Pubblichiamo di seguito la lettera/segnalazione inviata alla nostra Redazione dal prof. Antanio Maggio.
La bellezza della velocità…
La storia delle discrasie del trasporto pubblico leccese, che isola il nostro territorio dal resto del mondo, si arricchisce di nuovi paradossi. Giorno quattro novembre 2025, giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, accompagno un turista alla stazione ferroviaria di Casarano; alle ore 13,30 deve prendere il treno che lo condurrà a Lecce. La stazione è completamente deserta e appare come un immenso cantiere. Dopo attimi di sgomento, un operaio, bontà sua, ci dice che non è prevista la partenza di alcun treno. Sconsolato gli dico: “Guardi che non aspettiamo il Frecciarossa, ma quel treno lentissimo che quando va bene impiega due ore per arrivare a destinazione, quello coevo alla rivoluzione industriale con le carrozze che richiamano alla memoria i cowboys.” L’operaio sorpreso risponde: “Sono mesi che non passano treni dalla stazione.”
Un brivido di freddo mi corre lungo la schiena. Girovaghiamo sconcertati per le rovine e scopriamo, appiccicato a una porticina impolverata, un avviso, con i caratteri scoloriti, di sospensione del servizio di trasporto da metà settembre a metà dicembre.
Il turista esclama: “Sul sito non ci sono comunicazioni. Io ho fatto e pagato regolarmente il biglietto.” Una scena raccapricciante, volevo sprofondare sotto terra. Il turista aggiunge: “Ma sono in Italia oppure in un villaggio afgano?”
Suvvia, è una mia immaginazione, e nient’altro. Non è verosimile che la popolazione di un’intera città sia tagliata fuori dal consorzio umano, nell’era della Smart Mobility e dei treni a lievitazione magnetica. Anche i tonni lo sanno! Non è possibile che il diritto alla mobilità, garantito, tra l’altro, dalla legislazione europea e dalla Costituzione, sia vanificato con tale tracotanza. E per di più senza prevedere un’adeguata pubblicità! E senza predisporre efficienti alternative! Si tratta senz’altro di un’allucinazione. Neppure durante le guerre è stato precluso l’accesso dei cittadini al trasporto pubblico ed è stata soppressa una stazione ferroviaria. Sì, non c’è altra spiegazione, è soltanto un brutto sogno…
Antonio Maggio
