dalla Redazione
Photo Casarano Calcio
Un genovese doc che è diventato più pugliese di tanti pugliesi. Fulvio Navone, storica bandiera del Casarano Calcio, ha ricevuto ieri (4 settembre 2025) la cittadinanza onoraria della città salentina in una cerimonia carica di emozione nel suggestivo Chiostro di Palazzo di Città.
Una storia d’amore lunga 42 anni
Il riconoscimento, proposto dal consigliere Attilio De Marco e conferito dall’amministrazione guidata dal sindaco Ottavio De Nuzzo, suggella un legame iniziato nel 1983 e mai realmente interrotto. Una storia che ha dell’incredibile: un calciatore del Nord che arriva in una caldissima estate salentina, vuole scappare subito, ma poi rimane per sette anni diventando l’icona assoluta della squadra rossoazzurra.
“Il commendator Filograna mi ha trattato come un figlio“, ha ricordato con evidente commozione Navone durante la cerimonia, riferendosi al presidente Antonio Filograna che lo volle fortemente negli anni Ottanta insieme all’allora direttore sportivo Sergio Abbruzzese.
Dall’iniziale rifiuto alla leggenda
L’inizio non fu dei migliori. Navone, abituato ai ritmi liguri, si ritrovò spaesato nella realtà casaranese e meditava già la fuga. Ma le “lusinghe” del presidente e dell’indimenticato allenatore Lamberto Giorgis lo convinsero a dare una possibilità a quella terra che sembrava così lontana dalla sua Genova.
Fu la scelta più fortunata della sua carriera. In quei sette anni intensi, dal 1983 al 1990, Navone non solo divenne il simbolo del Casarano, ma conquistò il cuore di un’intera comunità con le sue prodezze in campo, coniugando sempre eleganza e classe dentro e fuori dal rettangolo di gioco.
Il ritorno
La storia poteva finire lì, con un bellissimo ricordo. Invece, “certi amori non finiscono”, come recita una celebre canzone di Antonello Venditti. Nell’estate del 2023, a 40 anni di distanza, Navone risponde ancora una volta alla chiamata da Casarano, tornando nel Salento in veste dirigenziale.
Il suo contributo è stato determinante per la storica promozione in Serie C dopo 26 anni di attesa, riportando il club esattamente dove l’aveva lasciato da calciatore. Una soddisfazione immensa per chi non aveva mai smesso di amare quei colori, pur vivendo nella sua Liguria.
Un riconoscimento meritato
“Ricevere questa cittadinanza onoraria è un grandissimo motivo d’orgoglio“, ha dichiarato un emozionato Navone durante la cerimonia. “Essere accolto nella vostra comunità non solo come ospite, ma come concittadino, è un privilegio che mi riempie di immensa gioia“.
Presenti alla cerimonia, oltre al sindaco De Nuzzo, anche la consigliera con delega allo Sport Fabiola Casarano, il promotore dell’iniziativa Attilio De Marco e naturalmente il presidente Antonio Filograna Sergio, protagonisti di un evento che ha saputo trasmettere emozioni allo stato puro a tutti i presenti.
Un legame che va oltre il calcio
La cittadinanza onoraria a Fulvio Navone rappresenta molto più di un riconoscimento sportivo. È la celebrazione di un amore autentico per un territorio e una comunità, la dimostrazione che certi legami vanno oltre la geografia e il tempo.
“Sarà mio impegno onorare questo legame con dedizione e rispetto“, ha promesso il neo-cittadino onorario, confermando ancora una volta quella classe e quella eleganza che lo hanno sempre contraddistinto.
Una storia che dimostra come il calcio, quando è vissuto con passione e autenticità, possa creare ponti impossibili tra mondi apparentemente distanti. Da Genova a Casarano: un viaggio che è diventato casa.

