dalla Redazione
Le elezioni regionali, pur confermando anche a Casarano la vittoria dell’ex sindaco di Bari, hanno visto nel comune salentino un risultato che si discosta significativamente dal dato complessivo pugliese. A livello regionale Antonio Decaro ha trionfato con il 63,97% dei consensi contro il 35,13% di Luigi Lobuono, mentre a Casarano il candidato del centrosinistra ha ottenuto 3.635 voti pari al 50,4%, tallonato da Lobuono con 3.392 voti (49,44%). Una differenza di appena un punto percentuale che evidenzia come a Casarano, lo scontro tra il candidato di centrodestra e quello di centrosinistra sia stato, di fatto, un testa a testa.
L’astensionismo record: solo 4 elettori su 10 alle urne
Il dato più allarmante delle elezioni regionali in genere – e a Casarano in particolare – è rappresentato dall’astensionismo, che ha raggiunto livelli record. Su 18.595 elettori casaranesi aventi diritto al voto, si sono recati alle urne solo 7.399 cittadini, pari al 39,79%. Questo significa che oltre 6 elettori su 10 hanno scelto di non partecipare, un segnale preoccupante di disaffezione verso la politica.
Tra le schede scrutinate si registrano inoltre 131 schede nulle, 55 schede bianche e 1 scheda contestata, per un totale di 187 schede non valide che rappresentano il 2,53% dei votanti.
Nessun casaranese eletto: la delusione locale
Dato significativo per la comunità casaranese: dei sette candidati locali (per nascita o per attività lavorative) che si sono presentati in queste elezioni regionali, nessuno è riuscito ad ottenere l’elezione in Consiglio Regionale. Una circostanza che evidenzia la difficoltà del territorio di esprimere una rappresentanza diretta nelle istituzioni regionali, nonostante alcuni candidati abbiano ottenuto consensi apprezzabili.
Di seguito i risultati registrati a Casarano per singolo candidato.
I risultati per candidato presidente
Come già detto, Antonio Decaro (centrosinistra) si è imposto con 3.635 voti (50,4%), seguito da Luigi Lobuono (centrodestra) con 3.392 voti (49,44%). Marginale il peso degli altri candidati: Ada Donno della lista “Puglia Pacifista e Popolare” ha ottenuto 83 voti (1,15%), mentre Sabino Mangano di “Alleanza Civica per la Puglia” si è fermato a 41 voti (0,6%).
Le preferenze nelle liste della coalizione Decaro
Decaro Presidente (1.517 voti – 22,11%)
- Fedele Coluccia: 1.286 preferenze
- Maria Luce Rega: 64 preferenze
- Silvia Miglietta: 39 preferenze
- Paolo Greco: 26 preferenze
- Sandra Zappatore: 24 preferenze
- Giulia Gigante: 19 preferenze
- Marco Amantonico: 12 preferenze
- Erika Caputo: 6 preferenze
- Giancarlo Marinaci: 6 preferenze
- Francesco Sabato: 5 preferenze
Partito Democratico (761 voti – 11,09%)
- Stefano Minerva: 327 preferenze
- Addolorata Anna detta Dina Manti: 162 preferenze
- Loredana Capone: 107 preferenze
- Sergio Blasi: 86 preferenze
- Valentina Gennaro: 53 preferenze
- Alessandra detta Sandra Antonica: 40 preferenze
- Antonio Rizzini: 22 preferenze
- Graziana Ronzino: 18 preferenze
- Emanuele Gatto: 13 preferenze
- Marco Giannotta: 9 preferenze
Alleanza Verdi e Sinistra (567 voti – 8,26%)
- Marcello Salvatore Torsello: 398 preferenze
- Anna Grazia Maraschio: 95 preferenze
- Danilo Scorrano: 59 preferenze
- Nicola detto Nichi Vendola: 50 preferenze
- Ivan Stomeo: 4 preferenze
- Rosa D’Amato: 3 preferenze
- Giorgia Libardo: 3 preferenze
- Loredana detta Bio Biondo: 2 preferenze
- Vincenzo Puzzovio: 0 preferenze
Movimento 5 Stelle (393 voti – 5,73%)
- Massimo Leggio: 201 preferenze
- Cristian Casili: 69 preferenze
- Tania D’Acquarica: 24 preferenze
- Antonio Antonaci: 22 preferenze
- Gabriella Errico: 19 preferenze
- Quintino Rizzello: 17 preferenze
- Cristina Frassanito: 9 preferenze
- Luigi Alessandrelli: 2 preferenze
- Marcella Mariangela Errico: 1 preferenza
- Cosimo Vetrano: 0 preferenze
Per la Puglia (87 voti – 1,27%)
- Sebastiano Giuseppe Leo: 39 preferenze
- Antonella Pappadà: 24 preferenze
- Maria Grazia Anselmi: 21 preferenze
- Clarissa Quido: 15 preferenze
- Linda Jacqueline Lee: 7 preferenze
- Gabriele De Simone: 2 preferenze
- Martina Gentile: 1 preferenza
- Mattia Calabrese: 0 preferenze
- Simona Liberti: 0 preferenze
- Maurizio Pezzuto: 0 preferenze
Avanti Popolari (67 voti – 0,98%)
- Simona Marrella: 24 preferenze
- Marco Marcello Niceta Potì: 20 preferenze
- Paola Luciana Calasso: 14 preferenze
- Rita Guido: 9 preferenze
- Laura Lubelli: 3 preferenze
- Sandro Endrio Leone: 2 preferenze
- Pierre Luigi Trovatello: 2 preferenze
- Francesco Greco: 1 preferenza
- Luca Tondo: 1 preferenza
- Cosimo Ciccarese: 0 preferenze
Le preferenze nelle liste della coalizione Lobuono
Fratelli d’Italia (3.486 voti – 48,34%)
- Rosi Agnese Scarangella: 1.106 preferenze
- Paolo Pagliaro: 762 preferenze
- Giuseppe Negro: 716 preferenze
- Cataldo detto Dino Basile: 229 preferenze
- Chiara Scalzi: 61 preferenze
- Elisa Rizzello: 32 preferenze
- Annachiara Chiffi: 15 preferenze
- Maria Luisa Greco: 9 preferenze
- Alberto Egidio Gatto: 4 preferenze
- Massimiliano Manca: 2 preferenze
Lega Puglia (551 voti – 8,03%)
- Maria Elena Palese: 379 preferenze
- Gianni De Blasi: 124 preferenze
- Armando Formoso: 61 preferenze
- Luigi Mazzei: 43 preferenze
- Cosimo Miccoli: 9 preferenze
- Laura Calò: 7 preferenze
- Alessandra Raho: 5 preferenze
- Bernardo Monticelli Cuggiò: 3 preferenze
- Adriana Marzo: 2 preferenze
- Antonio Bandello: 1 preferenza
Forza Italia (348 voti – 5,07%)
- Antonio Raone: 219 preferenze
- Paride Mazzotta: 45 preferenze
- Antonella Lucia Previtero: 20 preferenze
- Silvia Rizzello: 17 preferenze
- Antonia detta Antonella De Pascalis: 14 preferenze
- Carla Tonia Trevisi: 7 preferenze
- Lucia Manta: 6 preferenze
- Stefania Capoccia: 4 preferenze
- Rosalia Tulipano: 2 preferenze
- Maria Assunta Sanghez: 0 preferenze
Noi Moderati – Civici per Lobuono (78 voti – 1,14%)
- Luigi Manca: 33 preferenze
- Francesca Ozza: 20 preferenze
- Elisabetta Vattovani: 6 preferenze
- Donatella Sandalò: 5 preferenze
- Gerardo Tridici: 2 preferenze
- Luigi Natali: 2 preferenze
- Raffaele Lorenzo: 0 preferenze
- Antonio Attanasi: 0 preferenze
- Marco De Santis: 0 preferenze
- Nadia Giannini: 0 preferenze
La Puglia con Noi (5 voti – 0,07%)
- Fabio Ramundo: 2 preferenze
- Gabriele Cannone: 0 preferenze
- Andrea D’Anca: 0 preferenze
- Cosimo Attila Piccolo: 0 preferenze
- Rossana Purgatorio: 0 preferenze
- Gabriella Riccio: 0 preferenze
- Paolo Rizzato: 0 preferenze
- Fabio Rizzo: 0 preferenze
- Caliana Spalluto: 0 preferenze
- Pasqualina Imperiale: 0 preferenze
Le preferenze nella lista di Ada Donno
Puglia Pacifista e Popolare – Ada Donno (41 voti – 0,6%)
- Ada Donno: 9 preferenze
- Barbara Toma: 4 preferenze
- Carlo Schiavone: 2 preferenze
- Dario Longo: 1 preferenza
- Duilio Cosimo Romanello: 1 preferenza
- Fabio Massimo Foscarini: 0 preferenze
- Giovanna Montrone: 0 preferenze
Le preferenze nella lista di Sabino Mangano
Alleanza Civica per la Puglia – Sabino Mangano (7 voti – 0,1%)
- Salvatore Marzo: 1 preferenza
- Erica Martini: 1 preferenza
- Gabriele Miccolis: 0 preferenze
- Donata Giannuzzo: 0 preferenze
- Nunzio Colantuono: 0 preferenze
L’analisi del voto
I dati di Casarano evidenziano due elementi critici che caratterizzano queste elezioni regionali nel territorio salentino:
1. L’astensionismo da allarme rosso: con appena il 39,79% di affluenza, Casarano registra una performance peggiore della già poco lusinghiera media regionale, che si attesta sul 41,83%, relegando la Puglia al gradino più basso per affluenza tra le Regioni chiamate al voto. Il fatto che a Casarano il 60,21% di cittadini abbia scelto di non recarsi alle urne rappresenta un segnale preoccupante.
2. Un territorio controcorrente: mentre la Puglia ha premiato massicciamente Decaro (63,97% contro 35,13% di Lobuono), a Casarano il risultato è stato molto più equilibrato (50,4% contro 49,44%), con il centrodestra che ha tenuto testa al centrosinistra. Questo dato evidenzia come Casarano esprima, in relazione a questa tornata elettorale, un orientamento politico più frammentato e meno orientato rispetto alla media regionale.
La nota dolente per Casarano resta l’assenza di rappresentanti locali eletti in Consiglio Regionale, nonostante la presenza di sette candidati con legami significativi con il territorio. Questo dato, unito all’altissimo tasso di astensionismo, pone interrogativi sulla capacità della comunità casaranese di esprimere una propria rappresentanza a livello europeo, nazionale e regionale e sulla necessità di rafforzare il dialogo tra istituzioni e cittadini.
A breve i casaranesi saranno chiamati a eleggere il sindaco che guiderà la città per i prossimi cinque anni e l’impressione è che si sia ancora in alto mare. Il tempo per ricucire il rapporto con il territorio è sempre meno.
