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Lele Ungherese: “Consegnato il materiale scolastico alle famiglie in difficoltà, ma ora serve un pulmino per le Serve del Cenacolo”

Associazione Centro Storico: una speranza per ragazzi e famiglie in difficoltà

di Alberto Nutricati

Ogni anno, puntuale come il suono della campanella, arriva il momento in cui l’associazione Centro Storico di Casarano si trasforma in una macchina di solidarietà. Zaini pieni di libri, cartellette colorate, astucci nuovi di zecca: tutto il materiale scolastico che i ragazzi delle famiglie in difficoltà hanno ricevuto nel mese di settembre per affrontare un nuovo anno tra i banchi. È una tradizione che non conosce crisi, alimentata dalla determinazione dei referenti del Centro Storico, Lele Ungherese e Gianni Pascali, e da una rete di commercianti che credono nel valore dell’aiuto reciproco.

Quest’anno, attraverso il 5 per mille e lo sforzo collettivo dell’associazione, sono stati raggiunti circa venti ragazzi con libri, zaini, materiale di cancelleria. Ma dietro i numeri c’è molto di più: c’è la scelta, forte e consapevole, di guardare oltre la burocrazia, di entrare nelle case, di conoscere i volti di chi soffre.

Ne abbiamo parlato con il presidente dell’associazione Centro Storico, Lele Ungherese.

Quando il materiale scolastico diventa un ponte verso la dignità

“Le realtà che serviamo di più sono l’associazione Papa Giovanni XXIII e le Serve del Cenacolo“, spiega Ungherese. Quest’ultima realtà è cresciuta negli ultimi anni fino a diventare una struttura sempre più importante nel tessuto cittadino. Non è solo accoglienza: è un’opera silenziosa che segue le famiglie “in tutto e per tutto”.

Lì, nei locali di via Tagliamento, cinque minori vivono in pianta stabile con le loro famiglie. Dormono, mangiano, vanno a scuola grazie a una dedizione che il presidente descrive come quasi “commovente”. “Queste suore – aggiunge Ungherese – non svolgono un lavoro burocratico. Quando qualcuno si reca da loro, non stanno a chiedere l’ISEE, ma si mettono a servizio di chi ha bisogno”. È una differenza sottile, ma abissale. È la differenza tra assistenza e amore. “Per altro – ricorda Ungherese – sono particolarmente legato a questa struttura, in quanto nacque da un seme che noi del Centro Storico contribuimmo a piantare. Ricordo che era il ’96-97. Stavamo pensando ad una mensa-dormitorio per i minori, ne parlammo con il compianto e indimenticabile Padre Fedele e con il vescovo dell’epoca Domenico Caliandro, il quale mi propose di collaborare con Suor Anna Monferrato (fondatrice delle Serve del Cenacolo ndr). Nacque così questa collaborazione, anche se noi del Centro Storico alla fine abbiamo seguito la nostra vocazione, che è quella di continuare a lavorare per strada. Le Serve del Cenacolo, invece, essendo un ordine religioso, hanno continuato, giustamente, nell’accoglienza”.

Una realtà unica

“Le Serve del Cenacolo – ribadisce Ungherese – non si limitano a fornire assistenza, ma seguono le famiglie in tutto e per tutto. Svolgono un lavoro che io sento un pochettino mio. Noi casaranesi spesso non ci facciamo caso, non sappiamo o semplicemente siamo distratti, ma è un grande orgoglio avere tutto ciò a Casarano. Nella nostra diocesi non ci sono realtà uguali a questa: ci sono altre strutture e altre esperienze, ma non così. Ricordo che, prima del Covid, erano tantissime le persone che si recavano da loro per un pasto caldo. Oggi sono un po’ calate, anche perché si sta diffondendo una certa reticenza a chiedere: molte persone per dignità non si fermano a pranzare, ma anche per loro le sorelle preparano pasti caldi da consumare altrove o, in alternativa, forniscono viveri. Ma, ripeto, la questione dell’assistenza è forse la più marginale rispetto al servizio effettivamente svolto”.

L’aiuto invisibile dei commercianti

Ma torniamo alla distribuzione del materiale scolastico, che non potrebbe coprire il fabbisogno senza l’aiuto dei commercianti locali. “Quando andiamo a comprare il materiale, ci sono dei commercianti che ci aiutano”, racconta Ungherese. “Altrimenti – continua – non potremmo comprare tanto materiale, per tutti quanti. Non ce lo faremmo con i soldi. Del resto, noi abbiamo i proventi del cinque per mille e qualche offerta che riceviamo a fronte della distribuzione del materiale promozionale legato al gruppo di tifosi Metal Kaos. Non abbiamo altre entrate”.

L’appello che non può più aspettare

“Andando a visitare ripetutamente le Serve del Cenacolo, ci siamo resi conti di quanto lavoro svolgano e di quanto possa fare loro comodo un pulmino. Fanno tanto, tantissimo, ma c’è un limite a ciò che è possibile fare a piedi, con auto private, o con la buona volontà dei laici ai quali le suore sono spesso costrette a rivolgersi. Con un pulmino tutto sarebbe differente.

“Un pulmino nuovo costa sulle ventimila euro”, spiega il presidente. È il nodo cruciale della conversazione. È il momento in cui la storia di solidarietà incrocia una necessità concreta, urgente, imprescindibile.

Le Serve del Cenacolo hanno bisogno di un mezzo proprio. Non è una capriccio, non è un lusso. È la risposta a una domanda semplice: come si portano i ragazzi a scuola e alle varie attività extrascolastiche nelle quali sono coinvolti se non ci sono i mezzi? Come si organizza un servizio continuativo? Come si raggiungono le famiglie quando sono sparse per la città?

Tali domande evidenziano l’urgenza di una soluzione. Un pulmino da nove posti potrebbe diventare il simbolo tangibile di una comunità che decide di investire nei suoi ragazzi.

Un’opportunità per la comunità

Non è solo una questione di trasporto. È una questione di dignità. È una questione di futuro. Perché ogni ragazzo che arriva a scuola con regolarità (magari con libri e accessori necessari), che non è costretto a rinunciare a giocare con gli amici o a rinunciare all’attività sociale, sportiva o culturale alla quale tiene e può cogliere le opportunità che la comunità offre (piccole o grandi che siano), incomincia a credere che ce la può fare.

Il Centro Storico di Casarano continuerà a fare la sua parte. Ma questa volta, il vero appello è rivolto a tutta la comunità: commercianti, enti, cittadini, imprenditori, sponsor. Non serve un atto eroico. Serve una scelta consapevole.

Serve un pulmino. Serve la volontà di trasformarlo in una chiave che apre porte, che accorcia distanze, che dice ai ragazzi: “Voi contate. La vostra istruzione conta. La vostra vita conta. Noi non vi abbandoniamo”.

Il Centro Storico di Casarano continua a seminare speranza. Adesso tocca a chi ascolta, decidere se raccoglierla.