dalla Redazione
Un imprenditore visionario finalmente raccontato
Dopo anni di narrazioni mitizzate e incomplete, la figura di Luigi Capozza emerge finalmente nella sua verità storica grazie al volume di Luigi Marrella dal titolo Luigi Capozza. L’uomo, l’imprenditore, l’azione sociale (Editrice Salentina, Galatina 2025, 184 pagine, €25), diciannovesimo titolo della collana “Quaderni di Kéfalas e Acindino” curata dallo stesso Marrella.
L’evento di presentazione
L’appuntamento, organizzato dal Liceo Docet e dalla Società Dante Alighieri – Comitato di Casarano, è per giovedì 30 ottobre alle 18:00 nell’aula magna del Liceo Docet (via Cavour, 6 – Casarano). Dopo i saluti della dirigente del Liceo Docet, Lucia Saracino, interverranno Fabio D’Astore (Presidente Società Dante Alighieri, Comitato di Casarano) e Giuseppe Caramuscio (Docente Liceo “Vanini” di Casarano). Coordinerà Alberto Nutricati, giornalista e docente del Liceo “Colonna” di Galatina.
Come sottolinea Alessio Stefàno, curatore della prefazione: “Finalmente si riscrive – epurandola da leggende e luoghi comuni – la storia di un importante personaggio, che fornì un enorme contributo alla crescita del Salento. L’importanza delle ricerche di storia locale emerge quando svolte con rigore metodologico, ricorrendo a fonti di prima mano, puntualmente citate, e non da ‘curiosi’ improvvisati storici.”
La voce autentica del protagonista
La cifra distintiva del lavoro di Marrella sta nell’aver privilegiato le fonti dirette: anziché limitarsi a narrare eventi e gesta, l’autore presenta un’ampia selezione degli scritti originali di Capozza, sia quelli di natura politico-sociale che quelli legati all’attività imprenditoriale, accompagnandoli con note esplicative puntuali.
Questo approccio permette di cogliere direttamente il pensiero e la personalità dell’imprenditore attraverso testi come gli opuscoli sulla legislazione degli spiriti o le denunce contro le irregolarità amministrative. Emerge così l’immagine di un self-made man ante litteram: concreto, visionario, capace di analizzare con competenza e senso pratico sia questioni municipali che problematiche nazionali.
Da Molfetta al Salento: una scelta di vita
Per la prima volta vengono chiariti i motivi del trasferimento dalla città natale pugliese a Casarano, dove Capozza sviluppò un fortissimo senso di appartenenza. Il suo attivismo non si limitò al nuovo paese di redidenza, ma si estese anche a Melissano, all’epoca sua frazione, dimostrando una visione d’insieme del territorio.
Il libro documenta anche le tensioni con l’aristocrazia locale: Capozza rappresentava infatti la nuova classe borghese imprenditoriale dell’Italia di fine Ottocento-primi del Novecento, che sfidava apertamente i privilegi della nobiltà fondiaria, considerata improduttiva e distaccata dalle esigenze popolari. L’industriale molfettese si contrapponeva a questo mondo incarnando i valori del lavoro, del merito e dell’impegno sociale concreto.
Un impero produttivo nel cuore del Salento
La seconda sezione del volume ricostruisce l’impressionante compagine industriale edificata da Capozza: una distilleria a vapore, uno stabilimento vinicolo, un molino, un panificio, un pastificio, un frantoio, un impianto per la produzione del ghiaccio e, coronamento di tutto, una centrale per la generazione di energia elettrica.
Questa concentrazione produttiva non solo garantì prosperità economica, ma contribuì a forgiare l’identità manifatturiera che avrebbe caratterizzato Casarano per decenni, preparando il terreno per lo sviluppo industriale della seconda metà del Novecento.
Le appendici documentali arricchiscono la trattazione: un articolo informativo del 1930 uscito anonimo su “Il Salento. Almanacco illustrato”, il regolamento interno aziendale e la tabella degli orari lavorativi offrono uno spaccato concreto dell’organizzazione d’impresa dell’epoca.
Arte e comunicazione d’impresa
La sezione iconografica finale rappresenta un prezioso contributo alla memoria visiva del territorio. Le immagini di etichette, timbri aziendali, materiali promozionali e manifesti pubblicitari costituiscono testimonianze di notevole qualità estetica, esempi raffinati di graphic design d’epoca che suscitano insieme ammirazione per l’esecuzione artistica e malinconia per un mondo produttivo scomparso.
Le fotografie degli impianti produttivi e dell’edificio principale documentano un patrimonio di archeologia industriale ormai perduto: al posto dello stabilimento sorge oggi un’area residenziale densamente edificata. Una valorizzazione adeguata di quelle strutture avrebbe potuto rappresentare un importante asset culturale e turistico per la città.
Storia locale con metodo scientifico
Il pregio fondamentale dell’opera, tratto distintivo di tutti i lavori di Marrella, sta nel rigore della ricerca: il piano dell’aneddotica viene finalmente superato da una narrazione storicamente fondata esclusivamente su materiali d’archivio verificabili. Il risultato è un contributo storiografico solido che illumina non solo la biografia di Capozza ma l’intero contesto del Mezzogiorno tra Ottocento e Novecento: le dinamiche sociali, i conflitti di classe, le difficoltà dello sviluppo economico in un’area periferica, le sfide della modernizzazione.
Un testo essenziale per comprendere come personalità eccezionali abbiano saputo superare i condizionamenti strutturali del sottosviluppo meridionale, trasformando realtà marginali in centri di innovazione produttiva.
Ingresso libero – Gli organizzatori auspicano una partecipazione numerosa per riscoprire insieme una figura fondamentale della storia salentina.to di presentazione per approfondire la conoscenza di questa straordinaria figura della storia locale.

