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L’appello di Gabriele Marra ai candidati alle elezioni regionali: “Salvate l’Ospedale Ferrari”

Una lettera aperta che parla di memoria, dignità e responsabilità civile verso il presidio ospedaliero della comunità

dalla Redazione

In una lettera aperta pubblicata sul suo profilo facebook, Gabriele Marra, cittadino di Casarano, si rivolge direttamente ai candidati alle elezioni regionali con una richiesta e una dichiarazione che affondano le radici nella memoria collettiva. Non parla di statistiche o dati sanitari, ma di vite: nascite, morti, malattie, preghiere sussurrate nei corridoi dell’Ospedale “Francesco Ferrari”.

L’ospedale come luogo dell’anima

La lettera costruisce un universo nel quale l’ospedale è custode di momenti cruciali dell’esistenza umana. “Noi che ci siamo nati e ci siamo curati e abbiamo vegliato i nostri padri”, scrive Marra. Il nosocomio non è solo struttura sanitaria: è teatro della memoria familiare, spazio dove ogni cittadino ha lasciato e trova tracce indelebili della propria storia.

L’immagine dell’ambulanza che suona come campanello di preghiera rivela la dipendenza profonda di una comunità dal proprio presidio ospedaliero: “Ad ogni suono di ambulanza ci inginocchiavamo al nostro Dio”.

Un impegno che va oltre il voto

Marra chiede ai candidati alle prossime elezioni regionali un impegno “serio attivo vibrante duraturo”, ma con una clausola innovativa: responsabilità sia per gli eletti che per gli sconfitti. “La responsabilità non si ferma dinanzi ad un insuccesso”, sottolinea, affermando che il dovere civico verso il bene comune trascende il risultato elettorale.

L’incatenamento alla coscienza

L’immagine finale è potente: “Vi incateniamo alla vostra coscienza”. Non è un ricatto, ma una dichiarazione di resistenza consapevole. La comunità conserverà memoria di chi avrebbe potuto agire e non lo ha fatto.

Una questione di identità

Perdere un ospedale significa perdere non solo servizi, ma un elemento distintivo dell’identità di un territorio. La lettera di Marra tocca il cuore della questione sanitaria, particolarmente avvertita nel meridione: ogni chiusura è uno svuotamento silenzioso dei centri minori, uno smarrimento di dignità collettiva.

In un momento in cui la politica appare lontana dalle vere esigenze delle persone, la voce di Marra riporta il dibattito dove davvero conta: la vita, la morte, la memoria, la dignità di una comunità.


Il testo integrale della lettera aperta:

LETTERA AI CANDIDATI REGIONALI

Noi che ci siamo nati e ci siamo curati e abbiamo vegliato i nostri padri e che siamo anche morti e che ad ogni suono di ambulanza ci inginocchiavamo al nostro Dio e prima di spegnere la luce pregavamo perché un amico sopravvivesse al destino e che sedevamo sulle panche della cappella a parlare direttamente con Cristo per fargli sentire il nostro dolore e ci inventavamo anche una fede posticcia per farci credere da lui e vogliamo che il nostro fratello Ospedale continui a prendersi cura di noi…dei nostri cuori e dei nostri uteri, dei nostri corpi vivi e delle dialisi delle coscienze di chi lo sta uccidendo…noi vi chiediamo un impegno serio attivo vibrante duraturo agguerrito intelligente a difesa del “Francesco Ferrari”, sia da eletti sia da sconfitti (avrete ricevuto un mandato dai cittadini che vi voteranno e la responsabilità non si ferma dinanzi ad un insuccesso) che vi battiate con tutta l’anima perché torni quello che era e che merita di tornare ad essere, che vi incateniate alla ruggine delle grate se servirà…o noi ci incateneremo per sempre alla vostra coscienza, per la memoria dei nostri padri, per il rispetto della nostra vita e per l’amore dei nostri figli.

Gabriele Marra