Caro Eugenio, qui di seguito il saluto del Presidente Vendola che ha iviato a noi, gruppo delle donne del Partito Democratico di Casarano, in occasione della “Giornata Internazionale della Donna”.
Grazia Sabato
Care amiche la prima giornata internazionale delle donne, come sapete, fu celebrata l’8 marzo 1909. Da oltre 100 anni le donne lottano per i propri diritti e al 2010 il percorso non è finito. Addirittura sembra ancora lungo anche perché abbiamo un establishment da escort senza rispetto per la dignità e per la sensibilità delle donne.
Vorrei segnalarvi l’intervento di Elvira Dones, scrittrice e giornalista albanese che ha replicato alla battuta di Berlusconi sulle “belle ragazze albanesi"
“Quelle donne - dice - le ho incontrate. Mi hanno raccontato le loro vite violate, strozzate, devastate, In nome delle belle ragazze albanesi Signor Berlusconi, basta battutacce.
A "Stella" – continua - i suoi padroni avevano inciso sullo stomaco una parola: puttana. Era una bella ragazza con un difetto: rapita in Albania e trasportata in Italia, si rifiutava di andare sul marciapiede.
Dopo un mese di stupri collettivi ad opera di magnaccia albanesi e soci italiani, le toccò piegarsi.
Conobbe i marciapiedi del Piemonte, del Lazio, della Liguria, e chissà quanti altri.
E' solo allora - tre anni più tardi - che le incisero la sua professione sulla pancia: così, per gioco o per sfizio. Ai tempi era una bella ragazza, sì. Oggi è solo un rifiuto della società, non si innamorerà mai più, non diventerà mai madre e nonna”.
Pagina raccapricciante indirizzata al nostro Presidente del Consiglio che non ha un minimo di rispetto per queste povere donne vittime di una tratta infame.
E quindi, care amiche, mentre c’è un avanzamento soprattutto da parte di voi donne politicamente e sindacalmente impegnate in difesa dei diritti delle donne immigrate, con la convinzione che il movimento delle donne non può non farsi carico dell’articolazione delle loro domande, dall’altra si osserva il gioco di una partita politica e simbolica di primo piano sul corpo della donna, trasformato ancora una volta in un’arena per gladiatori.
Credo che lo sguardo sul mondo attuale debba poter diventare orizzontale e prendere atto che la terra è abitata da donne e uomini uguali nei loro diversi diritti e nelle loro diverse culture. Bisogna avere la pazienza, che le donne hann
o, da Penelope in poi, di continuare a tessere la trama dei diritti di tutti e di tutte.
Mi dispiace tanto non poter essere con voi, un abbraccio affettuoso.
Nichi Vendola