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Il Metodo Ruggiero arriva nel Lazio: formazione innovativa all’IIS Gobetti De Libero di Fondi

Il 20 e 21 novembre l'istituto di Fondi ha ospitato l'innovativa metodologia didattica che, partendo dal Salento, sta facendo parlare di sé in giro per l'Italia

dalla Redazione

Una due giorni all’insegna dell’innovazione didattica

L’Istituto di Istruzione Superiore “Gobetti De Libero” di Fondi ha vissuto, il 20 e 21 novembre, una significativa esperienza formativa grazie al professor Giampiero Ruggiero, ideatore di un approccio originale e innovativo all’insegnamento delle lingue classiche.

Il metodo, che prende il nome dal suo idetore, si basa su un approccio induttivo che privilegia l’uso pratico della lingua, portando gradualmente alla comprensione delle regole grammaticali attraverso l’esperienza diretta. Durante le due giornate, il docente ha sperimentato il suo sistema nelle classi del liceo classico e con studenti delle scuole medie del territorio, offrendo anche formazione specifica per gli insegnanti dell’istituto.

Il Metodo Ruggiero: quando la tradizione incontra l’innovazione

Sviluppato dal professor Ruggiero durante anni di ricerca e sperimentazione, il metodo punta all’apprendimento veloce attraverso un contatto diretto con la lingua parlata. Non si tratta solo di studiare il latino e il greco, ma di viverli: gli studenti accedono presto ai testi d’autore e utilizzano le lingue antiche per conversare, comprendere e spiegare concetti.

Il metodo prevede un’attività basata sull’uso attivo della lingua attraverso tutti i canali sensoriali, coinvolgendo comprensione e produzione sia scritta che orale, sempre finalizzata alla lettura diretta dei classici.

Dal Salento al Lazio: un successo in crescita

L’evento di Fondi rappresenta una tappa importante nell’espansione geografica del metodo. Dopo aver fatto conoscere il Metodo Ruggiero in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Puglia e Calabria, il professor Ruggiero ha portato la sua esperienza anche nel Lazio, testimoniando l’interesse crescente per questa metodologia in tutto il territorio nazionale.

L’Università del Salento ha sottoscritto un protocollo con il Liceo Docet di Casarano, che detiene i diritti del Metodo Ruggiero, per diffonderlo nelle università e nelle scuole italiane ed estere. La sperimentazione, avviata nel 2017 e monitorata fino all’Esame di Stato, ha dimostrato risultati concreti nell’apprendimento.

Perché il Metodo Ruggiero fa la differenza

A differenza dell’approccio tradizionale basato sulla memorizzazione rigida delle regole grammaticali, questo sistema:

  • Privilegia il lessico sulla morfologia, selezionando i termini in base alla frequenza d’uso nei testi letterari
  • Utilizza tecniche audiovisive e multisensoriali per favorire l’apprendimento
  • Permette l’accesso anticipato ai testi letterari, rendendo l’apprendimento più contestualizzato
  • Incoraggia la conversazione in latino e greco, rendendo vive le lingue antiche
  • Snellisce la teoria grammaticale, concentrandosi sull’uso pratico

Un’opportunità per docenti e studenti

Le giornate al Gobetti De Libero hanno rappresentato un’occasione unica non solo per gli studenti del liceo classico, ma anche per i ragazzi delle scuole medie del territorio che hanno potuto sperimentare in anteprima questo approccio innovativo. La formazione rivolta ai docenti dell’istituto testimonia inoltre la volontà di creare competenze durature che possano arricchire l’offerta didattica della scuola nel tempo.

Il futuro delle lingue classiche

L’iniziativa conferma come la tradizione possa incontrare l’innovazione: le lingue classiche non sono reliquie del passato, ma strumenti vivi che, insegnati con metodi coinvolgenti, possono appassionare le nuove generazioni e fornire competenze fondamentali per comprendere il presente.

L’esperienza del Gobetti De Libero si inserisce in un movimento più ampio che sta ridisegnando l’insegnamento del latino e del greco in Italia, dimostrando che con entusiasmo, partecipazione e metodologie innovative, anche le discipline considerate più ostiche possono conquistare gli studenti del XXI secolo.