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Casarano Calcio, stadio a capienza ridotta per l’esordio. La società dà mandato ai propri legali

Il sindaco inibisce l'accesso a due settori dello stadio comunale. La società: "In questa assurda vicenda siamo parte lesa"
Stadio "G. Capozza" - Ph. Giovanni De Micheli

dalla Redazione

Una doccia fredda per il Casarano Calcio e i suoi tifosi a poche ore dall’esordio stagionale. Con un’ordinanza sindacale, è stato vietato l’accesso alle due tribune laterali dello stadio comunale per la gara di domenica, limitando l’ingresso alla tribuna centrale ai soli abbonati.

Il provvedimento del GOS

La decisione arriva dopo le prescrizioni adottate dal Gruppo Operativo di Sicurezza (GOS) durante la riunione del 20 agosto presso la Questura di Lecce. Un colpo di scena che ha colto di sorpresa società, tifosi e sportivo, proprio all’alba della nuova stagione calcistica.

Le origini del problema: vie di fuga non a norma

La vicenda affonda le radici nel parere contrario espresso dalla Commissione Comunale di Vigilanza il 18 agosto scorso. Durante quella riunione, convocata a ridosso del debutto campionato, è stato bocciato il progetto redatto dai tecnici comunali per l’adeguamento dello stadio alle normative federali di Serie C.

Il nodo cruciale riguarda le vie di fuga del settore tribune. Già nei primi giorni di giugno, la stessa Commissione aveva segnalato la necessità di adeguare questi percorsi alle norme di sicurezza. Tuttavia, nonostante fossero stati inseriti nel progetto presentato con la promessa di realizzarli, i lavori non sono stati completati nei tempi previsti.

I danni collaterali: capienza ridotta e mancati ricavi

Oltre ai disagi per i tifosi, il provvedimento ha comportato ulteriori conseguenze negative. Nel progetto bocciato era infatti previsto anche l’ampliamento della capienza dello stadio, in particolare nei settori Tribuna Est distinti e Curva Nord, che rimarranno quindi con i numeri originari per la prossima partita.

La reazione della società: “Superficialità e leggerezza”

Il Casarano Calcio non nasconde la propria amarezza per quanto accaduto. La società ha definito la situazione “incresciosa” e ha dato mandato ai propri legali, riservandosi di valutare e quantificare il danno economico subito.

“Centinaia di tifosi che avrebbero voluto assistere alla gara sono stati di fatto penalizzati per le limitazioni imposte”, sottolinea il club nel comunicato ufficiale. La dirigenza punta il dito contro quella che definisce una gestione caratterizzata da “superficialità e leggerezza”.
“La società – si legge nel comunicato stampa diramato dal Casarano Calcio – stigmatizza questa incresciosa situazione venutasi a creare all’immediata vigilia dell’inizio della nuova stagione, riservandosi di valutare e quantificare il danno economico che ne è derivato. La stessa società e i tifosi tutti sono parte lesa di questa assurda situazione”.

I tempi stretti e i solleciti inascoltati

La società ribadisce di aver sollecitato per tempo le istituzioni competenti a non sottovalutare la ristrettezza dei tempi a disposizione. Nonostante questi avvertimenti, la Commissione di Vigilanza è stata convocata solo il 18 agosto, a ridosso dell’esordio, rendendo impossibile ogni corsa contro il tempo per completare i lavori necessari.

Le prospettive future

Ora il Casarano dovrà fare i conti con uno stadio a capienza ridotta per l’inizio del campionato, in attesa che vengano completati i lavori di adeguamento delle vie di fuga. Una situazione che penalizza non solo la società dal punto di vista economico, ma anche i tifosi che dovranno rinunciare a sostenere la propria squadra del cuore dall’interno dell’impianto.

La vicenda solleva interrogativi sulla tempestività delle procedure amministrative e sulla coordinazione tra i vari enti coinvolti nell’iter di omologazione degli stadi, evidenziando come ritardi burocratici possano avere ripercussioni concrete sul mondo dello sport dilettantistico e sui suoi appassionati.