Ugento, la sua storia, la sua bellezza. Il solo nome evoca,
soprattutto nei turisti, immagini da collegare all’estate; le
sue marine, il suo splendido litorale, un’oasi naturale. È ovvio
quindi che la sua solerte Amministrazione Comunale abbia preso a
cuore il più alto spirito ambientale ed ecologista e si sia
attivata affinché la Regione Puglia, con la legge n. 13 del 28
maggio di un anno fa, dichiarasse, per un’estensione di ben 757
ettari, il litorale di Ugento, le sue zone umide, la pineta, la
macchia e la duna costiera: “Parco Naturale Regionale”.
È degli ultimi giorni poi un’ulteriore mossa “ambientalista”
della stessa Amministrazione ugentina e cioè il ricorso al
Consiglio di Stato contro la decisione del TAR di Lecce di
bloccare i lavori della costruenda centrale eolica. Ad
“agitarsi” sin da subito, al progetto delle 21 torri eoliche fu,
nel giugno dello scorso anno, l’Amministrazione di Casarano che
ricorse appunto al TAR leccese che le diede ragione. Ma il
sindaco Ozza e la sua Giunta ambientalista non ci stanno ed in
nome dell’energia pulita ricorrono quindi oggi al Consiglio di
Stato.
Ma cerchiamo quindi di capire qualcosa in più di questo progetto
che tanto fa discutere e soprattutto cerchiamo di capirne tutti
i vantaggi ambientali. Il progetto prevede l’installazione di 21
torri eoliche che, se si considera la sporgenza delle pale,
saranno alte 150 metri. Praticamente 21 palazzi da 55 piani!
Immaginate allora di salire sulla collina della Campana e di
godervi il panorama che va verso il mare ed immaginate quanto
sarebbe eco-compatibile vedere 21 ventilatori che si frappongono
fra voi e l’orizzonte ed immaginate quindi anche quanto ne
sarebbero impressionati i turisti ad un simile spettacolo.
Ma i “vantaggi” ambientali non finiscono certo qui. Per piantare
una sola delle torri, occorrerà liberare un’area di 700 metri
quadri ed il termine liberare in realtà vorrà dire sradicare
almeno 35 alberi d’ulivo secolari che moltiplicato per le 21
torri fa un totale di quasi 750; nessuno poi ne ha mai parlato
ma tecnicamente, oltre alle torri è prevista anche una
“sottostazione” di alta tensione che occupa in media un ettaro
di terreno e quindi altri 70 alberi che fanno quindi un totale
di circa 820 alberi in meno (proprio quegli stessi alberi che
fanno rischiare una denuncia se a sradicarli è un privato
cittadino).
I bravi contadini poi già lo sanno: quanto più è alto il fusto
di una pianta, tanto più dovrà essere profonda la sua
penetrazione nel terreno. Ebbene, per mantenere in piedi uno
solo dei fusti alto quanto 3 volte l’altezza del faro di Leuca,
bisogna andare giù almeno 20 metri e fare una “colatina” di
cemento di almeno 600 metri cubi! Immaginate quindi 2.520
betoniere (tante ne servirebbero) che messe in fila formerebbero
una coda che, partendo da Casarano, arriverebbe a Galatina, e
tutte pronte a versare il proprio carico di cemento… ecologico.
Ma le torri eoliche dall’alto valore ambientale,
vorranno dire anche un habitat faunistico modificato.
Stefano Allavena,
Dirigente del Corpo Forestale dello Stato (e quindi certamente
non influenzabile “politicamente”) ci parla di uno studio
effettuato su impianti simili già esistenti: “In
paesi come l’Italia, la Spagna o la Grecia, interessati da
grandi flussi di migratori su vasti fronti, lo sviluppo
dell’eolico sulle coste porterebbe come conseguenza inevitabile
stragi intollerabili di uccelli migratori, destinate ad avere
impatti pesanti sulla consistenza delle specie”.
Il vero problema però è il fatto
che, a dispetto delle grandi dimensioni, i mulini su scala
commerciale producono davvero poca energia e solo quando il
vento soffia entro un certo intervallo di velocità. Vi do un
dato: servirebbero 15.000 torri eoliche (un po’ più delle 21 che
vorrebbe costruire Ugento) per produrre meno energia di una sola
centrale nucleare o di una grossa centrale termoelettrica a
carbone o di due moderne centrali a gas e tutto questo perchè le
turbine eoliche funzionano come detto solo quando il vento
soffia entro un certo intervallo di velocità, la loro produzione
è intermittente, altamente variabile e largamente imprevedibile.
Di conseguenza, l'energia vale meno di quella generata da
centrali che possono lavorare invece solo quando serve.
Nonostante tutti questi dati,
l’Amministrazione Comunale di Ugento, la stessa che per la
salvaguardia dell’ambiente non crea parcheggi, ancorché
sterrati, a Torre Mozza per non spianare pochi metri di macchia
mediterranea, ha intenzione di andare sino in fondo nella
controversia legale. In compenso, dalla multinazionale
dell’energia che dovrebbe deturpare il nostro territorio (perché
anche se in feudo di Ugento le torri sarebbero costruite
praticamente a Casarano), i conti comunali avrebbero un piccolo
introito, non certo risolutivo, che lascerà però in eredità, e
per sempre, mostri meccanici dall’altezza spaventosa.
