dalla Redazione
Un iter burocratico fermo da mesi, richieste protocollate senza risposta e la denuncia di un sistema che non garantisce trasparenza e parità di trattamento. È questo il quadro descritto dal gruppo “Placemaking Casarano”, che attraverso la sua referente, Loredana Manco, in una comunicazione rivolta ai concittadini per fare il punto sulla situazione dei progetti di riqualificazione urbana partecipata nel centro storico di Casarano.
Il progetto fermo da aprile
La vicenda inizia ad aprile, quando l’associazione presenta al sindaco (protocollo n° 14173 del 3 aprile 2025) un progetto di pulizia e valorizzazione di una porzione del centro storico, supportato da una raccolta firme dei cittadini. Il primo cittadino rimanda il gruppo all’assessorato all’Ambiente, che riceve una nuova comunicazione il 30 aprile (prot. n° 18054).
“L’assessore all’ambiente si è dimostrata disponibile – spiega Manco – concordando un sopralluogo con i tecnici comunali e un incontro presso l’Ufficio Tecnico. Ci era stato promesso l’invio di una richiesta ufficiale per integrazioni tecniche al progetto, ma ad oggi nessuna comunicazione è mai arrivata”.
La richiesta del regolamento per i beni comuni
Parallelamente, il 20 maggio (prot. n° 20850) l’associazione ha protocollato una richiesta formale per l’adozione del “Regolamento del Patto di Collaborazione tra cittadini e amministrazione”, uno strumento previsto dalla legge per regolamentare la gestione condivisa dei beni comuni. Anche questa istanza risulta ancora inevasa.
“Si tratta di un passo concreto e responsabile – sottolinea il gruppo – che potrebbe dare un quadro chiaro e legittimo a tutte le iniziative di associazioni e cittadini”.
“Il placemaking non è improvvisazione”
Il gruppo “Placemaking Casarano” tiene a precisare che la riqualificazione urbana partecipata è “un processo serio” che richiede passaggi ben definiti: analisi dello spazio e dei bisogni, coinvolgimento della comunità, progettazione dettagliata e condivisa, valutazione e autorizzazione degli uffici competenti, rispetto delle norme di sicurezza e fruibilità.
“Senza questi passaggi – avverte l’associazione – non si garantisce né la sicurezza né l’accessibilità dello spazio pubblico, e non si rispettano i principi di trasparenza e parità di trattamento tra cittadini”.
La denuncia: “Regole uguali per tutti”
Il documento tocca poi un punto delicato: la gestione non sempre trasparente degli spazi pubblici. “Succede spesso che quando per un’iniziativa si ottiene uno spazio pubblico senza presentare un progetto formale, senza seguire un iter trasparente, si compie un’operazione che bypassa le regole, ignora il lavoro degli altri e strumentalizza il concetto di collaborazione”.
Il gruppo chiede quindi che vengano applicate “regole uguali per tutti” e critica quelle che definisce “iniziative improvvisate”: “La collaborazione vera non si dichiara a posteriori: si costruisce con confronto, ascolto, trasparenza. Confidare nella collaborazione della cittadinanza dopo aver ottenuto uno spazio senza alcun processo pubblico, è come invitare gli altri a partecipare a una festa a cui non sono mai stati invitati”.
L’appello finale
La comunicazione si chiude con un appello accorato: “La città non è una vetrina per iniziative improvvisate. Casarano merita rispetto. I cittadini meritano rispetto. Casarano merita progetti veri, condivisi e sostenibili”.
Una posizione che pone l’accento sulla necessità di procedure chiare e trasparenti nella gestione degli spazi pubblici, in un momento in cui sempre più realtà associative si attivano per la riqualificazione urbana partecipata.
