dalla Redazione
La voce di chi resta e resiste
Nel dibattito sempre più acceso sulla scritta “Non è un paese per vecchi”, comparsa sull’asfalto nei pressi del Centro Anziani, arriva la testimonianza di chi ogni giorno prova a costruire futuro a Casarano nonostante le difficoltà. Alessio Conte, giovane titolare del locale Mahalo exotic home, ubicato nel centro storico della città, interviene con un messaggio che rappresenta il punto di vista di un’intera generazione.
“Non è stata un’offesa. È stato un grido”, esordisce Conte in un post che sta facendo discutere sui social, offrendo una chiave di lettura generazionale della controversa scritta apparsa dinanzi al Centro Polivalente per Anziani.
“Nasce dal disagio di chi non trova più spazio”
Per il giovane imprenditore, quella frase non è nata “dall’odio o dalla mancanza di rispetto”, ma dal profondo disagio vissuto dai giovani casaranesi: “Nasce dal disagio di chi non trova più spazio, di chi sente che questo paese (il nostro paese) non ha posto per i giovani, per le idee, per il futuro”.
Un’affermazione diretta che mette in luce una frattura generazionale sempre più evidente: “Non è contro qualcuno. È per qualcosa”, sottolinea Conte, spostando il focus dalla polemica alla sostanza del problema.
“Casarano sta invecchiando dentro”
Il passaggio più forte del suo intervento riguarda la condizione della città: “Per ricordare che Casarano sta invecchiando dentro, perché tanti di noi sono costretti a guardarla in queste condizioni da tempo, magari con illusione, per sentirsi vivi e speranzosi di cambiamento”.
Conte descrive la battaglia quotidiana dei giovani che scelgono di restare: combattere “col pensiero negativo: ‘qui le idee sembrano non valere nulla’”. Parole che suonano come l’eco di centinaia di ragazzi e ragazze che si trovano divisi tra l’amore per la propria terra e la frustrazione di non vederci opportunità.
“Scuotere le coscienze, non ferire gli anziani”
Il titolare del Mahalo rivendica il senso più profondo della scritta contestata: “Chi ha scritto quella frase non voleva ferire gli anziani, ma scuotere le coscienze di tutti. Perché senza confronto, senza nuove energie, senza futuro… un paese muore piano”.
E aggiunge una riflessione sul concetto stesso di rispetto: “Il rispetto non è solo verso chi c’era prima di noi, ma anche verso chi verrà dopo”. Una frase che ribalta la prospettiva dell’assessore Daniele Gatto, che aveva parlato di “rispetto che non va in pensione” riferendosi esclusivamente agli anziani.
“Ascoltiamola invece di cancellarla”
L’appello finale di Conte è chiaro: “Forse, invece di cancellare quella scritta, dovremmo ascoltarla. Perché dietro un pezzo di gesso e quattro parole sull’asfalto, c’è la frustrazione di un’intera generazione che non vuole più restare invisibile”.
Una richiesta di attenzione che si trasforma in monito: “Un paese che non dà spazio ai giovani, presto non avrà più nulla da chiamare futuro”.
La testimonianza di chi ha scelto di investire
La voce di Alessio Conte ha un peso particolare nel dibattito. Non si tratta di chi se n’è andato criticando da lontano, ma di un giovane che ha scelto di investire nella propria città, aprendo un’attività nel cuore di Casarano e affrontando quotidianamente le difficoltà di fare impresa in una realtà periferica del Sud Italia.
La sua testimonianza rappresenta quella di tanti giovani imprenditori, professionisti e cittadini che vorrebbero vedere riconosciuto il loro contributo e le loro idee per il futuro della comunità.
Una generazione che chiede visibilità
Quello che emerge con sempre maggiore chiarezza dal dibattito casaranese è un tema nazionale: la difficoltà dei giovani di sentirsi parte integrante delle politiche e delle visioni di sviluppo dei propri territori.
La scritta “Non è un paese per vecchi”, nata forse come provocazione, sta diventando lo specchio di un disagio generazionale che chiede risposte concrete: spazi di aggregazione, opportunità lavorative, ascolto nelle sedi decisionali, investimenti sul futuro e non solo sulla gestione dell’esistente.
Oltre la polemica, le domande restano
Mentre il dibattito politico si concentra sulle responsabilità e sulle interpretazioni, le parole di Conte riportano l’attenzione sul nocciolo della questione: Casarano sta davvero offrendo opportunità ai suoi giovani? Esiste una visione per il futuro che li coinvolga attivamente?
Le risposte a queste domande non possono essere cancellate con un po’ d’acqua, come quella scritta sull’asfalto, dissolta dalla pioggia dei giorni scorsi. Richiedono scelte politiche, investimenti, coraggio e quella capacità di dialogo intergenerazionale che tutti invocano ma pochi praticano davvero.
La palla, ora, passa alle istituzioni. Sapranno rispondere al grido di questa generazione o continueranno a vederci solo un problema di ordine pubblico?
