La «sindrome rossoazzurra»
contagia anche san Giovanni Elemosiniere. Tra sabato e
domenica alcune piazze della città sono state parate a
festa con tanto di drappi rossoazzurri. Nulla a che
vedere con la festa patronale, per la quale si dovrà
attendere maggio. Si festeggiava, invece, la matematica
promozione della Virtus Casarano in serie D.
Preso dall’entusiasmo,
però, qualcuno ha voluto strafare, arrampicandosi in
cima alla colonna del santo protettore, cingendo la
statua del santo con un mantello ed una sciarpa dai
colori ovviamente rossoazzurri.
La blasfema decorazione è stata prontamente rimossa, ma
qualcuno ha avuto modo di immortalare il «misfatto». E
non è mancato chi, con orgoglio, rivendica la «casaranesità»
del santo patrono.
Intanto, su internet, la
comunità virtuale si divide. C’è chi, ad esempio, colto
da un dubbio amletico, si chiede: «Sacro o profano?
Questo è il problema! È proprio vero che non c'è più
religione?». Ma poi, evidenziando il lato positivo della
vicenda, aggiunge: «Però, almeno qulchetunu è nchianatu
cu ba lu trova (qualcuno è salito per andare a trovarlo
ndr)».
C’è chi, addirittura,
propone di cambiare il nome del Cusp, Commando Ultra’
Sao Paolo, storico gruppo della tifoseria organizzata,
in Cusg, Commando Ultra’ San Giovanni.
Insomma, che fine abbia fatto il vecchio monito «scherza
con i fanti e lascia stare i santi» non è dato sapere,
certo è che, per dirla con i latini, «semel in anno
licet insanire» (una volta l’anno è lecito impazzire
ndr), sperando che per l’anno in corso, questa sia
l’unica...
