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Scusate se abbiamo alcuni dubbi


Di Eugenio Memmi

Casarano, 04/01/2007

 

Caro sindaco e cari imprenditori, alcuni imprenditori… ci perdonate se siamo un po diffidenti alle vostre lettere e alle vostre comunicazioni varie?

La storia degli ultimi anni, nazionale e locale ci ha reso diffidenti, le troppe bugie fatte a destra e a manca (ma possiamo anche affermare a sinistra, tanto per restare in ambito politico), ci ha reso quasi refrattari alle parole, poiché le parole sono state usate a proprio piacimento svuotandole di significato. Perciò, scusate tutti quelli che diffidano delle tante promesse, dei bei discorsi, non è colpa loro, ma del sistema Italia e casaranese che li ha usati e adesso sono riottosi. A me viene in mente un pensiero, forse mi sbaglierò, ma lo dico ugualmente, “ARMI DI DISTRAZIONE DI MASSA”, si parla di qualcosa per non parlare d’altro.

Penso al regalo che un genitore distratto fa al proprio figlio sperando di conquistarsi la sua stima ed il suo affetto; niente di più sbagliato, la stima e l’affetto si crea giorno dopo giorno, vivendo con semplicità, coerenza avendo rispetto dell’altro.

A questi imprenditori comunque chiedo di perseverare nei loro progetti, non possiamo certo demotivare coloro che vogliono fare qualcosa di concreto per la nostra città, solo il tempo potrà farci capire tutto quello che adesso non comprendiamo.

Egregio sindaco, la sua ultima lettera pubblicata l’altro giorno sulla Gazzetta del Mezzogiorno mi ha sollecitato a scrivere due considerazioni che le dedico.

 

In questa sua interessante lettera, parla di come si immagina lo sviluppo prossimo del Salento e della Puglia, parla di vasta area… diciamo che è il passo naturale dopo Area Sistema, Pit 9, ect.; un idea valida e calzante, con una sua logica. Quello che mi domando e che si domandano tanti cittadini, è quando lei si dedicherà con la sua anima a fare il sindaco di Casarano.

Le riconosco tutti i meriti di Area Sistema, Pit 9, la sua capacità progettuale nel pensare in grande, tuttavia credo che lei abbia trascurato molto “il piccolo”, l’attenzione alla città, alla parte più vera e intima, quella che non si raggiunge con i freddi comunicati stampa, con i mega progetti.

Riporto l’ultima frase con cui conclude la sua lettera sulla Gazzetta:

 

- Queste esperienze spesso sono maturate lontane dal “centro ” (quale?),  e anzi interrogano criticamente la dialettica centro- periferia, che nella post modernità e al tempo di Internet invoca nuove categorie. Di questa dialettica i territori, dunque anche le città ma non esclusivamente, sono una delle  voci più interessanti. Sarebbe un peccato costringerli all’afonia o peggio al silenzio.

 

Mi chiedo quante volte lei ha avuto un vero fed back con i suoi cittadini, visto che ha preferito vivere nel palazzo, con mura insonorizzate, e nell’era di internet che lei ha così tanto sbandierato, non ricordo nessuno che abbia mai detto che lei ha risposto ad una mail! e noi invece qui fuori a sgolarci, parlando al vento, forse ci preferiva afoni e silenziosi?

Ha perso tanti anni del suo mandato vivendo come un riccio, chiuso su se stesso ma circondato dai suoi amici, invece di aprirsi e confrontarsi con la città; ha sprecato tante opportunità che tutto sommato le avrebbero dato solo vantaggi. Peccato.

Così, sa quanto ne può fregare ai casaranesi della vasta area: meno di niente, perché lei li ha tenuti lontano per troppo tempo, e non aspettano altro che le prossime elezioni, sperando di non cadere dalla padella nella brace con il suo successore.

Sa quei figli che hanno un papà ricco, famoso, sempre in giro per il mondo. Il figlio vede suo padre in TV, lo ascolta spesso al telefono, ma non lo ha mai affianco nelle feste di compleanno, alla sua partita di pallone della domenica, non lo porta mai al cinema, non escono mai a prendere un gelato insieme, la sera si addormenta e vorrebbe ogni tanto addormentarsi coccolato dal suo papà, ma suo papà non c’è, è in giro a guadagnare soldi… ma per chi?

Be, noi ci sentiamo così, orfani di un sindaco.

 

 

02/01/07 «Lo sviluppo non verrà dai campanili ma dall’Area vasta». Di Remigio Venuti

 

 

Usciamo dal nostro guscio ed affrontiamo insieme questo mondo che ha urgente bisogno di essere migliore


Di Eugenio Memmi

Casarano, 31/08/06

Tutti vorremmo una Casarano migliore, un Italia migliore, un mondo migliore, per noi, per i nostri figli ma molto spesso ci sentiamo impotenti su come tentare di raggiungere  questo obiettivo. Questo sconsolante sentimento di rassegnazione nasce da tutta una serie di considerazioni, dalla sensazione di essere i soli nel perseguire questo ideale, dal sentirsi troppo piccoli per tentare un minimo tentativo che riesca a scuotere le menti degli altri e dalla considerazione che è utopistico questo pensiero e perciò irrealizzabile; così finiamo spesso con il desistere da qualsiasi iniziativa o solamente dal partecipare a qualcosa che abbia a che fare con tale obiettivo, restando così alla finestra a vedere il mondo che scorre come non vorremmo, tanto noi non possiamo farci nulla.

Se in parte è vero tutto questo, è vero anche il contrario perché la storia ci insegna che possiamo essere artefici del nostro destino e se non vogliamo impegnarci per noi, almeno cerchiamo di farlo per i nostri figli che hanno il diritto di trovare domani un mondo migliore, un Italia migliore, una Casarano migliore. Sono certo che in tanti la pensano come me, a prescindere dal credo religioso o politico, perciò cerchiamo di unirci intorno a questo obiettivo e di perseguirlo. Non dobbiamo pretendere di cambiare tutto in cinque minuti, ma l’importante è stare insieme, uniti da un unico desiderio che pretende ovviamente un certo impegno perché niente si ottiene senza fatica e impegno. Chiarito questo punto, vi chiedo di scrivermi perché ognuno di voi aggiunga il suo personale contributo di idee e si faccia a sua volta promotore di questa iniziativa che non vuole certo restare sterile utopia ma riempirsi di facce e di nomi che insieme vogliono fare qualcosa per il proprio futuro.

Ho scritto “Io amo Casarano, e mi impegno perché sia migliore”, non è uno slogan pubblicitario, non è una frase ad effetto, è un insieme di parole che parlano di amore, di attaccamento al proprio paese e conseguentemente di un impegno perchè questo paese diventi migliore. Se è abbastanza semplice e comune il sentimento di attaccamento alle proprie radici, più difficile è spiegare come ci si deve impegnare per migliorare la propria città. Non ho certo le tavole dei comandamenti pronte per voi, ma so di certo che i requisiti indispensabili che dobbiamo perseguire sono figli della verità, del rispetto reciproco, dell’onestà, della partecipazione.

La verità è un bene assoluto ed unico per tutti, non si può nascondere ed è il principio su cui fondare qualsiasi iniziativa che abbia un rilievo sociale. Perseguire la verità significa rinunciare alla menzogna per abbracciare la chiarezza, la trasparenza sempre e ovunque.

Il rispetto dell’altro è una conseguenza di chi cerca la verità, perché la verità è un bene assoluto ed ogni bene cerca il bene per se e per gli altri. Non si può amare la verità e non rispettare gli altri.

Se cerchiamo la verità è naturale che bisogna essere corretti, onesti, che non si può cercare il proprio bene o del gruppo che si rappresenta con metodi illegali o la falsità.

La partecipazione a questo come a qualsiasi altro progetto è altrettanto fondamentale, perché fare gruppo, appartenere a questo come ad un’altra iniziativa significa credere in quello che si fa e mettersi in gioco mostrandosi al mondo; ecco, io sono qui insieme a quelle persone che come me vogliono una Casarano migliore e mi impegno insieme a loro per raggiungere questo obiettivo.

Nella nostra città ci sono tante persone così, ma credo che non abbiano avuto la possibilità finora di stare insieme e di condividere tutto questo.

Io vi lancio questa proposta, voi che ne pensate? Vogliamo provare a fare qualcosa di concreto per la nostra città?

Aspetto le vostre proposte.

 

 

 

24/09/06 Caro Eugenio, credo che bisogna partire dai bambini, accontentarli nei loro piccoli e semplici desideri facendoli diventare realtà. Se si fanno felici i bambini si fanno felici i genitori, si fanno felici i nonni, si fa felice il paese. Una persona come te, per esempio, potrebbe essere un bravo amministratore della cosa pubblica perché è sensibile ed ha il desiderio di fare del bene per la propria città. Un amministratore non di destra, non di sinistra, ma un amministratore.

Non serve, infatti, essere di parte,  non serve perché l’interesse limita la persona,  lo rende quasi scontato; in fondo fa quello che hanno fatto e fanno in tanti. Così ci si allontana dalla verità, la verità di cui parli e dici bene quando la descrivi.
Egli deve rappresentare, invece, una piacevole novità, soprattutto per i bambini.  Perché i bambini cosa chiedono? Un posto abbastanza spazioso dove poter giocare con gli altri, un po’ di erbetta per cadere, alberi e fiorellini tutt’intorno, sia all’interno della scuola che fuori, nel paese. Chiedono di stare bene in una casa, in una città e questo basta per farli sorridere di gioia. Purtroppo nei tempi dell’amore per il denaro e delle false promesse sono proprio i grandi che frenano l’entusiasmo, i buoni propositi di qualche Perla Rara come te, con il loro egoismo che finisce per lasciare nel buio un’intera comunità.
Un saluto.

Giorgio Greco

greco.giorg@tiscali.it 

 

Caro Giorgio, ti ringrazio della stima, ma preferisco davvero i bambini ai politici.

Eugenio Memmi 

 

 

07/09/06 Caro Eugenio, anche se in ritardo volevo rispondere alla tua proposta.

Mai come ora è era necessaria una proposta come la tua per svegliare gli animi di noi casaranesi. Siamo ormai dominati da uno spirito di rinuncia e di sfiducia, che ci rende praticamente cittadini passivi riguardo a tutto ciò che ci accade intorno.
Ho letto l'articolo di Enzo Schiavano sul futuro di Borgo Terra,  le critiche di Francesco Ferrari nei confronti dell'amministrazione ci dovrebbero mettere in allarme e pretendere maggiore trasparenza e correttezza, per evitare che il destino di quell'area sia frutto di favoritismi e clientelismi. Ma poi nella nostra impotenza ci chiediamo: "e che ci vuoi fare? Si sa che funziona così!" E così il diritto all'informazione  del cittadino da un lato, e il dovere ad informare dei governanti, dall'altro, diventa un optional.
Eppure leggendo i libri di Storia, sembra che le città siano della massa popolare, perchè è la massa che le ha create. Nascono dalla crescente insofferenza nelle file di coloro che si vedevano precluso ogni miglioramento nella condizione sociale.

La gente ha sempre avvertito la necessità dell'unione e della cooperazione reciproca, non si spiegherebbe altrimenti la nascita delle associazioni, delle confraternite, delle università e infine quella del Comune.

Solo forme di aggregazione ci permetteranno di dare voce alle nostre idee ed ai nostri diritti.

 Ciao e a presto.

Federico Lubello

federicolubello@gmail.com

 

 

 

 

05/09/06 Al fine di valorizzare i contributi della cittadinanza attiva al governo della comunità locale e di garantirne il costante collegamento con gli organi comunali, nello STATUTO Comunale della Città di Casarano, al  
 
"Capo III - PARTECIPAZIONE POPOLARE DIRITTO DI ACCESSO E DI INFORMAZIONE"
si legge:
ART. 34 - La valorizzazione e la promozione della partecipazione

Il Comune nel valorizzare le libere forme associative promuove anche organismi di partecipazione dei cittadini all'Amministra-zione locale anche su basi di quartiere e di frazione.

Domanda: Si è mai pensato attuare la "facoltà di promozione anche su base di QUARTIERI'' sancita dallo Statuto Comunale ?


 Inoltre si legge:

ART. 36 -Gli organismi di partecipazione

  1. Il Comune può promuovere organismi di partecipazione dei cittadini, che approfondiscano le cause generative di un bisogno sociale e formulino pareri, proposte e soluzioni da rimettere agli organi decisionali dell'ente stesso.
  2. Tali organismi sono promossi:
  1. per materia;
  2. per territorio;
  3. per aggregazione di interessi.
  1. I pareri degli organismi di partecipazione debbono essere espressi nelle forme ed entro i termini fissati dal regolamento.
  2. Inoltre il Comune, al fine di valorizzare i contributi della cittadinanza attiva al governo della comunità locale e di garantirne il costante collegamento con gli organi comunali, istituisce le Consulte permanenti di cui sono chiamati a far parte due rappresentanti del Consiglio comunale, di cui uno espresso dalle forze di maggioranza e l'altro dalle forze di minoranza; un rappresentante per ognuna delle seguenti categorie; enti economici, organizzazioni sindacali, associazioni professionali, ordini collegi, consulte tecniche tra questi costituite, comunità cristiane e di altre religioni, organizzazioni di volontariato.
  3. Parteciperà ai lavori della consulta l'Assessore competente.
  4. Sono sottoposti al parere ed ai suggerimenti della Consulta i seguenti argomenti: bilancio, programmazione, assetto del territorio, difesa del suolo e tutela dell'ambiente, istruzione e formazione professionale, sanità ed igiene pubblica, viabilità e trasporti, organizzazione degli uffici e dei servizi, servizi sociali, cultura, ordine pubblico.
  5. Fanno eccezione le situazioni di comprovata urgenza.

    L'organo deliberante motiverà le ragioni che eventualmente non consentano di recepire il parere sopra espresso.

  6. Viene prevista espressamente l'istituzione della Consulta permanente per l'ordine pubblico.
  7. I cittadini chiamati a far parte di tale consulta, in rappresentanza delle categorie anzidette, avranno potere meramente consultivo.
  8. Infine il Comune promuove riunioni pubbliche finalizzate a migliorare il collegamento e la reciproca informazione fra Amministrazione e cittadini in ordine ai fatti, problemi ed iniziative che coinvolgono diritti privati ed interessi collettivi.

Domanda: Risulta qualche ricorso alla "facoltà di promuovere gli ORGANISMI di PARTECIPAZIONE" o data attuazione all'"imperativo ad istituire le CONSULTE PERMANENTI" ?


E' gradito ogni intervento con pareri e proposte.

 

 

 

03/09/06 Caro Eugenio, io non sono capace di fare me stesso migliore di quello che sono. Forse non riesco a migliorare neppure la mia famiglia, ne tentomeno il mio piccolo paese di campagna ... figurarsi se posso fare qualcosa per Casarano.
Nonostante tutto però, penso valga la pena continuare a sperare che ciò possa accadere.

Io conosco Casarano, l'apprezzo, la sbircio ... solo perchè ci abita un mio amico. Io voglio bene alla vostra città, perchè voglio bene al mio amico che ci abita.

Spero che l'appello venga accolto dai tuoi concittadini. Lo spero anche per trovare nuovi spunti per rispondere ad una domanda che qualche volta ci facciamo in famiglia: ci sarà qualcosa per cui può valer la pena di andare qualche giorno giù nel tacco dell'Italia anche in inverno? La mia risposta la puoi intuire, ma se nel frattempo Casarano migliorasse ancora un pò ...

Un abbraccio

Da Russi, (Ravenna) Paolo Argnani

paoloargnani@alice.it

 

Caro Paolo, io come ben sai, scrivo quello che sento, spero che serva a qualcosa e a qualcuno, sui risultati concreti poi non faccio nessuna previsione. Credo che come abbiamo letto dalla precedente e mail, dell'amica anonima, molti hanno paura di mettersi in discussione, di uscire allo scoperto. In pochi hanno voglia di impicciarsi di quello che gli succede intorno, finchè stanno bene, restano alla finestra, solo quando hanno dei problemi chiedono aiuto. Io parto dal presupposto che invece dovremmo costruire ogni giorno, possibilmente tutti insieme, il nostro presente ed il nostro futuro.

Un abbraccio.

Eugenio

 

 

02/09/06 Pubblichiamo questa e-mail mantenendo l'anonimato del mittente, rispettando la sua volontà, certi comunque che questo non sminuirà il valore della sua lettera.

E' coinvolgente sentirti così agguerrito.

Ed è la scacrosanta verità tutto quello che hai scritto.
 
Quante volte mi sono messa in gioco per questo!  Ma ho capito che la gente ha paura.
Non rischia per non rimettere ciò che ha.
 
Sarà pronta solo quando toccherà il fondo e non avrà più nulla da perdere. 
Le "rinascite"  sono sempre state così.
 
 Sono stata sul punto di mollare questa terra parecchie volte, per realizzare altrove la potenza della volontà creativa ricevuta in dono e non sentirmi  puntualmente abortita.
Ma questa terra, croce e delizia, con i suoi colori, i suoi odori, per destino o per scelta, ha continuato a calamitarmi tutta la vita.
 ...Opportunità rimpiante, perse per sempre a causa di questo amore-odio. Ma sono ancora qui.
 
Il problema di fondo sta nella mentalità di tutti noi: troppo "individualisti", troppo impegnati a pensare che l'altro prima o poi ci "frega" , quindi è preferibile sentirlo ma non ascoltarlo, stare a guardare piuttosto che collaborare, magari con pregiudizi, critiche, ipocrisie,   e la peggiore... con l'invidia.  
 
Sarebbe veramente bellissimo sradicare tutto questo!  Pensa quanto Potere trasformato avremmo a disposizione a nostro vantaggio !!
Si farebbero delle cose eccezionali !  E ne gioveremmo tutti quanti.
Ma si sa, i percorsi che migliorano, passano per forza dai peggiori, altrimenti che scopo avrebbero gli sbagli?
 
Carissimo 'Eugenio, per fortuna esistono persone come te, che del cervello ne fanno buon uso, assieme alla "differenza"....
Come ti ho detto una volta, è importante essere quella goccia senza la quale   non ci sarebbe il mare.
CIAO

 

01/09/06 Nel complimentarmi con l'amico Eugenio per la sensibilità, la forma e la sostanza con cui si pone al servizio della Città attraverso il sito TuttoCasarano.it, prendo spunto dalla suo appello-considerazione  "Io Amo Casarano e mi impegno perchè sia migliore", per offrire un contributo al dialogo costruttivo.
 
Eugenio osserva che "Non dobbiamo pretendere di cambiare tutto in cinque minuti"
Sarà per la mia passione incondizionata, a volte utopistica per una Politica con la P maiusola, attraverso la quale ritengo si possano realizzare i più importanti obiettivi, che parto dalla seguente considerazione:
Anche se le prossime elezioni comunali si terranno nella primavera del 2009, quindi fra 32 mesi alla scadenza naturale della legislatura, nell'interesse generale di tutta la Cittadinanza, come i tanti che mi hanno espresso tale esortazione, sono anch'io dell'opinione che è un fatto positivo quello di avviare, sin da subito, il periodo di preparazione e dialogo, di proposte, di dibattiti e valutazioni, propedeutico per la scelta finale, previe consultanzioni primarie, della "migliore compagine" che dovrà presentarsi in campagna elettorale e capace di dare ulteriore slancio alle svariate potenzialità dell'intera Città di Casarano sia in ambito comunale, di collegio che provinciale.
 
Eugenio chiede ed esorta a "La verità" -
Dopo la premessa-obiettivo ritengo sia necessario stabilire il "punto di partenza". Per trovarlo sottopongo la seguente proposta:
Come tutte le gestioni, anche quella delle Amministrazioni Venuti, è stata ed è soggetta ad apprezzamenti positivi e negativi. Ma le valutazioni obiettive, non vanno espresse solo per "partito preso" ma sopratutto con "cognizione di causa" in base al reale effetto delle decisioni o delle non azioni, delle cose fatte e non fatte.
Sarebbe un grave errore perderci nei meandri deleteri di una critica demagogica ed asettica su ciò che è stato fatto di sbagliato o su ciò che non si è fatto. 
Deve comunque prevalere una serenità d'animo, sintonizzandoci comunque sul positivo e, con "cognizione di causa", cercare di selezionare, nell'ambito dei vari Assessorati, che sono espressione ed al servizio dei vari aspetti della realtà locale e della vita sociale,  quanto di meglio è stato posto in essere dalla gestione dell'Amministrazione Venuti.
Il risultato, sommato alle esigenze, alle potenzialità ed alle risorse dell'intera Casarano, nel contesto dell'interland di riferimento e per la sua strategica posizione nel Sud Salento, considerarlo il vero "punto di partenza"  dal quale, senza retorica, avanzare concrete proposte, vagliarle per stabilire, senza proclami e voli pindarici, dei raggiungibili obiettivi e le relative strategie per perseguirli, nel solo interesse della Città.
 
"Il rispetto dell’altro" , quindi fra di noi Casaranesi, per far emergere una costruttiva fiducia tra concittadini. 
Sono del'idea che Casarano, pur nel rispetto delle pluralità politiche, non deve più soggiacere alle esterne ingerenze o, quanto meno, deve poter vivere un periodo di sgancio dalle logiche partitiche. Altrimenti si ripeteranno le deleterie esperienze della precedente tornata elettorale, che lasciò conseguenze dirompenti, sopratutto in Città,  per delle imposizioni decise senza la consultazione locale.
Casarano ha bisogno prima di tutto di uomini e donne amanti della propria Città,  coscienti delle potenzialità e responsabilmente impegnati.
 
Per quanto riguarda "la patecipazione" Eugenio ci ricorda: "la storia ci insegna che possiamo essere artefici del nostro destino" e che "l’importante è stare insieme".
Personalmente ritengo Casarano capace, nel rispetto del principio della sussidiarietà e della propria identità, di autodeterminarsi politicamente e può farlo al meglio con un sano, libero e democratico confronto fra quanti intendono parteciparvi, esortando ad uscire in campo anche quella parte di popolazione che, pur avendo competenza, capacità ed autorevolezza, è rimasta sugli spalti da spettatore silenzioso. Con serenità e senza guerre intestine, si deve tentare il tutto per tutto per infondere tra i Casaranesi, un clima di fiducia e di stima reciproca per ben utilizzare le risorse (che non mancano) ed esprimere al meglio le potenzialità di sviluppo.
E l'appello di Eugenio va colto da Casaranesi liberi, come Consiglieri ed Amministratori comunali o Esponenti Istituzionali, come militanti di Partiti e Movimenti politici, come aderenti ad Associazioni culturali e di categoria, tutti entusiasti nel far emergere al meglio il senso di appartenenza ad una comunità e, dal quale, far scaturire un miglior senso dello Stato e della gestione dalla "cosa pubblica".
Possiamo farlo in maniera partecipata e responsabile, con la certezza di poter offrire il proprio incondizionato contributo per diffondere e difendere la nostra identità, le capacità e le competenze nell'interesse di tutti.
Casarano, il Salento, la Puglia e l'Italia, anche nel contesto Europeo, hanno bisogno di questi valori. 
Dal senso di responsabilità di ognuno si determinerà il verso della stessa medaglia: "Libertà di fare" o "Libertà a non fare".
 
Francesco De Vita
LPI - Salento Liberale

 

 

 

 

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