Caro sindaco e
cari imprenditori, alcuni imprenditori… ci perdonate se siamo un
po diffidenti alle vostre lettere e alle vostre comunicazioni
varie?
La storia degli
ultimi anni, nazionale e locale ci ha reso diffidenti, le troppe
bugie fatte a destra e a manca (ma possiamo anche affermare a
sinistra, tanto per restare in ambito politico), ci ha reso
quasi refrattari alle parole, poiché le parole sono state usate
a proprio piacimento svuotandole di significato. Perciò, scusate
tutti quelli che diffidano delle tante promesse, dei bei
discorsi, non è colpa loro, ma del sistema Italia e casaranese
che li ha usati e adesso sono riottosi. A me viene in mente un
pensiero, forse mi sbaglierò, ma lo dico ugualmente, “ARMI DI
DISTRAZIONE DI MASSA”, si parla di qualcosa per non parlare
d’altro.
Penso al regalo
che un genitore distratto fa al proprio figlio sperando di
conquistarsi la sua stima ed il suo affetto; niente di più
sbagliato, la stima e l’affetto si crea giorno dopo giorno,
vivendo con semplicità, coerenza avendo rispetto dell’altro.
A questi
imprenditori comunque chiedo di perseverare nei loro progetti,
non possiamo certo demotivare coloro che vogliono fare qualcosa
di concreto per la nostra città, solo il tempo potrà farci
capire tutto quello che adesso non comprendiamo.
Egregio sindaco,
la sua ultima lettera pubblicata l’altro giorno sulla Gazzetta
del Mezzogiorno mi ha sollecitato a scrivere due considerazioni
che le dedico.
In questa sua
interessante lettera, parla di come si immagina lo sviluppo
prossimo del Salento e della Puglia, parla di vasta area…
diciamo che è il passo naturale dopo Area Sistema, Pit 9, ect.;
un idea valida e calzante, con una sua logica. Quello che mi
domando e che si domandano tanti cittadini, è quando lei si
dedicherà con la sua anima a fare il sindaco di Casarano.
Le riconosco tutti
i meriti di Area Sistema, Pit 9, la sua capacità progettuale nel
pensare in grande, tuttavia credo che lei abbia trascurato molto
“il piccolo”, l’attenzione alla città, alla parte più vera e
intima, quella che non si raggiunge con i freddi comunicati
stampa, con i mega progetti.
Riporto
l’ultima frase con cui conclude la sua lettera sulla Gazzetta:
- Queste esperienze spesso sono maturate lontane dal “centro ”
(quale?), e anzi interrogano criticamente la dialettica centro-
periferia, che nella post modernità e al tempo di Internet
invoca nuove categorie. Di questa dialettica i territori, dunque
anche le città ma non esclusivamente, sono una delle voci più
interessanti. Sarebbe un peccato costringerli all’afonia o
peggio al silenzio.
Mi
chiedo quante volte lei ha avuto un vero fed back con i suoi
cittadini, visto che ha preferito vivere nel palazzo, con mura
insonorizzate, e nell’era di internet che lei ha così tanto
sbandierato, non ricordo nessuno che abbia mai detto che lei ha
risposto ad una mail! e noi
invece qui
fuori a sgolarci, parlando al vento, forse ci preferiva afoni e
silenziosi?
Ha
perso tanti anni del suo mandato vivendo come un riccio, chiuso
su se stesso ma circondato dai suoi amici, invece di aprirsi e
confrontarsi con la città; ha sprecato tante opportunità che
tutto sommato le avrebbero dato solo vantaggi. Peccato.
Così,
sa quanto ne può fregare ai casaranesi della vasta area: meno di
niente, perché lei li ha tenuti lontano per troppo tempo, e non
aspettano altro che le prossime elezioni, sperando di non cadere
dalla padella nella brace con il suo successore.
Sa
quei figli che hanno un papà ricco, famoso, sempre in giro per
il mondo. Il figlio vede suo padre in TV, lo ascolta spesso al
telefono, ma non lo ha mai affianco nelle feste di compleanno,
alla sua partita di pallone della domenica, non lo porta mai al
cinema, non escono mai a prendere un gelato insieme, la sera si
addormenta e vorrebbe ogni tanto addormentarsi coccolato dal suo
papà, ma suo papà non c’è, è in giro a guadagnare
soldi… ma per chi?
Be,
noi ci sentiamo così, orfani di un sindaco.
02/01/07 «Lo sviluppo non verrà dai campanili ma
dall’Area vasta».
Di Remigio Venuti

Usciamo dal nostro guscio ed
affrontiamo insieme questo mondo che ha urgente bisogno di
essere migliore
Di Eugenio Memmi
Casarano, 31/08/06
Tutti vorremmo
una Casarano migliore, un Italia migliore, un mondo migliore,
per noi, per i nostri figli ma molto spesso ci sentiamo
impotenti su come tentare di raggiungere questo
obiettivo. Questo sconsolante sentimento di rassegnazione nasce
da tutta una serie di considerazioni, dalla sensazione di essere
i soli nel perseguire questo ideale, dal sentirsi troppo piccoli
per tentare un minimo tentativo che riesca a scuotere le menti
degli altri e dalla considerazione che è utopistico questo
pensiero e perciò irrealizzabile; così finiamo spesso con il
desistere da qualsiasi iniziativa o solamente dal partecipare a
qualcosa che abbia a che fare con tale obiettivo, restando così
alla finestra a vedere il mondo che scorre come non vorremmo,
tanto noi non possiamo farci nulla.
Se in parte
è vero tutto questo, è vero anche il contrario perché la storia
ci insegna che possiamo essere artefici del nostro destino e se
non vogliamo impegnarci per noi, almeno cerchiamo di farlo per i
nostri figli che hanno il diritto di trovare domani un mondo
migliore, un Italia migliore, una Casarano migliore. Sono certo
che in tanti la pensano come me, a prescindere dal credo
religioso o politico, perciò cerchiamo di unirci intorno a
questo obiettivo e di perseguirlo. Non dobbiamo pretendere di
cambiare tutto in cinque minuti, ma l’importante è stare
insieme, uniti da un unico desiderio che pretende ovviamente un
certo impegno perché niente si ottiene senza fatica e impegno.
Chiarito questo punto, vi chiedo di scrivermi perché ognuno di
voi aggiunga il suo personale contributo di idee e si faccia a
sua volta promotore di questa iniziativa che non vuole certo
restare sterile utopia ma riempirsi di facce e di nomi che
insieme vogliono fare qualcosa per il proprio futuro.
Ho scritto “Io amo Casarano, e
mi impegno perché sia migliore”, non è uno slogan
pubblicitario, non è una frase ad effetto, è un insieme di
parole che parlano di amore, di attaccamento al proprio paese e
conseguentemente di un impegno perchè questo paese diventi
migliore. Se è abbastanza semplice e comune il sentimento di
attaccamento alle proprie radici, più difficile è spiegare come
ci si deve impegnare per migliorare la propria città. Non ho
certo le tavole dei comandamenti pronte per voi, ma so di certo
che i requisiti indispensabili che dobbiamo perseguire sono
figli della verità, del rispetto reciproco, dell’onestà, della
partecipazione.
La verità è un bene
assoluto ed unico per tutti, non si può nascondere ed è il
principio su cui fondare qualsiasi iniziativa che abbia un
rilievo sociale. Perseguire la verità significa rinunciare alla
menzogna per abbracciare la chiarezza, la trasparenza sempre e
ovunque.
Il rispetto dell’altro è
una conseguenza di chi cerca la verità, perché la verità è un
bene assoluto ed ogni bene cerca il bene per se e per gli altri.
Non si può amare la verità e non rispettare gli altri.
Se cerchiamo la verità è naturale
che bisogna essere corretti, onesti, che non si può
cercare il proprio bene o del gruppo che si rappresenta con
metodi illegali o la falsità.
La partecipazione a questo
come a qualsiasi altro progetto è altrettanto fondamentale,
perché fare gruppo, appartenere a questo come ad un’altra
iniziativa significa credere in quello che si fa e mettersi in
gioco mostrandosi al mondo; ecco, io sono qui insieme a quelle
persone che come me vogliono una Casarano migliore e mi impegno
insieme a loro per raggiungere questo obiettivo.
Nella nostra città ci sono tante
persone così, ma credo che non abbiano avuto la possibilità
finora di stare insieme e di condividere tutto questo.
Io vi lancio questa proposta, voi
che ne pensate? Vogliamo provare a fare qualcosa di concreto per
la nostra città?
Aspetto le vostre proposte.

24/09/06
Caro Eugenio, credo
che bisogna partire dai bambini, accontentarli nei loro piccoli
e semplici desideri facendoli diventare realtà. Se si fanno
felici i bambini si fanno felici i genitori, si fanno felici i
nonni, si fa felice il paese. Una persona come te, per esempio,
potrebbe essere un bravo amministratore della cosa pubblica
perché è sensibile ed ha il desiderio di fare del bene per la
propria città. Un amministratore non di destra, non di sinistra,
ma un amministratore.
Non serve, infatti,
essere di parte, non serve perché l’interesse limita la
persona, lo rende quasi scontato; in fondo fa quello che hanno
fatto e fanno in tanti. Così ci si allontana dalla verità, la
verità di cui parli e dici bene quando la descrivi.
Egli deve rappresentare, invece, una piacevole novità,
soprattutto per i bambini. Perché i bambini cosa chiedono? Un
posto abbastanza spazioso dove poter giocare con gli altri, un
po’ di erbetta per cadere, alberi e fiorellini tutt’intorno, sia
all’interno della scuola che fuori, nel paese. Chiedono di stare
bene in una casa, in una città e questo basta per farli
sorridere di gioia. Purtroppo nei tempi dell’amore per il denaro
e delle false promesse sono proprio i grandi che frenano
l’entusiasmo, i buoni propositi di qualche Perla Rara come te,
con il loro egoismo che finisce per lasciare nel buio un’intera
comunità.
Un saluto.
Giorgio Greco
greco.giorg@tiscali.it
Caro Giorgio, ti ringrazio della stima, ma preferisco davvero i
bambini ai politici.
Eugenio Memmi
07/09/06
Caro Eugenio, anche se in ritardo volevo rispondere alla tua
proposta.
Mai come ora è era
necessaria una proposta come la tua per svegliare gli animi
di noi casaranesi. Siamo ormai dominati da uno spirito di
rinuncia e di sfiducia, che ci rende praticamente cittadini
passivi riguardo a tutto ciò che ci accade intorno.
Ho letto l'articolo di
Enzo Schiavano sul futuro di Borgo Terra, le critiche di
Francesco Ferrari nei confronti dell'amministrazione ci
dovrebbero mettere in allarme e pretendere maggiore
trasparenza e correttezza, per evitare che il destino di
quell'area sia frutto di favoritismi e clientelismi. Ma poi
nella nostra impotenza ci chiediamo: "e che ci vuoi fare? Si
sa che funziona così!" E così il diritto all'informazione
del cittadino da un lato, e il dovere ad informare dei
governanti, dall'altro, diventa un optional.
Eppure leggendo i libri
di Storia, sembra che le città siano della massa popolare,
perchè è la massa che le ha create. Nascono dalla crescente
insofferenza nelle file di coloro che si vedevano precluso
ogni miglioramento nella condizione sociale.
La gente ha sempre
avvertito la necessità dell'unione e della cooperazione
reciproca, non si spiegherebbe altrimenti la nascita delle
associazioni, delle confraternite, delle università e infine
quella del Comune.
Solo forme di
aggregazione ci permetteranno di dare voce alle nostre idee
ed ai nostri diritti.
05/09/06
Al fine di valorizzare i contributi della cittadinanza
attiva al governo della comunità locale e di garantirne
il costante collegamento con gli organi comunali, nello
STATUTO Comunale della Città di
Casarano, al
"Capo
III - PARTECIPAZIONE POPOLARE DIRITTO DI ACCESSO E DI
INFORMAZIONE"
si legge:
ART. 34
- La valorizzazione e la promozione della partecipazione
Il Comune nel valorizzare le libere forme
associative promuove anche organismi di partecipazione dei
cittadini all'Amministra-zione locale anche su basi di
quartiere e di frazione.
Domanda: Si è mai
pensato attuare la "facoltà di promozione anche su base
di QUARTIERI'' sancita dallo Statuto Comunale ?
Inoltre si legge:
ART. 36 -Gli organismi di partecipazione
- Il Comune può
promuovere organismi di partecipazione dei
cittadini, che approfondiscano le cause generative di un
bisogno sociale e formulino pareri, proposte e soluzioni da
rimettere agli organi decisionali dell'ente stesso.
Tali organismi sono
promossi:
- per materia;
- per territorio;
- per aggregazione di
interessi.
- I pareri degli
organismi di partecipazione debbono essere espressi nelle
forme ed entro i termini fissati dal regolamento.
- Inoltre il Comune, al
fine di valorizzare i contributi della cittadinanza attiva
al governo della comunità locale e di garantirne il costante
collegamento con gli organi comunali,
istituisce le Consulte permanenti
di cui sono chiamati a far parte due rappresentanti del
Consiglio comunale, di cui uno espresso dalle forze di
maggioranza e l'altro dalle forze di minoranza; un
rappresentante per ognuna delle seguenti categorie; enti
economici, organizzazioni sindacali, associazioni
professionali, ordini collegi, consulte tecniche tra questi
costituite, comunità cristiane e di altre religioni,
organizzazioni di volontariato.
- Parteciperà ai lavori
della consulta l'Assessore competente.
- Sono sottoposti al
parere ed ai suggerimenti della Consulta i seguenti
argomenti: bilancio, programmazione, assetto del territorio,
difesa del suolo e tutela dell'ambiente, istruzione e
formazione professionale, sanità ed igiene pubblica,
viabilità e trasporti, organizzazione degli uffici e dei
servizi, servizi sociali, cultura, ordine pubblico.
- Fanno eccezione le
situazioni di comprovata urgenza.
L'organo deliberante motiverà le ragioni che eventualmente
non consentano di recepire il parere sopra espresso.
- Viene prevista
espressamente l'istituzione della Consulta permanente per
l'ordine pubblico.
- I cittadini chiamati
a far parte di tale consulta, in rappresentanza delle
categorie anzidette, avranno potere meramente consultivo.
- Infine il Comune
promuove riunioni pubbliche finalizzate a migliorare il
collegamento e la reciproca informazione fra Amministrazione
e cittadini in ordine ai fatti, problemi ed iniziative che
coinvolgono diritti privati ed interessi collettivi.
Domanda:
Risulta qualche ricorso alla "facoltà di promuovere gli
ORGANISMI di PARTECIPAZIONE" o data attuazione all'"imperativo
ad istituire le CONSULTE PERMANENTI" ?
E' gradito
ogni intervento con pareri e proposte.
03/09/06
Caro Eugenio, io non sono capace di fare me stesso migliore
di quello che sono. Forse non riesco a migliorare neppure la
mia famiglia, ne tentomeno il mio piccolo paese di campagna
... figurarsi se posso fare qualcosa per Casarano.
Nonostante tutto
però, penso valga la pena continuare a sperare che ciò possa
accadere.
Io conosco
Casarano, l'apprezzo, la sbircio ... solo perchè ci abita un
mio amico. Io voglio bene alla vostra città, perchè voglio
bene al mio amico che ci abita.
Spero che
l'appello venga accolto dai tuoi concittadini. Lo spero
anche per trovare nuovi spunti per rispondere ad una domanda
che qualche volta ci facciamo in famiglia: ci sarà qualcosa
per cui può valer la pena di andare qualche giorno giù nel
tacco dell'Italia anche in inverno? La mia risposta la puoi
intuire, ma se nel frattempo Casarano migliorasse ancora un
pò ...
Un abbraccio
Da Russi,
(Ravenna) Paolo Argnani
paoloargnani@alice.it
Caro Paolo, io
come ben sai, scrivo quello che sento, spero che serva a
qualcosa e a qualcuno, sui risultati concreti poi non faccio
nessuna previsione. Credo che come abbiamo letto dalla
precedente e mail, dell'amica anonima, molti hanno paura di
mettersi in discussione, di uscire allo scoperto. In pochi
hanno voglia di impicciarsi di quello che gli succede
intorno, finchè stanno bene, restano alla finestra, solo
quando hanno dei problemi chiedono aiuto. Io parto dal
presupposto che invece dovremmo costruire ogni giorno,
possibilmente tutti insieme, il nostro presente ed il nostro
futuro.
Un abbraccio.
Eugenio
02/09/06
Pubblichiamo questa e-mail mantenendo l'anonimato del
mittente, rispettando la sua volontà, certi comunque che questo
non sminuirà il valore della sua lettera.
E' coinvolgente
sentirti così agguerrito.
Ed è la
scacrosanta verità tutto quello che hai scritto.
Quante volte mi
sono messa in gioco per questo! Ma ho capito che la gente
ha paura.
Non rischia per
non rimettere ciò che ha.
Sarà pronta solo
quando toccherà il fondo e non avrà più nulla da perdere.
Le "rinascite"
sono sempre state così.
Sono stata sul
punto di mollare questa terra parecchie volte, per
realizzare altrove la potenza della volontà creativa
ricevuta in dono e non sentirmi
puntualmente abortita.
Ma questa terra,
croce e delizia, con i suoi colori, i suoi odori, per
destino o per scelta, ha continuato a calamitarmi tutta la
vita.
...Opportunità
rimpiante, perse per sempre a causa di questo amore-odio. Ma
sono ancora qui.
Il problema di
fondo sta nella mentalità di tutti noi: troppo
"individualisti", troppo impegnati a pensare che l'altro
prima o poi ci "frega" , quindi è preferibile sentirlo ma
non ascoltarlo, stare a guardare piuttosto che collaborare,
magari con pregiudizi, critiche, ipocrisie, e la
peggiore... con l'invidia.
Sarebbe
veramente bellissimo sradicare tutto questo! Pensa
quanto Potere trasformato avremmo a disposizione a nostro
vantaggio !!
Si farebbero
delle cose eccezionali ! E ne gioveremmo tutti quanti.
Ma si sa, i
percorsi che migliorano, passano per forza dai peggiori,
altrimenti che scopo avrebbero gli sbagli?
Carissimo
'Eugenio, per fortuna esistono persone come te, che del
cervello ne fanno buon uso, assieme alla "differenza"....
Come ti ho detto
una volta, è importante essere quella goccia senza la quale
non ci sarebbe il mare.
01/09/06
Nel complimentarmi con l'amico Eugenio per la sensibilità,
la forma e la sostanza con cui si pone al servizio della
Città attraverso il sito TuttoCasarano.it, prendo spunto
dalla suo appello-considerazione "Io
Amo Casarano e mi impegno perchè sia migliore",
per offrire un contributo al dialogo costruttivo.
Eugenio osserva che "Non
dobbiamo pretendere di cambiare tutto in cinque minuti"
Sarà per la mia passione
incondizionata, a volte utopistica per una Politica con la P
maiusola, attraverso la quale ritengo si possano realizzare
i più importanti obiettivi, che parto dalla seguente
considerazione:
Anche se le prossime elezioni
comunali si terranno nella primavera del 2009, quindi fra 32
mesi alla scadenza naturale della legislatura,
nell'interesse generale di tutta la Cittadinanza, come i
tanti che mi hanno espresso tale esortazione, sono anch'io
dell'opinione che è un fatto positivo quello di avviare, sin
da subito, il periodo di preparazione e dialogo, di
proposte, di dibattiti e valutazioni, propedeutico per la
scelta finale, previe consultanzioni primarie, della
"migliore compagine" che dovrà presentarsi in campagna
elettorale e capace di dare ulteriore slancio alle svariate
potenzialità dell'intera Città di Casarano sia in ambito
comunale, di collegio che provinciale.
Eugenio chiede ed esorta a "La
verità" -
Dopo la premessa-obiettivo
ritengo sia necessario stabilire il "punto di
partenza". Per trovarlo sottopongo la seguente
proposta:
Come tutte le
gestioni, anche quella delle Amministrazioni Venuti, è stata
ed è soggetta ad apprezzamenti positivi e negativi. Ma le
valutazioni obiettive, non vanno espresse solo per "partito
preso" ma sopratutto con "cognizione di causa" in base al
reale effetto delle decisioni o delle non azioni, delle cose
fatte e non fatte.
Sarebbe un grave
errore perderci nei meandri deleteri di una critica
demagogica ed asettica su ciò che è stato fatto di sbagliato
o su ciò che non si è fatto.
Deve comunque prevalere una
serenità d'animo, sintonizzandoci comunque sul positivo e,
con "cognizione di causa", cercare di selezionare,
nell'ambito dei vari Assessorati, che sono espressione ed al
servizio dei vari aspetti della realtà locale e della vita
sociale, quanto di meglio è stato posto in essere
dalla gestione dell'Amministrazione Venuti.
Il risultato, sommato alle
esigenze, alle potenzialità ed alle risorse dell'intera
Casarano, nel contesto dell'interland di riferimento e per
la sua strategica posizione nel Sud Salento, considerarlo il
vero "punto di partenza" dal quale, senza retorica,
avanzare concrete proposte, vagliarle per stabilire, senza
proclami e voli pindarici, dei raggiungibili obiettivi e le
relative strategie per perseguirli, nel solo interesse della
Città.
"Il rispetto
dell’altro" , quindi fra di noi Casaranesi, per far
emergere una costruttiva fiducia tra concittadini.
Sono
del'idea che Casarano,
pur nel rispetto delle pluralità politiche, non deve più
soggiacere alle esterne ingerenze o, quanto meno, deve poter
vivere un periodo di sgancio dalle logiche partitiche.
Altrimenti si ripeteranno le deleterie esperienze della
precedente tornata elettorale, che lasciò conseguenze
dirompenti, sopratutto in Città, per delle imposizioni
decise senza la consultazione locale.
Casarano ha bisogno prima di
tutto di uomini e donne amanti della propria Città,
coscienti delle potenzialità e responsabilmente impegnati.
Per quanto riguarda "la
patecipazione" Eugenio ci ricorda: "la
storia ci insegna che possiamo essere artefici del nostro
destino" e che "l’importante è stare
insieme".
Personalmente ritengo
Casarano capace, nel rispetto del principio della
sussidiarietà e della propria identità, di autodeterminarsi
politicamente e può farlo al meglio con un sano, libero e
democratico confronto fra quanti intendono parteciparvi,
esortando ad uscire in campo anche quella parte di
popolazione che, pur avendo competenza, capacità ed
autorevolezza, è rimasta sugli spalti da spettatore
silenzioso. Con serenità e senza guerre intestine, si deve
tentare il tutto per tutto per infondere tra i Casaranesi, un
clima di fiducia e di stima reciproca per ben utilizzare le
risorse (che non mancano) ed esprimere al meglio le
potenzialità di sviluppo.
E l'appello di Eugenio va colto da Casaranesi liberi, come Consiglieri
ed Amministratori comunali o Esponenti Istituzionali, come
militanti di Partiti e Movimenti politici, come aderenti
ad Associazioni culturali e di categoria, tutti entusiasti
nel far emergere al meglio il senso di appartenenza ad una
comunità e, dal quale, far scaturire un miglior senso dello
Stato e della gestione dalla "cosa pubblica".
Possiamo farlo in
maniera partecipata e responsabile, con la certezza di poter
offrire il proprio incondizionato contributo per diffondere
e difendere la nostra identità, le capacità e le competenze
nell'interesse di tutti.
Casarano, il Salento, la
Puglia e l'Italia, anche nel contesto Europeo, hanno bisogno
di questi valori.
Dal senso
di responsabilità di ognuno si determinerà il verso della
stessa medaglia: "Libertà di fare"
o "Libertà a non fare".
Francesco De Vita
LPI - Salento Liberale