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Mastroleo: “Aiutare il prossimo, non significa avallare la criminalità”

Marco Mastroleo

Per anni abbiamo sentito lo slogan: “Aiutiamoli a casa loro”, usato per giustificare la chiusura verso chi fugge da guerra e miseria. Ma ora che gli aiuti servono davvero, dove sono quelli che lo gridavano?

I tagli ai fondi USAID stanno chiudendo scuole e programmi alimentari in Siria, Libano, Etiopia e Nigeria, lasciando milioni di persone senza sostegno. Chi tace o giustifica questi tagli dimostra solo ipocrisia o cinismo: senza aiuti, l’unica scelta per queste popolazioni sarà fuggire.

Per questo ho presentato una mozione per sensibilizzare istituzioni e cittadini su questo tema. È solo una goccia nel mare, ma serve coerenza: non basta dire “aiutiamoli a casa loro”, bisogna farlo davvero.

Con Rita De Micheli ho vissuto l’esperienza dell’accoglienza degli albanesi e da lei ho imparato il valore della solidarietà. Non potevo restare in silenzio davanti alla sua bellissima sollecitazione. Aiutare il prossimo non significa avallare la criminalità: vogliamo fermare i delinquenti, ma non accettiamo l’assurda equazione tra povertà e delinquenza.

LA SOLIDARIETA’ NON È UN CRIMINE, fate sentire la vostra voce. Condividete e pretendete risposte. E a chi dice che ci sono problemi più importanti, rispondo: l’ipocrisia politica è un problema enorme. La politica locale deve occuparsi anche di questo, non solo di pali arrugginiti e buche da sistemare.

Marco Mastroleo