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Mozione contro la speculazione energetica: “I blackout non sono casuali, ma frutto di scelte che privilegiano il profitto”

Marco Mastroleo

dalla Redazione

Il consigliere di opposizione Marco Mastroleo porta in aula una battaglia a difesa dei lavoratori del comparto elettrico e contro le derive speculative del mercato energetico. Una denuncia che parte dal territorio salentino per arrivare ai vertici nazionali.

La denuncia: blackout programmati dal sistema

“I blackout non arrivano per caso: sono il risultato di scelte che, negli anni, hanno privilegiato il profitto rispetto al servizio e alla sicurezza”. Con queste parole il consigliere Marco Mastroleo sintetizza la sua battaglia contro quello che definisce un sistema energetico malato, dove la privatizzazione “doveva portare vantaggi… e li ha portati, sì, ma solo a chi è nella stanza dei bottoni”.

La mozione presentata al Consiglio Comunale di Casarano non è solo un atto di solidarietà verso i lavoratori locali del settore elettrico, ma una denuncia circostanziata di un sistema che ha trasformato un servizio pubblico essenziale in un’occasione di speculazione finanziaria.

I numeri della speculazione: 5 miliardi di extra-profitti

La mozione cita dati allarmanti emersi dal rapporto dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) del 4 luglio 2025. Il documento denuncia manipolazioni nel mercato elettrico all’ingrosso da parte di alcuni operatori nel biennio 2023-2024, con extra-profitti superiori ai 5 miliardi di euro ottenuti attraverso strategie scorrette di “withholding” (trattenimento di capacità).

Queste pratiche hanno provocato aumenti del prezzo dell’energia fino a 0,25 euro per kilowatt/ora a carico dei cittadini, mentre parallelamente i lavoratori del settore subivano precarizzazione e sovraccarico di lavoro.

La situazione sul territorio: Blue Team sotto pressione

Sull’intero territorio nazionale – e quindi anche a Casarano -, i lavoratori del Blue Team di E-distribuzione (controllata Enel, che gestisce l’85% della rete elettrica nazionale) vivono in prima persona le contraddizioni del sistema. La mozione denuncia condizioni di lavoro insostenibili: turni estenuanti di reperibilità, orari “sfalsati” senza criterio, carenza di investimenti nel territorio e assunzioni ridotte al minimo.

I tecnici locali – così come i loro colleghi del resto d’Italia – hanno partecipato attivamente allo sciopero nazionale di giugno, unendosi al grido “L’Enel dispone, il Sindacato si Oppone” lanciato durante la manifestazione del 20 giugno 2025 a Roma, sostenuto dalle federazioni sindacali FILCTEM-CGIL, FLAEI-CISL e UILTEC-UIL.

Le richieste: dal locale al nazionale

La mozione di Mastroleo chiede al Sindaco e alla Giunta comunale di:

  • Trasmettere l’atto alla Presidenza del Consiglio, ai Ministeri competenti, ad ARERA, alla Regione Puglia e ai vertici Enel
  • Promuovere un tavolo istituzionale territoriale con sindacati, Enel-distribuzione e amministratori locali
  • Coordinarsi con altri Comuni salentini e pugliesi per creare una rete civica a sostegno dei lavoratori del settore energetico
  • Organizzare entro l’autunno 2025 una giornata pubblica dal titolo “Energia, lavoro e democrazia: il caso Enel-distribuzione”

Una battaglia per la democrazia

“Tentare di delegittimare lo sciopero o manipolarne i numeri significa colpire il cuore del dialogo sociale”, sottolinea la mozione, richiamando l’articolo 40 della Costituzione che sancisce il diritto di sciopero come “diritto individuale ad esercizio collettivo, fondamentale per il funzionamento della democrazia”.

La proposta di Mastroleo si inserisce in un dibattito più ampio sul ruolo dei servizi pubblici essenziali, evidenziando come la privatizzazione del settore elettrico, anziché garantire benefici per l’utenza, abbia favorito “pochi soggetti” a scapito della collettività.

Il messaggio finale: scegliere da che parte stare

“Casarano sceglie chi ogni giorno assicura energia alle nostre case, non chi la usa per fare utili miliardari”, conclude Mastroleo, delineando una netta linea di demarcazione tra chi lavora per garantire un servizio essenziale e chi lo sfrutta per massimizzare i profitti.

Una battaglia che dal piccolo centro salentino si allarga a questioni nazionali, ponendo interrogativi fondamentali sul modello energetico italiano e sul prezzo sociale della privatizzazione dei servizi pubblici essenziali.