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L'agricoltura a Casarano rischia di
scomparire

di Eugenio Memmi
Casarano, 06/07/03
Un anno e mezzo fa, avevo scritto questa pagina,
dopo circa 18 mesi devo dire che poco è cambiato o si è realizzato per
risollevare il comparto agricolo. Vi prego di leggere e di inviare i vostri
suggerimenti che invieremo all'assessore all'agricoltura e al sindaco di
casarano.
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Mi ha fatto molto piacere, che il consiglio comunale del 08/01/02 sia stato monotematico, ed imperniato sulla crisi che
attanaglia
l'agricoltura nel nostro territorio. Era ora che si parlasse di ciò che
sta accadendo nelle nostre campagne, dei problemi di questo settore, e
l'urgenza di ricorrere ai ripari prima che sia troppo tardi. Ho letto le
v arie iniziative che il consiglio comunale ha intenzione di adottare - la
richiesta dello stato di calamità naturale, sgravi fiscali vari, la
stipula di una polizza assicurativa globale per calamità naturali diverse
dalla grandinata. Queste iniziative possono sicuramente aiutare gli
agricoltori ma, secondo me, sono rimedi tampone e provvisori, non vedo una strategia
ed un disegno mirato che tenti di dare una nuova organizzazione ad un
comparto che ne ha urgente bisogno. Se proviamo a fare la fotografia della
situazione attuale noteremo che le nostre campagne sono portate avanti per
il 90% da persone anziane la cui età media sicuramente è abbondantemente
oltre i 65 anni, abbiamo giovani e dinamiche aziende di una certa dimensione impegnate in
questo settore che come numero forse si possono contare sulle dita di una
mano. Se tutto continuerà così nel giro di cinque anni anni o forse meno la
maggior parte delle nostre campagne saranno abbandonate Con i
provvedimenti che si vogliono attuare, secondo me (vorrei essere smentito) ci sarà qualche
rimborso economico ma alla fine tutto rimarrà com'è. Perchè allora non
proviamo a ribaltare questa situazione, rimettendo tutto in discussione e
ripartire da zero, sapendo che altrove questo avviene, prendiamo ad
esempio l'Emilia Romagna, regione con un alto reddito pro-capite e che
basa la sua forte economia sull'agricoltura, sulla trasformazione dei suoi
prodotti ed il commercio di essi. Proviamo ad analizzare come è strutturata la
loro catena organizzativa che partendo
dal contadino porta sulla tavola i prodotti finiti; vediamo di trasferire quì la loro esperienza, il loro sistema di lavoro adattandolo ovviamente
alla nostra terra. Non hanno fatto così anche i Giapponesi agli inizi
degli anni 70, copiavano dall'occidente i nostri modelli, poi ritornavano e cercavano prima di riprodurre quello che avevano
visto poi lo miglioravano; adesso ci hanno superato perchè non si
sono fermati, hanno cercato sempre di migliorarsi e di investire nella
ricerca. Potremmo iniziare stabilendo dei contatti con delle realtà già
esistenti in Emilia Romagna, nel frattempo qui si potrebbe creare una
società mista pubblica (comunale) privata, realizzando anche una
convenzione con l'Università di Lecce e con tutte quelle forze capaci di
contribuire con le loro conoscenze alla realizzazione di un piano
strategico per il rilancio di questo settore. Una volta in possesso
di tutte le nozioni di fattibilità dell'opera si passerebbe alla fase di
realizzazione coinvolgendo tutti gli operatori agricoli in questa
iniziativa creando così quelle cooperative che sulla carta quì già
esistono, ma effettivamente non hanno mai svolto questo compito.
Casarano 10/01/02
Eugenio Memmi
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L E N O T I Z I E A
R C H I V I A T E D E L
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