Piazza
Diaz: chiusa nel week-end, aperta al traffico (ma non al
parcheggio) durante la settimana. La Margherita rompe gli indugi
e ufficializza la propria posizione sulla destinazione del cuore
del centro antico per bocca del presidente provinciale Claudio
Casciaro. Il quadro delle opinioni interne della maggioranza sul
futuro della piazza è così quasi completo. I primi ad esternare
la propria opinione, infatti,
sono stati i Ds, chiedendo all'amministrazione la chiusura
totale al traffico e al parcheggio di pazza Diaz. In settimana,
poi, arriva il distinguo del presidente del consiglio comunale
(ormai senza partito, dopo il «divorzio» dall'Udeur) Paolo Zompì,
sceso in campo a sostegno dell'apertura della piazza al
traffico, escludendo però il parcheggio. Ora arriva la posizione
di Casciaro a nome della Margherita, che spinge in avanti il
compromesso: valida la formula di Zompì «traffico aperto -
parcheggio chiuso», ma valida anche l'esigenza diessina di
chiusura della piazza, da realizzarsi quest'ultima, però, solo
il sabato e la domenica. Una posizione cui si arriva, spiega
Casciaro, «partendo dal presupposto che compito degli
amministratori è quello di coniugare le diverse esigenze e le
aspettative, tutte legittime». Il problema vero, per Casciaro, è
la particolare viabilità di Casarano, in base alla quale piazza
Diaz risulta «una importante arteria di collegamento tra la
parte nord e la parte sud della città». La conseguenza è che la
chiusura è possibile solo il sabato e la domenica, «quando la
maggior parte dei cittadini, liberi dal lavoro - spiega
l'esponente margheritino - può gustare una passeggiata nel
centro storico. Certamente, in questi giorni, si dovrebbe
animare la piazza con iniziative culturali, musicali e ludiche.
Nei restanti giorni della settimana credo sia necessario
permettere il transito degli autoveicoli, magari escludendone la
sosta». Per Casciaro, però, anche i privati devono fare la loro
parte: i proprietari dei palazzi devono «realizzare interventi
di riqualificazione degli immobili che fanno da cornice alla
piazza», mentre tutti i cittadini devono «considerare la parte
più antica della città quale patrimonio prezioso dell'intera
comunità da trasmettere alle nuove generazioni». Infine Casciaro
rilancia la sua proposta di intitolare la piazza non più al
generale Diaz ma «al nostro santo patrono, San Giovanni
Elemosiniere, in considerazione del valore simbolico che
rappresenta per la città». La discussione, insomma, è ormai
uscita allo scoperto, la decisione non dovrebbe tardare ad
arrivare.