In un momento così difficile e delicato
come quello che sta vivendo Casarano, ormai già da diversi
anni, per la crisi del TAC, crisi che ormai ha investito
ogni settore dell’economia anche nel resto dell’Italia e del
mondo intero; per tentare di uscire dalla crisi, o di
limitarne i danni, c’è bisogno di un grandissimo impegno ed
uno sforzo immane. Obama, neo eletto presidente
dell’America, consapevole che il suo mandato si scontrerà
principalmente con questa spaventosa recessione, ha voluto
attorno a se, le persone che avessero la più alta
competenza, per costruire una squadra di governo, forte,
coesa, forte anche sotto l’aspetto morale, perché in un
paese serio, la credibilità, è un elemento distintivo, che
viene tenuto in alta considerazione, non come qui in Italia.
Qui in Italia, e quindi anche a
Casarano, che siamo lontani dall’America non so quanti Km,
ma ci unisce la stessa e profonda crisi, continuiamo, o
meglio, continuate, ad avere una visione miope, vecchia,
putrefatta, della politica, e non vi accorgete che
continuando su questa linea, continueremo a tenere questo
paese legato al palo, da una catena, fatta di vetusti
atteggiamenti che ci porteranno inesorabilmente a
sprofondare sempre più. Occorre prendere consapevolezza di
questo, abbandonare le vecchie logiche che abbiamo (avete)
usato fino a ieri per reinventare nuove strade da percorrere
insieme se vogliamo avere dare un barlume di speranza a
questa nostra città.
Cari amici, la politica così com’è
impostata, è clamorosamente fallita, a destra, a sinistra,
come al centro. Il bipolarismo, tanto sognato, ha partorito
un topolino, che non soddisfa nessuno, i grandi partiti sono
vincolati e pensano sempre di rapportarsi ai numeri, ai
sondaggi, perdendo di vista l’essenza stessa della loro
funzione. I grandi partiti, hanno dimenticato di essere
delle aggregazioni di persone, che si sono unite per
proporre soluzioni per il bene comune, e non per i pochi che
dirigono l’apparato. Prova ne è che in tutte queste realtà
politiche, esiste un forte scollamento fra la base e il
direttivo, direttivi per lo più composti da figure
subalterne ai segretari, messe li a posta perché ogni
decisione sia apparentemente presa secondo una democratica
votazione…. Detto questo, arriviamo alle elezioni, alle
liste che verranno fatte; come al solito ne vedremo di tutti
i colori, e su 20.000 abitanti, un quarto sarà direttamente
impegnato o legato a queste elezioni, senza avere la minima
cognizione di che cosa significhi partecipare attivamente ad
una tornata elettorale, e soprattutto senza nessuna
competenza, se non quella, forse, di avere una famiglia
molto conosciuta che sappia racimolare un bel pacchetto di
voti, utili da sottrarre alla concorrenza.
Chi ci andrà a perdere in tutto questo
scellerato e collaudato gioco al ribasso, sarà come sempre
la nostra città che in seno all’assise più importante non
avrà le migliori competenze, le persone più motivate, no!
Avremo i soliti noti, e noi ci ritroveremo a lamentarci dei
soliti problemi.
Un partito serio, oggi come oggi,
dovrebbe abbandonare il vecchio e superato teorema dei voti,
non si deve guardare alla persona candidata solo in virtù
della sua capacità di rastrellare dei voti, NO!, devono
essere i partiti che investono sulle persone competenti, di
alto spessore morale, che non saprebbero racimolare nemmeno
5 voti, credendo nelle capacità di queste persone, lavorando
per loro. Conosco persone che della politica hanno un alta
visione, hanno competenze, rigore morale, ma per una
questione di timidezza, o soprattutto perché i partiti
stessi, o meglio le segrete segreterie, non vogliono queste
persone perché hanno obiettivi non personalistici, non hanno
l’ambizione del successo o del protagonismo becero
autoreferenziale le terranno ben lontane da loro.
Cari partiti di Casarano, la crisi che
stiamo vivendo è spaventosa, e lo sarà ancora di più
nel’immediato futuro, qui è necessario un radicale
cambiamento di rotta, stando tutti uniti, collaborando con
tutti, con i partiti cosiddetti minori che hanno dimostrato
invece di essere più vivi e attenti di quelli più grandi,
fra maggioranza e opposizione se necessario, l’importante, è
tenere in mente che noi – ma soprattutto Voi siete
responsabili delle sorti di questo paese, le vostre scelte
ricadranno sull’intera collettività, il nostro futuro
dipende da Voi, perciò vi esorto a cambiare.
17/02/09 Caro Eugenio,
perdonami questo approccio confidenziale visto che (
forse ) non ci conosciamo di persona, ma i tuoi
interventi sul sito mi invitano ad esprimerti il mio
consenso pur con qualche nota a margine. Quanto tu
dici rivela una idealità che ti fa onore e merita
grande considerazione; pur tuttavia in "democrazia"
i numeri hanno la loro determinante rilevanza e il
numero dei voti acquisiti in forma superiore ai
contendenti non ammette giustificazioni di sorta. E
finchè non c'è prova di loro irregolarità, ogni
lamentela resta vana.Ciò detto, mi viene comunque
spontanea una riflessione sull' attuale momento
storico che il nostro Paese sta vivendo e su quanto
deleteria, per le sue sorti, sia una proliferazione
delle componenti meno nobili del carattere e dei
comportamenti di una parte della "gens" italica che
sembra poter deteriorare sempre di piu' quel tessuto
virtuoso di cordialità, intelligenza, laboriosità,
che ci ha imposto alla stima di tutto il mondo.
E'quella parte che, a volte piu' si esibisce, di
indole adattabile e mimetica all'occorrenza;
governata perennemente da grande capacità
machiavellica e buona dose di meschinità. Finisce
sempre per salire sul carro del vincitore ( o quello
che crede possa esserlo ) comodo e trainante. Cio'
la esime dalla fatica, gratifica la sua
vanità,esalta le sue indignazioni, spesso tardive ed
esibite a convenienza. Docile, abulica e passiva
"consumatrice". Si vanagloria della propria
"modernità" prostrata ai piedi dei potenti, lasciva
e servile, per poi inorgoglirsi nella partecipazione
al linciaggio degli stessi caduti in disgrazia.
Complice dei politici, in buona parte avidi e
indegni; con loro depreda la "Cosa Pubblica" e si
associa nelle spartizioni clientelari impettendosi
nella ricerca di " scalate sociali" gratificanti.
Chiude gli occhi dinanzi al totale disimpegno di
questa Società nei confronti delle nuove
generazioni, abbandonate nel "nullismo" etico
e deviate dagli impegni seri e responsabili nello
studio e nel lavoro, sfruttate nel consumismo piu'
arido e infecondo. Si autoassolve all'interno di
"pacifiche"manifestazioni, fiaccolate o processioni
di turno. Povera Italia, aveva raggiunto l'apice
economico, gongolava orgogliosa fra i "Grandi", oggi
rischia il disastro civile e sembra rinunciare
all'idea di veder prevalere la forza dei
comportamenti positivi, la idealità innata dei suoi
giovani, la messa al bando delle volgarità, la
sconfitta degli imbecilli ipocriti e opportunisti.
Anzi, questi ultimi li esalta, li impone a modello,
valorizza le loro azioni regalando loro visibilità e
prestigio. Povera Italia dove il "PENSIERO" è stato
seppellito dagli Affaristi, e gli uomini che
potrebbero resuscitarlo, quelli fuori da accoglienti
e inglobanti "salotti" politici,hanno gettato le
armi isolandosi chissà dove. E certamente solo dagli
intellettuali, magari giovani, liberi e coraggiosi,
potrebbe germogliare un "nuovo Pensiero" che risalga
i gradini del 900 e ne salvi i migliori
contenuti,per una nuova idea di comportamenti e
modelli di vita che metta la tecnologia al servizio
dell'uomo e non renda l'uomo schiavo di essa. Io
credo che solo menti giovani possano riprendere in
mano il loro futuro, ma solo la consapevolezza che
l'etica debba prevalere sull'economia ci aprirà un
futuro di speranza.
16/02/09 Caro Eugenio,
lo sai che ti leggo con molta attenzione e quello che tu
dici nell'esortazione che fai sul tuo sito è tutto vero,
soltanto che tu non puoi tirarti fuori pensando che
siano gli altri a dover cambiare.
Spesso il nostro dire urta con il
nostro fare perché ognuno pensa di stare dalla parte della
ragione, del giusto e della verità.
Però quante volte abbiamo detto e
testimoniato falsamente per parare il culo di qualcuno magari
mafioso, prepotente, prevaricatore, intrallazzatore, per paura o
per "il quieto vivere"?
Il cambiamento deve avvenire in
ognuno di noi per essere testimoni della verità senza paura,
"non abbiate paura" esortava Papa Woitila, di quale paura pensi
che stesse parlando? Tu saresti capace di rendere una falsa
testimonianza ben sapendo che davanti agli occhi di Dio stai
facendo una cosa ingiusta?
Credo proprio di no!
Allora esortiamoci a vicenda per
essere testimoni e artefici di un cambiamento morale, civile e
culturale che ci cambi dentro e dia la forza a ognuno di noi per
essere quel cambiamento anche per chi non ha voce per farlo, non
ha coraggio per attuarlo, non ha voglia o è morto dentro
consumato dai fantasmi plasmati a propria immagine e
somiglianza.
16/02/09 Cara Anna Maria, la mia
esortazione era indirizzata al sistema partitico casaranese,
poiché io da semplice cittadino, non posso far altro che
chiedere, esortare. Da curatore di questo sito, propongo la mia
idea e la sottopongo alla riflessione comune, sperando che serva
al fine ultimo, che è il bene comune. La mia esortazione è molto
concreta, considerala pure un appello, mirato a che i partiti
abbandonino le solite logiche dei numeri per valorizzare le
competenze di chi ha intenzione di fare politica seriamente. La
mia è una richiesta che ha il fine di sostenere queste persone
competenti ma escluse dalle competizioni elettorali, o comunque
non sostenute compiutamente, perché i partiti, fino ad oggi si
sono proposti con ottiche ed obiettivi di basso profilo.
Credo che la mia parte la stia facendo, nel
momento in cui non mi allineo al solito modo di intendere la
politica, spiegando la mia idea, dando voce al disagio di chi
vorrebbe fare ma non è messo nelle condizioni di farlo.
Nel mio piccolo, ho cercato di essere una persona
che va oltre i luoghi comuni, di proporre una visione della vita
più autentica, e di incarnarla quotidianamente, con i miei pregi
e difetti. So bene, che senza una crescita culturale, sociale e
politica della società, non si arriverà da nessuna parte perché
fino a quando i cittadini non saranno consapevoli dei propri
diritti e doveri, resteranno sempre delle persone passive.
TuttoCasarano, in questi otto anni e mezzo di
attività, ha cercato sempre di essere un piccolo punto di
incontro e di crescita per questa città, convinto che solo in
questo modo si potrà sperare in un futuro migliore, certo
l’impresa è ardua, perché il grosso del sistema italiano rema
contro questo obiettivo perché vuole cittadini, ignoranti, e
sottomessi.
16/02/09 Caro
Eugenio, cari amici, analizziamo con freddezza logica i
motivi che hanno portato Obama alla Casa Bianca. Barack Obama
non e´ stato eletto presidente degli Stati Uniti d´America
perche´ aveva un bel programma economico. Del suo programma
economico ne capiscono gli americani che lo hanno votato tanto
quanto ne capisci tu, tanto quanto ne capisco io, tanto quanto
ne capiscono gli esperti in materia: niente.
Le prove? Il Congresso ha appena approvato in via definitiva
il suo pacchetto di aiuti all´economia per 700 e fischia
miliardi di dollari, e ci sono economisti di fama internazionale
che gia´ ne contestano l´utilita´. Qualcuno si spinge piu´ in
la, e lo definisce addirittura dannoso... questo per tornare in
tema attendibilita´ di economisti e scienziati internazionali
vari... gli uni dicono che va tutto bene, gli altri dicono che
va tutto male, gli uni sono del parere che andrebbero fatte
certe cose, gli altri del parere contrario. Siamo abituati,
troppo abituati, a pensare che certe dispute riguardino solo la
religione e non le scienze esatte quali possono essere la
fisica, la chimica, la biologia, la medicina ma anche
l´economia.
Ma non voglio perdermi nei meandri di queste riflessioni e per
questo torno indietro ai motivi che hanno decretato la vittoria
elettorale di Obama. Abbiamo appena finito di dire che gli
americani che lo hanno votato non hanno la piu´ pallida idea di
quello che sono i suoi programmi. Obama e´ stato eletto, in un
certo senso, prima di tutto grazie al fattore C. Sempre piu´
americani, poche settimane prima del voto, si sono svegliati al
suono di campanello dell´ufficiale giudiziario che veniva a
buttarli per strada perche´ non avevano pagato regolarmente le
rate del loro mutuo. Dopodiche´ i media hanno iniziato a
diffondere le notizie allarmanti di grosse banche che fallivano.
Molte aziende grandi e piccole hanno incominciato a licenziare.
In questo quadro gli americani si sono svegliati e hanno capito
che il loro presidente non poteva essere un ex veterano del
Vietnam, hanno capito che i problemi del prossimo decennio non
erano tanto il terrorismo (quello certo, esiste ancora) ma anche
e soprattutto l´economia. E Obama, che e´ giovane, ma che non e´
nato ieri lo andava ripetendo da qualche tempo:"La crisi
economica e´ la conseguenza della politica economica del
presidente Bush, politica appoggiata pienamente dal sen. McCain".
Poche parole, chiare e concrete che si sono infilate nella testa
degli americani e hanno portato a rendere McCain inpopolare,
quasi quanto Bush. Notate bene che McCain, detto Maverick (il
ribelle) era un oppositore interno a Bush sulla sua politica
estera e affini, ma non su quella economica. Il partito
repubblicano lo ha appoggiato proprio perche´ spesso in
disaccordo con Bush.
Fissiamo questa idea, i repubblicani d´america non hanno
candidato (come fu per il vice di Reagan e di Clinton prima di
lui) il vice di Bush, ma un oppositore interno... perche´
sapevano che qualunque uomo dell´amministrazione Bush sarebbe
stato trombato senza possibilita´ d´appello...
Gli altri motivi che ne hanno decretato il successo hanno ancora
di meno a che fare col suo programma elettorale (in altri tempi
chiamate "promesse elettorali").
Obama e´ un nero con una situazione famigliare non proprio
rosea, che in gioventu´ ha rischiato di finire su una
bruttissima strada e che invece ha lavorato duro per laurearsi
ad Harvard e che dopo la laurea invece di allinearsi e fare
quello che hanno fatto tutti gli altri suoi colleghi, cioe´
infilarsi in quale mastodontico studio legale newyorkese, ha
scelto gli ultimi della scala sociale diventando qualcosa di
simile a un prete di campagna, piu´ che a un cardinale della
giurisprudenza.
Eccolo l´uomo che gli americani cercavano. Giovane, pieno di
energia e di voglia di fare, uno che dal nulla si e´ laureato a
Harvard e che dopo invece di pensare ai propri interessi ha
deciso di dedicarsi non dico agli ultimi, ma forse di piu´ ai
penultimi (e gli americani in questi giorni hanno l´impressione
di aver bisogno di assistenti sociali, piu´ che di militari), un
uomo che gira l´america infondendo speranza (Hope, uno dei suoi
slogan) nel futuro quando tutto sembra essere perduto, un uomo
che nella sua vita la speranza l´aveva perduta e poi ritrovata.
Eccolo li.
Non so se ve ne siete accorti ma nell´ultimo passaggio ho usato
aggettivi che descrivono la personalita´ di Obama, non i suoi
programmi. Questa e´ la lezione che ci viene dall´america,
non sono i programmi che fanno il presidente, e´ la sua
personalita´ insieme alla particolare situazione storica che si
sta vivendo. Se invece della crisi economica ci fosse stato
(Dio non voglia) un nuovo attentato terroristico in territorio
americano, l´america si sarebbe voltata in cerca di un militare
e oggi il presidente si chiamerebbe John McCain.
Questo dico a chi ha detto, scritto o pensato di me che io
guardo piu´ la persona che le sue idee. Penso che i problemi
della nostra citta´ siano sotto gli occhi di tutti, i casaranesi
non sono poi cosi´ stupidi come qualcuno pensa. La gente non sa
distinguere la strada giusta da quella sbagliata, forse, ma i
risultati li sa giudicare. Prendiamoci la briga tutti insieme di
guardare attentamente i programmi dei candidati sindaco quando
saranno ufficializzati, noteremo che i punti del programma
saranno a grandi linee identici, a limite cambieranno le
priorita´... l´uno reputera´ piu´ urgente risanare p.zza Diaz,
l´altro il bilancio comunale... ma non saranno i programmi, le
idee o i sogni a fare il nuovo sindaco. Ma la personalita´.
Non dimentichiamo una cosa, l´amato dr. Ingrosso, veniva
chiamato "sindaco buono", ebbene anche buono, come cattivo,
arrogante, menefreghista, intelligente, umile e altro descrivono
la personalita´ di un uomo. Non i suoi programmi (=promesse)
elettorali.
E qui entriamo nel nocciolo della questione. Quale personalita´?
Beh... quella che si addice di piu´ ai casaranesi. E visto che
ancora le candidature non sono state ufficializzate, non sara´
semplice dire chi. Sarebbe bello certo, trovare l´uomo la cui
personalita´ sarebbe un bene per tutti e non per pochi.
Saluti
P.S. Obama e´ un uomo capace... ma non e´ timido... un timido
non diventa presidente USA, e nemmeno sindaco di Casarano, a
dirla tutta... magari un finto timido si... ma non un timido. I
problemi che impediscono a gente capace di presentarsi sono
sicuramente altri... William Ghilardi