dalla Redazione
Una voce che non è rimasta inascoltata
Lo sport ha il potere di unire, ma solo quando è davvero accessibile a tutti. È questa la lezione che arriva da Casarano, dove il ritorno in Serie C del club rossoazzurro ha portato con sé non solo entusiasmo, ma anche una riflessione importante sull’inclusività negli impianti sportivi.
La storia inizia il 24 agosto, quando uno spettatore con disabilità condivide sui social una foto eloquente: nella prima gara casalinga di campionato, contro il Trapani, la sua visuale del campo era completamente ostruita dai nuovi tabelloni elettronici installati allo stadio “Capozza”. Un’immagine che vale più di mille parole e che racconta come, paradossalmente, l’avanzamento di categoria possa trasformarsi in un passo indietro per l’accessibilità.
Dal problema alla soluzione in dieci giorni
“Senza voler essere polemici, bisognerebbe abbattere le barriere architettoniche man mano che la categoria avanza, non il contrario”, scriveva il tifoso nel suo post, accompagnato dall’immancabile “Forza Casarano!” che testimoniava come l’amore per la squadra non fosse scalfito dalla delusione.
La società del presidente Antonio Filograna Sergio non ha lasciato cadere nel vuoto la segnalazione, provvedendo autonomamente a ristrutturare completamente lo spazio riservato alle persone con disabilità nella zona sottostante la Tribuna Est di via Matino.
L’intervento: una pedana con scivolo per tutti
La soluzione adottata è tanto semplice quanto efficace: una pedana sopraelevata con scivolo di accesso che consente agli spettatori con disabilità di superare l’altezza dei tabelloni elettronici e godere di una visuale completa del terreno di gioco.
L’intervento, come specificato dalla società, si è reso necessario proprio a causa dell’installazione dei tabelloni elettronici che, pur rappresentando un upgrade tecnologico per lo stadio, avevano creato un ostacolo imprevisto per l’accessibilità dell’impianto.
Il ringraziamento: “Grazie della sensibilità dimostrata”
Il lieto fine è arrivato il 4 settembre, a pochi gioni dalla seconda parttia in casa dei rossoazzurri, con il post di ringraziamento dello stesso spettatore: “Un ringraziamento sincero a chiunque abbia anche solo mosso un dito per far sì che questo accadesse. Mi rende felice e sono grato della sensibilità dimostrata in questo caso”.
Parole che risuonano con particolare intensità in un mondo dello sport spesso accusato di scarsa attenzione verso le esigenze delle persone con disabilità.
Un esempio per tutti
La vicenda del Casarano Calcio dimostra come sia possibile coniugare progresso e inclusività senza compromessi. Il club salentino ha trasformato un problema in un’opportunità, dimostrando che l’ascolto attivo della propria comunità di tifosi può portare a soluzioni concrete e immediate.
In un calcio spesso polarizzato tra business e passione, questa storia racconta di una società che ha saputo mettere al centro le persone, dimostrando che il vero progresso si misura nella capacità di non lasciare indietro nessuno.
Un messaggio chiaro: lo stadio deve essere la casa di tutti i tifosi, senza eccezioni. E il Casarano Calcio ha dimostrato che, quando c’è la volontà, le soluzioni si trovano sempre.


