
Sme e Mondadori si
avvicinano: si vorrebbero
sospendere sine die tutti i
processi in cui sarebbero
coinvolte le cinque cariche
più alte dello Stato:
Presidente della Repubblica,
della Camera, del Senato,
del Consiglio e della Corte
Costituzionale. Nel 2004
questo lodo viene dichiarato
incostituzionale,
fortunatamente!
Ex Cirielli. 2005.
Previti ha appena compiuto
70 anni, e il governo
prepara il regalo per
l’occasione. Misconosciuta
dallo stesso proponente, il
29 novembre si vara questa
legge: tempi di prescrizione
ridotti di quasi la metà per
gli incensurati (anche
quelli finora prescritti,
tra cui B.) e trasformazione
della custodia cautelare in
arresti domiciliari per …
gli ultrasettantenni. Questa
legge incrementa il numero
delle prescrizioni annuali
da 100.000 a 150.000, decima
i capi d’imputazione del
processo Mediaset e annienta
il processo Mills.
Condono fiscale.
2002. Travaglio giustamente
lo chiama condono “tombale”.
Berlusconi giura (sui suoi
figli?) che né lui né le
proprie aziende ne
beneficieranno. Però
Mediaset sana la sua
posizione di evasione
fiscale per 197 milioni di
euro, pagandone 35 ( e noi
coglioni che paghiamo le
tasse!!!). Anche Silvio ne
beneficierà, pagando quasi
duemila euro contro i 301
miliardi di lire contestati
dai pm di Milano.
Condono per i coimputati.
24 giugno 2003. Con questo
decreto il governo salva i 9
coimputati del processo
Mediaset, che avevano
aiutato Berlusconi a evadere
il fisco con fatture false o
gonfiate.
Pecorella. Gennaio
2006. Berlusconi teme che le
attenuanti generiche a lui
concesse in primo grado per
il processo Sme, gli vengano
revocate in appello. Così il
suo legale Pecorina… ehm..
Pecorella, addirittura
presidente della Commissione
Giustizia della Camera, fa
approvare una legge che
tenta di evitare l’appello
se la sentenza è finita con
un’assoluzione o una
prescrizione. Prima di
doverla firmare con
modifiche marginali, Ciampi
la respinge; ma ancora una
volta la Consulta la boccia
per incostituzionalità.
Frattini. 2002. Se
sei solo “il mero
proprietario” di aziende,
puoi fare il presidente del
consiglio! Così stabilisce
la legge Frattini, che
“costringe” Berlusconi a
lasciare la presidenza del
Milan.
Gasparri-1. 2003.
Anch’essa respinta da Ciampi
in quanto incostituzionale,
si cerca di prorogare la
dipartita di Rete4 sul
satellite “ancorchè priva di
titolo abilitativo”, non
avendo più la concessione
dal 1999. Il tetto antitrust
del 20% dovrebbe essere
calcolato d’ora in poi non
su un totale di 10 reti,
bensì di 15, comprendendo
così anche “tele market”;
alzato anche il tetto degli
introiti pubblicitari,
grazie all’escamotage del
SIC, facendo prevedere ad
uno spudorato Confalonieri
l’incremento di 1-2 miliardi
di euro dei suoi incassi.
Decreto Berlusconi Salva
Rete4. 24 dicembre 2003.
Respinta la Gasparri I dal
Presidente della Repubblica,
manca una manciata di giorni
per la chiusura di Rete4. Il
cavaliere perciò si fa da
solo il regalo di Natale,
varando un decreto che
proroga semestralmente l’illeggittimità
della sua rete televisiva. E
intanto aspetta la Gasparri
II…
Gasparri II. 24
aprile 2004. Aspettando la
prossima digitalizzazione
del segnale televisivo detto
“terrestre”, si assicura
così che Rete4 non sfiora il
tetto imposto
dall’antitrust, in quanto di
li a poco centinaia e
centinaia saranno le reti
televisive che popoleranno i
teleschermi degli italiani.
(peccato che si scoprirà in
seguito che i concessionari
del digitale potranno essere
solo quelli del segnale
analogico!). Rete4 è salva
mentre Europa7 è ancora
senza frequenze! Appena il
18% del territorio italiano
è raggiunto dal digitale
terrestre.
Decoder di Stato.
2004. “Mio fratello Paolo
vende decoder?Non lo
sapevo!”. Si tenta con la
nuova finanziaria di
gonfiare l’area del
digitale. Incentivi statali
(SOLDI NOSTRI) per chi
acquista decoder digitali
(150 – 70 euro). Fra i
principali distributori c’è
Paolo Berlusconi, fratello
del premier e titolare di
Solaris, la quale
commercializza decoder
Amstrad.
Salva Decoder. 2003.
Prima si depenalizza il
falso in bilancio, poi però
Mediaset ha paura delle
tessere digitali taroccate,
che farebbero perdere
ascolti e incassi delle
partite a pagamento: così si
inaspriscono le pene per lo
spaccio e la detenzione di
smart card fasulle, con un
massimo di 3 anni di
reclusione e 30 milioni di
multa.
Salva Milan. 18
febbraio 2002. Prima
decreto, poi legge, con il
282/2002 il Milan (che
risparmierà così 242 milioni
di euro) e le altre società
calcistiche indebitatissime,
potranno spalmare sui
bilanci dei dieci anni
successivi la svalutazione
dei cartellini dei
giocatori.
Salva diritti TV.
2006. Unica a opporsi, Forza
Italia blocca il ddl per
modificare il sistema di
vendita dei diritti
televisivi calcistici in
senso collettivo, per non
danneggiare le società
minori a vantaggio di quelle
più grandi. Una solidale
maggioranza di sinistra,
lascerà per questo che il
sistema rimanga favorevole
ai maggiori club, quali
Juventus, Inter e Milan.
Tassa di successione.
28 giugno 2001. Cos’è una
tassa? Non contento
delle precedenti
“innovazioni”dell’Ulivo, che
avevano stabilito
applicabile la tassa di
successione solo a patrimoni
superiori a 350 milioni di
lire, il governo Berlusconi
II l’abolisce del tutto. Qui
la domanda è sempre “cui
prodest?”.
Autoriduzione fiscale.
2004. Cos’è una tassa?
Berlusconi abbassa le
aliquote fiscali per i ceti
più abbienti, risparmiando
così ulteriormente 764.154
euro all’anno.
Plusvalenze esentasse.
2003. Cos’è una tassa?
Si vara una riforma fiscale
che detassa le plusvalenze
da partecipazione.
Nell’aprile del 2005
Berlusconi cede il 16,88% di
Mediaset detenuto da
Finivest, per 2,2 miliardi
di euro, risparmiando in
questo modo 340 milioni di
tasse.
Villa abusiva con
condono. 6 maggio 2004.
Dopo che si scoprono gli
abusi edilizi di Villa
Certosa, che servirà per le
proprie feste mondane, il
premier fa approvare due
decreti: con il primo
introduce nuove norme
antiterroristiche, con il
secondo individua tutte le
residenze di B. e famiglia,
come “sedi alternative di
massima sicurezza per
l’incolumità del presidente
del consiglio e per la
continuità dell’azione di
governo”. Decadono così gli
abusi edilizi, condonati per
tutte e dieci le residenze
del premier,con la modica
cifra di 300mila euro dalla
Idra Immobiliare, sempre di
proprietà di B.
Ad Mediolanum. 2005.
Nonostante l’opposizione
dello stesso Ministro del
welfare, Maroni, Forza
Italia impone una serie di
norme favorevoli alle
compagnie assicurative nella
riforma della previdenza
integrativa: 14 miliardi di
euro che si spostano verso
queste compagnie (di cui
Mediolanum, di proprietà
berlusconiana, è fra le
capofila). Intanto nel
gennaio del 2004 le Poste
Italiane, senza gara, hanno
concesso a Mediolanum
l’utilizzo di 16mila
sportelli sparsi in tutta
Italia.
Ad Mondadori I. 9
giugno 2005. Grazie alla
firmataria del pasticcio, la
ministra Moratti, che non è
proprietaria della né della
Mondadori né della
Mondolibri Bol, si evita il
diniego dell’antitrust su un
accordo stipulato fra il
Ministero della Pubblica
Amministrazione e le Poste
Spa: ordinazione (per
telefono e online) e
consegna dei libri
scolastici della scuola
secondaria. E’ appunto la
suddetta Mondolibri Bol la
beneficiaria
dell’operazione, posseduta
al 50% dalla Arnoldo
Mondadori Editore Spa, di
cui è mero proprietario
Silvio Berlusconi.
L’Antitrust annusa il
pasticcio, ma l’accordo è
stato fatto dalla Moratti,
non da Silvio.. si vada
avanti!
Ad Mondadori II. 8
febbraio 2005. Scatta
l’operazione “E-Book”, e il
governo stanzia 3 dei nostri
milioni di euro per il suo
avvio: chi ne beneficierà
stavolta? Un 50% a Silvio,
proprietario di Mondadori, e
un altro 50% a Ibm, di cui
era vicepresidente Lucio
Stanca (vi ricordate il
vecchio ministro
dell’innovazione
tecnologica.. che non ha
innovato un cavolo?) fino al
2001.
Indulto. Luglio 2006.
Porcata Bipartisan, opera
del plurindagato Mastella,
all’epoca Ministro della
Giustizia (siccome Riina era
in carcere, era disponibile
solo lui!). Tantissimi,
troppi i miracolati, ma
anche in questo caso, visto
che il condono riguarda
anche reati contro la
Pubblica Amministrazione
(NOI!) compresa la
corruzione giudiziaria,
Previti fa solo 3 giorni di
arresti domiciliari, e
Berlusconi incassa un bonus
di sconto pari a 3 anni in
caso i suoi processi lo
condannassero
definitivamente.
Lodo Alfano. Luglio
2008. Le grandi porcate si
fanno sempre a Luglio,
complici le vacanze estive e
il solleone. Dopo il Lodo
Skifani, ci si riprova a
rinviare sine die tutti i
processi in cui ci sono
coinvolti le quattro cariche
più alte dello Stato,
soprattutto di quella più
infima. Anche questa legge
viene bocciata,in quanto
incostituzionale, il 7
ottobre 2009.
Più IVA per SKY. 28
novembre 2009. Il governo
raddoppia l’Iva per Sky, la
pay TV di Rupert Murdoch,
principale concorrente di
Mediaset… dal 10 al 20 %!
Meno SPOT per SKY. 17
dicembre 2009. Con il
decreto Romani si impone a
Sky di abbassare entro il
2013 l’affollamento orario
degli spot pubblicitari.
Meno entrate quindi..
Più azioni proprie.
2009. Si aumenta dal 10 al
20% la quantità di azioni
che ogni società può
detenere nel proprio
portafoglio. Fininvest
approva e ringrazie,
approfittando subito per
aumentare il controllo
Mediaset.
Ad Listam. 2010.
Irregolarità nella
presentazione delle liste
elettorali sia nel Lazio che
in Lombardia, da parte del
Popolo delle Libertà. Si
cerca di violentare le
disposizioni delle leggi
elettorali con un decreto
legge che dovrebbe imporre
al TAR di accettare le
irregolarità. In Lombardia
Formigoni la vince, mentre
nel Lazio non si accorgono
che vige già una legge
elettorale regionale
abbastanza chiara, non
modificabile dal Governo. Il
Tar è così libero di
ribadire l’illegittimità
della lista PDL, che viene
così esclusa dalla
competizione.
Legittimo Impedimento.
10 marzo 2010. Berlusconi ha
il fiato sul collo: si
devono assolutamente fermare
i processi Mediaset e Mills.
Con questa legge il premier
e i suoi ministri saranno
immuni da udienze
processuali per una durata
di sei mesi, prorogabili
fino a diciotto: basterà
un’autocertificazione della
Presidenza del Consiglio, e
loro saranno “più uguali” di
noi davanti alla legge! Il
tutto in attesa di ulteriori
leggi che salveranno mister
B., magari con una
“legittima prescrizione”!
Domani qui a Roma grideremo
tutti: “Legittimo impedimento?
LEGITTIMO… UN CAZZO!”