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Da Vincenzo Tundo una proposta per far rinascere il centro

Un progettista salentino lancia un'idea di rigenerazione urbana ispirata ai successi di Nardò, Galatina e Gallipoli

dalla Redazione

Trasformare le piazze da parcheggi a luoghi di incontro, ridare vita a palazzi storici abbandonati, creare nuove opportunità per bar, ristoranti e attività artigianali. È questa la visione contenuta in “Un centro che vive”, una proposta spontanea che il progettista Vincenzo Tundo – di Collepasso – ha inviato al Sindaco di Casarano per rilanciare il cuore della città.

Il problema: un patrimonio soffocato dal traffico

Tundo parte da un’osservazione: Casarano, con quasi 20.000 abitanti, custodisce un tesoro architettonico fatto di palazzi seicenteschi e settecenteschi delle famiglie D’Acquino, D’Elia, De Judicibus e Capozza. Eppure questo patrimonio è oggi sottoutilizzato e soffocato dal traffico veicolare.

Il centro è dominato da banche, uffici e negozi di telefonia, mentre scarseggiano bar, ristoranti e locali di ritrovo. Il risultato? Quando gli uffici chiudono – aggiunge il progettista -, il centro si svuota completamente, perdendo quella vitalità serale che caratterizza altre città salentine di dimensioni simili.

Le lezioni dai comuni vicini

La proposta guarda ai successi ottenuti da tre comuni limitrofi:

Nardò ha visto una rinascita senza precedenti dopo la pedonalizzazione serale. Nel solo centro storico operano oggi 171 esercizi commerciali, di cui 51 tra bar e ristoranti. Un’area che registrava presenze sporadiche ospita ora eventi con decine di migliaia di visitatori nei mesi estivi.

Galatina ha vissuto una trasformazione simile tra il 2015 e il 2024, con l’apertura di decine di nuove attività ricettive e di ristorazione. La chiusura al traffico ha attratto anche personaggi famosi come la cantante Giorgia, che ha aperto un bistrot nel centro storico, oltre ad architetti, designer e artisti italiani e stranieri.

Gallipoli rappresenta il caso più eclatante: le presenze turistiche sono più che raddoppiate, passando da poco più di 300.000 nel 2014 a oltre 700.000 nel 2023, grazie alla pedonalizzazione del centro storico.

La proposta per Casarano

Il piano si concentra su tre piazze interconnesse: Piazza Indipendenza, Piazza San Giovanni Elemosiniere e Piazza Garibaldi. L’idea è creare durante la bella stagione un’ampia area pedonale che dalla mattina fino al tramonto permetta un transito veicolare controllato in una sola direzione, per poi trasformarsi in un unico grande spazio completamente dedicato alla cittadinanza nelle ore serali.

La proposta si estende anche al “Vecchio Quartiere”, un isolato di valore storico oggi in stato di degrado, dove potrebbero nascere piccoli esercizi di artigianato locale e boutique gastronomiche. Per l’inverno è prevista una gestione flessibile, con possibile riapertura al traffico serale per garantire accessibilità e sostenere le attività commerciali.

I benefici attesi

Secondo la proposta, la concentrazione di attività in spazi pedonali innescherebbe un effetto domino positivo:

  • Maggiore qualità dell’offerta grazie alla competizione tra operatori
  • Aumento della sicurezza percepita per la presenza costante di persone
  • Rivalutazione immobiliare dell’area centrale
  • Restauro degli edifici storici attualmente abbandonati
  • Nuove vetrine per eccellenze agroalimentari e artigianato locale
  • Crescita del turismo e della ricettività

Un approccio graduale e incentivi

Tundo propone un percorso partecipativo che parta dal dialogo con associazioni di categoria e proprietari immobiliari, seguito da una fase sperimentale con chiusure temporanee per testare le soluzioni.

L’amministrazione comunale potrebbe accelerare il processo con incentivi mirati: concessione gratuita o ridotta di suolo pubblico per dehors, abbattimento della TARI per i nuovi esercizi, riduzione dell’IMU per i proprietari che affittano a canone concordato.

Sostenibilità finanziaria

I costi pubblici sarebbero limitati a progettazione, miglioramento dell’accessibilità, pulizia del Vecchio Quartiere e nuova segnaletica. In cambio, l’amministrazione beneficerebbe di maggiori entrate da IMU, TARI e occupazione di suolo pubblico una volta avviato il circolo virtuoso.

La sfida della partecipazione

“Ridurre il traffico nel cuore urbano significa restituire la città ai suoi abitanti”, scrive Tundo nella sua proposta. “L’obiettivo non è escludere, ma riconsegnare: riconsegnare la dignità a piazze e vie che oggi sono attraversate ma non vissute”.

La sfida ora è coinvolgere cittadini, imprenditori e amministratori in un progetto che potrebbe ridare a Casarano quello che molte altre città salentine hanno già ritrovato: un centro che vive davvero.


La proposta integrale “Un centro che vive” è disponibile online e punta sulla partecipazione collettiva per avviare la trasformazione del centro storico di Casarano.

Per consultare la proposta progettuale, clicca QUA