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Serre solari a Casarano: scontro tra De Nuzzo e Torsello sul progetto AQP

Il sindaco respinge le accuse del candidato regionale: "Nessuna approvazione definitiva". Torsello replica: "Sfido il primo cittadino a un confronto pubblico con i documenti"

dalla Redazione

La polemica sulle serre solari per l’essiccamento dei fanghi da realizzare a Casarano accende lo scontro politico tra il sindaco Ottavio De Nuzzo e Marcello Torsello, candidato alle elezioni regionali ed ex assessore comunale ai lavori pubblici.

Le accuse di Torsello: “Ecomostro per tutto il Salento”

Torsello ha lanciato una dura requisitoria contro l’amministrazione comunale, sfidando pubblicamente il sindaco a un confronto “da fare subito, prima del voto”. Secondo il candidato regionale, il Comune avrebbe già dato il via libera politico al progetto con la delibera del Consiglio Comunale del 28 luglio 2023, approvando la variante urbanistica necessaria alla realizzazione dell’impianto.

“Il sindaco dice che non è stato approvato nulla definitivamente, ma quella delibera è ancora lì: valida ed efficace”, sostiene Torsello, che definisce il progetto un “ecomostro” e accusa l’amministrazione di aver violato il regolamento SUAP del 2013, che obbligherebbe il Comune a consultare i cittadini tramite questionario per impianti che trattano materiali potenzialmente inquinanti.

Il nodo della portata dell’impianto

Uno dei punti più controversi riguarda la reale capacità dell’impianto. Torsello cita i documenti di Acquedotto Pugliese, secondo cui le serre di Casarano fungeranno da “hub” per i fanghi già disidratati dei depuratori minori, diventando uno dei due siti provinciali insieme a Copertino. “Confluiranno tutti i fanghi del basso Salento”, afferma il candidato.

Il sindaco De Nuzzo respinge categoricamente questa ricostruzione: “L’impianto di depurazione di Casarano è consortile, esclusivamente per i Comuni di Casarano, Matino e Parabita. Non esiste alcun progetto che preveda l’arrivo di fanghi da altri Comuni salentini”.

La replica del sindaco: “Ricostruzione inesatta e strumentale”

Nel comunicato ufficiale diffuso il 13 novembre, il sindaco De Nuzzo ha contestato punto per punto le affermazioni di Torsello, definendole “inesatte e strumentali”.

“La deliberazione del 28 luglio 2023 ha semplicemente avviato il procedimento con l’adozione della variante urbanistica”, spiega il primo cittadino. “La variante potrà considerarsi efficace solo dopo una seconda e formale approvazione del Consiglio Comunale, che ad oggi non è avvenuta”.

Trasparenza o disinformazione?

De Nuzzo rivendica la piena trasparenza dell’iter amministrativo: pubblicazione all’Albo Pretorio, deposito in Segreteria Comunale per 15 giorni senza alcuna osservazione pervenuta, incontro pubblico e affissione di manifesti. “Non c’è nulla da nascondere”, assicura.

Torsello contesta questa versione: “Quattro manifesti in una piazza deserta, un convegno del 22 febbraio 2024 con non più di dieci cittadini”.

La questione del regolamento SUAP

Al centro dello scontro c’è anche l’applicazione del regolamento SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) del 2013, che Torsello sostiene di aver fatto approvare dopo le mobilitazioni contro la centrale a biomasse. Il regolamento prevederebbe la consultazione dei cittadini per impianti che trattano rifiuti o materiali inquinanti.

“Per le serre solari di AQP questo non è stato fatto”, denuncia Torsello, aggiungendo che dagli atti emergerebbe che il progetto è stato trattato “solo dall’Ufficio Urbanistica e non dal SUAP”.

Il sindaco replica che il riferimento al referendum è “improprio e privo di fondamento giuridico”, in quanto applicabile solo alle iniziative private, mentre in questo caso si tratta di un’infrastruttura pubblica proposta da Acquedotto Pugliese.

Il confronto sul passato dell’impianto

Lo scontro si estende anche alla storia recente del depuratore. Torsello rivendica di aver consegnato nel 2009, come assessore ai lavori pubblici, “un impianto nuovo, efficiente e funzionante”, accusando l’attuale amministrazione di averlo danneggiato autorizzando lo sversamento dei liquami di Matino e Parabita in un impianto “tarato per 25.000 abitanti, non per 50.000”.

De Nuzzo ribatte che gli interventi in corso sono “finalizzati a mitigare o eliminare i cattivi odori, coprire le vasche già presenti e ampliare la vasca di raccolta delle acque”, descrivendo l’impianto esistente come “risalente ai primi anni 2000” e bisognoso di miglioramenti.

Le accuse reciproche di strumentalizzazione

Il sindaco conclude il suo comunicato inserendo le dichiarazioni di Torsello in un “copione già noto”, citando precedenti polemiche sul Convento dei Francescani e sui presunti allagamenti in via Dante. “In tutte queste occasioni, le sue affermazioni sono puntualmente smentite dai fatti”.

Torsello, dal canto suo, accusa l’amministrazione di incompetenza e disinformazione: “Non solo non siete in grado di amministrare la Città, ma cercate di nascondere le vostre incapacità dietro a delle menzogne”. E rilancia: “La sfido in un confronto pubblico dove lei porterà i suoi documenti ed io i miei”.

La polemica arriva in un momento delicato, a ridosso delle elezioni regionali e con il progetto AQP ancora in una fase intermedia del suo iter autorizzativo.