La crescita della città, la sua espansione sottrae continuamente
terreno per far posto a nuove case, a nuove strade. Esistono
però zone particolarmente delicate o importanti dal punto di
vista idrogeologico o ambientale dove non si dovrebbe costruire,
ma sappiamo bene che la tutela paesaggistica non è una priorità
della nostra nazione, Casarano non sfugge certo a questa regola,
così l’abusivismo edilizio, i successivi condoni, hanno fatto
nascere case e strade dove non ci dovrebbero essere, cambiando o
facendo addirittura scomparire posti e luoghi che la natura nel
corso dei secoli aveva naturalmente modellato ed utilizzato
secondo le caratteristiche tipiche della conformazione del
territorio; così abbiamo visto sorgere nel bel mezzo di antichi
canaloni, case e mura, che hanno modificato o interrotto
completamente il loro decorso ed oggi ne subiamo le conseguenze.
La tutela del nostro territorio è una priorità per tutti, se
vogliamo conservare al meglio ciò che madre natura ci ha
consegnato. Così oggi vi voglio parlare di un altro canalone
naturale, che partendo dalla zona del cimitero raccoglie le
acque reflue nei giorni di pioggia e le porta a valle,
terminando oggi la sua corsa nei pressi di contrada Botte.
Percorrendo via Bari, scendendo, dopo l’IPSIA a sinistra, al
centro della strada noterete un grande viadotto che fa da ponte,
il nostro canalone da li si può ammirare molto bene. Questo
lembo di terra, come una specie di ferita fende il terreno e lo
attraversa così come ha fatto l’acqua e la pioggia nel corso dei
secoli. Oggi è li, bellissimo, rigoglioso di macchia
mediterranea e di verdi pini, alti, ai suoi bordi, sembrano
piantati apposta come dei soldati a fare da guardia.
Domenica scorsa, mi sono fermato, per osservarlo meglio, farne
conoscenza, e condividere con voi questo nostro piccolo angolo
di terra quasi incontaminato. Nella parte più bassa del
canalone, si intravede la mano dell’uomo che cerca di sottrarre
terra vergine, per i propri scopi, non proprio nobili. Questo
canalone è tutelato da vincoli idrogeologici per cui anche qui
non dovrebbe essere consentito alzare muri o case, invece i muri
ci sono! Consiglio a tutti voi di fare una piccola escursione in
questo remoto angolo di terra, ad un tiro di schioppo dal
centro, certi di trovare un piccolo ritaglio di ciò che la terra
era prima che l’uomo la deturpasse così profondamente.
In questi giorni, miti, fanno capolino tanti fiori di campo, dai
bellissimi colori, l’erba è verde e profumata, gli uccelli
vivono in pace fra i rami dei pini e degli arbusti. Se vi piace
la natura e vi sentite dentro un’anima verde fateci un salto con
i vostri figli. Sarebbe bello che anche a Casarano si creasse
una sede del WWF che si prendesse cura di quel poco di verde che
ci è rimasto e che per tale motivo va a maggior ragione
conservato.

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