Il sito web utilizza i cookie per migliorare e personalizzare la tua esperienza e potrebbe includere anche cookie di terze parti come Google Adsense, Google Analytics, Youtube. Utilizzando il sito web, acconsenti all'uso dei cookie.
Clicca sul pulsante "Privacy Policy" per consultare la nostra Informativa sulla privacy.

“La luna c’è sempre”: presentazione del libro di Anto Nafula Pignataro

Un incontro tra culture organizzato dal PD, per raccontare speranza e solidarietà dalla baraccopoli di Korogocho

dalla Redazione

Sabato 6 dicembre alle 18:00, il Sedile Comunale di Piazza San Giovanni a Casarano ospiterà la presentazione del libro “La luna c’è sempre” di Anto Nafula Pignataro, un’opera che racconta con intensità e autenticità la vita nella baraccopoli di Korogocho, una delle più grandi e complesse dell’Africa orientale, situata alla periferia di Nairobi, in Kenya.

Un dialogo interculturale

L’evento, organizzato dal Circolo PD “Donato Metallo” di Casarano in collaborazione con l’associazione Huipalas Onlus e Democratici Che, vedrà l’autrice dialogare con Basel Sai, mentre i saluti istituzionali saranno affidati a Marco Nuzzo, segretario cittadino del Partito Democratico.

Il libro, pubblicato da Kurumuny con una presentazione di Monica Maggioni, offre uno sguardo autentico sulle sfide quotidiane vissute dalla comunità di Korogocho, ma anche sulla resilienza e la speranza che caratterizzano chi vive in condizioni di estrema difficoltà.

Solidarietà concreta

Un aspetto significativo dell’iniziativa è che il ricavato della vendita dei libri sarà interamente devoluto all’associazione Huipalas Onlus, che opera attivamente in progetti di cooperazione e sostegno alle comunità più vulnerabili.

Informazioni pratiche

Quando: Sabato 6 dicembre 2025, ore 18:00
Dove: Sedile Comunale, Piazza San Giovanni, Casarano (LE)
Ingresso: Libero

L’incontro rappresenta un’occasione preziosa per la comunità casaranese di confrontarsi con tematiche di portata internazionale, riflettendo su solidarietà, cooperazione e diritti umani attraverso la testimonianza diretta di chi ha vissuto e raccontato la realtà di Korogocho.