Serviva una prova di grande coraggio, e di
grande cuore, per mettere i piedi sulla
testa della diretta concorrente in
classifica. E la Mastek l’ha trovata. In una
delle sue giornate peggiori, probabilmente,
almeno in termini di forze a disposizione,
quando con un gran cuore è riuscita ad avere
la meglio su un corazzatissimo Oria, giunto
al Tensostatico in forma e con il massimo
dei cambi. Al di qua della rete, invece, il
solo Robertino Torsello, vice-palleggiatore
di Capitan Laterza, a ten
er
calda la panchina. Perché l’ospedale in cui
si è trasformato lo spogliatoio sembra
dettare un bollettino di guerra. D’Amico S.
frattura del pollice, assente; Trullo in
gita scolastica, assente; Frivoli
squalificato per una giornata, assente;
Santoro, bloccato per 10 giorni con forti
dolori alla spalla, presente per medicinali;
Giangreco, problemi ad una coscia e
allenamento limitato, presente per
medicinali; Laterza, acciacchi alle
ginocchia, limitato nei movimenti, presente
con riserbo. E quindi? Inedita formazione
per De Giorgi, con D’Amico G. e Sirsi di
banda, Laterza in regia, opposto
doverosamente Grimaldi (chi altri?) al
centro Giangreco e Caggiula.
Sì, proprio lui. Il ragazzone che per
l’intero campionato ha tastato solo per
pochi punti il terreno di gioco avendo
davanti bande di spessore come quelle in
campo a ricoprire i tre ruoli utili, e
sacrificato coraggiosamente e doverosamente
da De Giorgi nell’inedito ruolo. Svolto
peraltro con diligenza e serietà per tutta
la gara, in cui ha messo in serie difficoltà
gli avversari dimostrando, insieme a tutti
gli altri, acciaccati e non, che questa
Mastek, ai play out proprio non ci sta. E
così ai blocchi di partenza mette subito
sotto l’Oria, che pur tentando in tutti i
modi di disorientare l’avversario cade nel
primo parziale, giocandosi comunque la posta
in palio con grande onestà. Nella seconda
frazione la Mastek parte un po’ meno bene ma
non demorde, riacciuffa il risultato e
sovrasta per la seconda volta gli avversari.
E non cede neppure nel più classico terzo
set, quando dimostra col cuore e con i denti
di non voler lasciare chance agli avversari
di far punti sul terreno rossoblu.
E per una ventina di ore la Mastek è fuori
dalla zona play out, fino a quando cioè il
Nardò non trova la vittoria su un dimesso
Alessano, resosi protagonista di una
prestazione casalinga tutt’altro che
brillante, e superato in casa per tre set a
un
o
dalla compagine tornata sotto la guida di
Franco Dell’Anna, e che diventa ad oggi la
diretta concorrente della Mastek per
l’uscita dalla zona play out. Oggi sopra di
tre punti, ma con un calendario abbastanza
tortuoso, almeno quanto quello della Mastek,
che la porterà col fiato sul collo alla fine
dei giochi di questo fantasioso e intricato
girone di serie C, che decreterà
inesorabilmete il tonfo di questa o di
quella squadra, e che tuttavia, mai come
quest’anno, meriterebbe di rivedere un po’
tutte le formazioni impegnate in un replay
assurdo, che all’inizio del campionato
candidava questa o quella formazione come
l’ammazza campionato, e che poi ha visto
cadere ad una ad una tutte le grandi, non
escluso il S. Vito, presto ospite del
Casarano, contro la prossima avversaria
della Mastek, il Taranto Volley, che a 21
punti appare come la prima candidata sicura
ai play out, ma che proprio in questa
giornata è andata a spegner qualche luce di
play off proprio al S. Vito. D’altronde
bisogna per forza di cronaca registrare una
serie di risultati piuttosto positivi della
squadra Tarantina, resasi protagonista di
diverse imprese che lasciano intendere che
il prossimo impegno in trasferta della
Mastek sarà tutt’altro che agevole. Ma per
lo sport questo è tutto molto bello ed
avvincente, un campionato senza eguali negli
ultimi anni dove tutto, ma proprio tutto,
può accadere. Fino alla fine.