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“Hanno ucciso l’ospedale”: il grido d’allarme per il “Ferrari” di Casarano

Cittadinanzattiva rilancia quanto denunciato da 26 anni a questa parte, quando la struttura era già al collasso

dalla Redazione

Un grido d’allarme che riecheggia a distanza di oltre due decenni. L’ospedale “Francesco Ferrari” di Casarano torna a essere al centro di una denuncia pubblica per le gravi criticità che lo attanagliano, in quello che la coordinatrice di Cittadinanzattiva definisce un “ritorno al passato”.

La denuncia di Cittadinanzattiva

Anna Maria De Filippi, coordinatrice del Tribunale per i diritti del malato (Tdm) di Casarano, ha diffuso una lettera aperta che ripercorre 26 anni di battaglie per difendere una sanità pubblica sempre più in difficoltà.

“Parafrasando ‘Hanno ucciso l’uomo ragno’ intendo parlare della morte assistita non richiesta del mio Ospedale”, scrive De Filippi, tracciando un parallelo inquietante tra la situazione attuale e quella del 1999, quando il Quotidiano di Lecce un articolo dal titolo “I politici scoprono che l’ospedale non funziona? Siamo contenti, ma sono anni che noi lo ripetiamo”.

Un problema che viene da lontano

Già nel settembre 1999, i volontari del Tribunale per i diritti del malato denunciavano episodi di malasanità sempre più frequenti, carenze strutturali e inefficienze. All’epoca, De Filippi dichiarava che le problematiche erano dovute non solo alla mancanza di fondi, ma soprattutto a “sottomissioni politiche partitiche e logiche personalistiche”.

Dopo 26 anni di lotte e battaglie che hanno portato a traguardi importanti, la situazione sembra essere tornata al punto di partenza, con l’aggravante – sostiene la coordinatrice – di “propositi di un’occulta vendetta politica o di incompetenti ben pagati per ostacolare la buona sanità”.

I pazienti allo stremo

Il quadro descritto da Cittadinanzattiva è drammatico: cittadini senza risorse economiche che vagano da un CUP all’altro, da un ufficio all’altro dell’ospedale, “come zombi che camminano, stanchi, sfiniti, arrabbiati, sfiduciati e senza speranza”.

Il Tribunale per i diritti del malato, che opera in condizioni di “francescana povertà di risorse umane ed economiche”, rappresenta per molti “l’ultima ancora di salvezza” in un sistema sanitario sempre più in difficoltà.

Il volontariato dimenticato

De Filippi sottolinea come in questa società il volontariato sia “passato in secondo ordine, poco ascoltato e considerato, soprattutto quando non è asservito o serve per ‘servire'”.

La denuncia si fa ancora più forte quando si parla delle condizioni dei lavoratori: “Non c’è rispetto né umanità verso i medici, i lavoratori e gli ammalati”, scrive la coordinatrice, pur riconoscendo l’impegno quotidiano di medici e operatori sanitari che “danno l’anima senza riserva alcuna, nonostante il loro sfruttamento lavorativo e umano”.

Un appello alla giustizia

“Oggi il mio ospedale è il grande malato che ha bisogno di cure, di assistenza, di attenzione e di amore”, afferma De Filippi, concludendo con un appello: “Non c’è più tempo da perdere, basta con la distruzione”.

La coordinatrice chiede alle istituzioni di pronunciarsi chiaramente: “Diteci che cosa volete farne dell’oceanica gente ammalata”, in un richiamo alla responsabilità politica e amministrativa verso una popolazione che ha diritto a cure dignitose e accessibili.

L’unica speranza che resta, conclude De Filippi, è la giustizia.


Per segnalazioni e contatti: Cittadinanzattiva Puglia APS – A.T. Casarano, presso Presidio Ospedaliero “F. Ferrari” Casarano, Tel: 0833.508393