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Progetto Casarano scrive al Prefetto: “Comunicazione istituzionale usata per propaganda elettorale”

Il gruppo Progetto Casarano – Sinistra Italiana segnala due episodi che solleverebbero dubbi sul rispetto della neutralità dell'amministrazione comunale

dalla Redazione

La denuncia: amministrazione confusa con maggioranza politica

Il gruppo consiliare “Progetto Casarano – Sinistra Italiana” ha formalizzato una segnalazione al Prefetto di Lecce, contestando due episodi che, secondo l’opposizione, violerebbero i principi di imparzialità e neutralità della pubblica amministrazione.

Al centro della controversia, l’utilizzo della comunicazione istituzionale per finalità che l’opposizione ritiene di natura politico-elettorale, in presunto contrasto con la normativa vigente.

I due episodi contestati

Maggio 2025: il post sull’interrogazione parlamentare

Il primo caso risale al 13 maggio 2025, quando la pagina Facebook ufficiale del Comune di Casarano ha pubblicato un post dedicato all’onorevole Antonio Maria Gabellone, esponente di un partito di maggioranza, per aver presentato un’interrogazione parlamentare sulla tutela dell’Ospedale “Francesco Ferrari”.

Secondo l’opposizione, pur trattandosi di un tema di interesse pubblico, la forma del messaggio avrebbe trasformato la pagina istituzionale in “uno strumento di promozione politica di parte”.

Ottobre 2025: l’annuncio della candidatura

Il secondo episodio, considerato più grave, riguarda un post del 6 ottobre 2025 pubblicato dal Sindaco Ottavio De Nuzzo sul proprio profilo Facebook. Nel messaggio, il primo cittadino annuncia “a nome di tutta l’amministrazione comunale” la candidatura dell’assessore Rosi Scarangella alle elezioni regionali del 23 e 24 novembre nella lista di Fratelli d’Italia, invitando i cittadini a “dare fiducia e sostegno” alla candidata.

Le violazioni contestate

L’opposizione richiama diverse norme che sarebbero state violate:

  • Articoli 97 e 98 della Costituzione sul buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione
  • Legge 28/2000, articolo 9 che vieta alle amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione nel periodo elettorale, salvo quelle impersonali e indispensabili
  • D.Lgs. 267/2000 (TUEL) sui principi di funzionamento degli enti locali

Il nodo centrale della questione è l’espressione “a nome di tutta l’amministrazione comunale”, che secondo i firmatari della segnalazione non può essere considerata una semplice opinione personale, ma costituirebbe “un uso improprio del nome e dell’autorità dell’ente pubblico per finalità elettorali”.

La distinzione tra amministrazione e maggioranza

“Progetto Casarano – Sinistra Italiana” sottolinea un principio fondamentale: l’amministrazione comunale, intesa come ente pubblico nella sua interezza (Sindaco, Giunta, Consiglio e struttura amministrativa), non coincide con la maggioranza politica che temporaneamente la governa.

“L’amministrazione rappresenta l’intera comunità, non una sola parte politica”, ribadiscono dall’opposizione, “e deve mantenere sempre un profilo imparziale e rispettoso delle regole”.

La richiesta al Prefetto

Il gruppo consiliare chiede alla Prefettura di Lecce di valutare la conformità dei comportamenti descritti alle disposizioni vigenti e, se ritenuto opportuno, di adottare le iniziative di competenza o richiedere formali chiarimenti al Comune di Casarano.

Alla segnalazione sono stati allegati:

  • Copia del post del 13 maggio 2025 dalla pagina ufficiale del Comune
  • Copia del post del 6 ottobre 2025 dal profilo del Sindaco
  • Copia della circolare prefettizia di riferimento

L’appello alla correttezza istituzionale

“La nostra richiesta è semplice”, concludono da “Progetto Casarano – Sinistra Italiana”, “riportare la comunicazione pubblica entro i confini della correttezza e della trasparenza, nel rispetto dei cittadini e delle istituzioni”.

Una questione che solleva interrogativi sulla sottile linea di confine tra legittima comunicazione politica e uso improprio degli strumenti istituzionali, soprattutto in periodo elettorale.


La vicenda si inserisce nel più ampio dibattito sulla comunicazione istituzionale degli enti locali nell’era dei social media, dove i confini tra informazione pubblica e propaganda politica rischiano di farsi sempre più sfumati.