Ricordo ancora come fosse ieri quando, armati ognuno delle
proprie forbici, si partiva alla volta di quella che per me era
una Festa...un divertimento, uno svago...
Quando ancora non capivo e non davo senso a tutto quello che
intorno mi accadeva...Era la Festa dei bambini che come me, per
un giorno, potevano sentirsi grandi e utili. Era un lavoro
facile, di più non si poteva volere: bisognava solo tagliare,
mettere nelle ceste e aspettare che qualcuno venisse per
svuotarle...quando mi st
ancavo,
poi, potevo sedermi su queste ceste e mangiare del lavoro che
stavo svolgendo: nessuno mi diceva niente, non capivo, anzi,
perchè tutti guardandomi ridevano...ero forse così buffa? O
forse era l'aria di quel giorno che rendeva tutti più allegri?
Era forse l'odore dolce di quei frutti o l'idea di quello che
sarebbero diventati? Era il pensiero di un camino acceso e di un
buon bicchiere che scalda a rendere quell'atmosfera così magica?
Questo non l'ho mai capito né forse mai capirò quanto c'è di
misterioso in questo giorno che ogni anno arriva puntuale e mi
regala qualcosa di unico, indimenticabile, solo mio!
Mi sento tuffata in quei giorni in cui, stanca dopo solo poche
ceste, mi sedevo all'ombra di una vite a piluccare quella
bontà...ricordo ancora gli occhi dolci di mia nonna che mi
guardavano con tanto amore, lo sguardo di papà, contento di
avere anche noi, almeno per un giorno, a lavorare con se, dopo
aver comprato apposta per noi le forbici più piccole, per le
nostre manine, e la voce della mamma che mi diceva di restare
seduta se ero stanca...Ricordo ancora i rimproveri del nonno,
quando mi faceva tornare indietro per raccogliere tutti gli
acini che, per noncuranza, avevo fatto cadere e abbandonato...Quanti
ricordi, quanto passato, quante voci e quanti sapori e quanti
odori mi ritornano in mente al solo sentire una
parola:Vendemmia.
Una volta mi sentì dire da una signora "La mani di una signorina
non devono essere così sporche..." Ma come, non si può non
sentire sulla propria pelle il dolce di quel mosto, non si può
non vedere il colore rosso che da bambina scambiavo per sangue...sì,
"...il sangue di Gesù che è quello che diventa tutta quest'uva
pigiata quest'inverno...", come mi diceva la mia amata nonna.
Come posso vergognarmi di un pezzo della mia vita, come posso
nascondere alla gente che mi è vicina che anche io sono andata
in campagna a vendemmiare? E come posso spiegare l
oro
che finché avrò la possibilità io non rinuncerò per nessuna
ragione a quella Festa d'autunno che tanto mi regala e tanto mi
fa imparare? Se io sono quella che sono è perchè ho vissuto con
la mia famiglia, la mia gente, ho avuto la fortuna di conoscere
gli antichi sapori, le antiche tradizioni, i vecchi lavori e per
questo contenta di poter portare con me e magari raccontare un
giorno ai miei figli di quella Festa che sembrava organizzata
tutta per me...una Festa alla quale forse loro non potranno
partecipare...