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Ex Cinema Manzoni: “Non sono sogni ma realtà, il Comune può acquistarlo”

Una proposta concreta di Marco Mastroleo per salvare lo storico cinema e trasformarlo in centro civico. L'asta è fissata per il 29 gennaio 2026

dalla Redazione

Dall’appello dello scrittore Gabriele Marra sulla necessità di spazi culturali per i giovani casaranesi alla risposta concreta di Marco Mastroleo: l’ex Cinema Manzoni può essere restituito alla collettività. E c’è già una proposta pronta per il Consiglio Comunale.

A distanza di poche ore dalla riflessione di Marra sui giovani “erranti” in una città priva di luoghi di aggregazione, arriva una proposta che trasforma le parole in azione. Un lavoro silenzioso iniziato ad aprile scorso e ora giunto alla fase decisiva, con una richiesta formale di inserimento all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale.

Otto mesi di lavoro discreto

L’iniziativa nasce ad aprile 2025, quando viene individuata la possibilità concreta di intervenire sull’ex Cinema Manzoni. Non un annuncio sui social, non proclami elettorali, ma un lavoro metodico su documentazione urbanistica, procedure fallimentari e strumenti amministrativi disponibili. Un approccio che ha coinvolto solo pochi cittadini con competenze tecniche, culturali e amministrative.

L’obiettivo è chiaro: verificare se il Comune possa acquisire il bene, come finanziarlo e come trasformarlo in un centro civico moderno, uno spazio per giovani, associazioni sportive e culturali. Un luogo che oggi semplicemente non esiste a Casarano.

L’asta del 29 gennaio e l’urgenza politica

La svolta arriva pochi giorni fa con la comunicazione ufficiale: l’ex Cinema Manzoni andrà all’asta il 29 gennaio 2026, con offerta minima di 251.449 euro. Una data che trasforma il progetto in urgenza politica. Senza un atto formale del Consiglio Comunale, il bene rischia di finire a privati che potrebbero destinarlo ad altri usi.

La preoccupazione aumenta dopo l’ultimo consiglio comunale, quando è svanito l’avanzo primario che avrebbe potuto finanziare direttamente una parte consistente dell’acquisto.

La proposta: dall’acquisto alla gestione culturale

La bozza di delibera è pronta. Il documento prevede la partecipazione del Comune all’asta, la tutela dell’interesse pubblico e l’avvio di un percorso di valorizzazione culturale attraverso strumenti trasparenti previsti dal nuovo Codice dei Contratti. Sono state studiate anche le opportunità di finanziamento nazionali per sostenere la futura gestione.

Ora la palla passa all’Amministrazione comunale. “Il Sindaco e la Giunta devono dirci se vogliono o non vogliono recuperare questo spazio e restituirlo ai cittadini”, si legge nella proposta. “Non ci sono più ostacoli tecnici, non ci sono più tempi da prendere: c’è una finestra storica e rischiamo di perderla”.

Il piano B: fondazioni e sostenitori privati

Ma c’è anche un’alternativa se il Comune dovesse scegliere di non procedere. È già stato conferito mandato formale a un avvocato casaranese per avviare contatti con potenziali sostenitori, fondazioni e portatori di interesse disposti a valutare un percorso alternativo che mantenga comunque la destinazione culturale del bene.

“Non si tratta di un piano B contro qualcuno, ma di un piano B per la città”, viene specificato. L’importante è che l’ex Cinema Manzoni non diventi l’ennesima occasione perduta.

La risposta all’appello di Marra

La proposta si inserisce perfettamente nel solco tracciato da Gabriele Marra nel suo recente appello pubblicato su TuttoCasarano.it. Lo scrittore aveva evidenziato il paradosso di una città che lascia errare i propri giovani senza luoghi di incontro, chiedendo spazi culturali concreti: il mercato coperto per eventi e spettacoli, il teatro cittadino, un cinema.

“Le tue parole sull’erranza dei nostri giovani, sui luoghi mancanti, sulle occasioni perdute descrivono esattamente la motivazione che mi ha guidato in questi mesi”, si legge nella risposta diretta a Marra, che era tra i pochi cittadini coinvolti fin dall’inizio nel progetto.

Il rispetto per la memoria storica

Prima di procedere con qualsiasi mossa ufficiale, c’è stato, da parte di Mastroleo, anche un confronto con la famiglia Margari, che ha vissuto intensamente e animato il Cinema Manzoni, che porta ancora “ferite aperte” legate a quel luogo simbolo della cultura casaranese. Un passaggio delicato e necessario per garantire che il progetto rispetti la memoria prima ancora di guardare al futuro.

Adesso tocca alla politica

La richiesta è formalmente depositata. Il Consiglio Comunale dovrà decidere, se cogliere questa opportunità o lasciarla sfumare. Il 29 gennaio l’asta si terrà comunque, con o senza la partecipazione del Comune.

Una cosa è certa: dopo otto mesi di lavoro silenzioso, è arrivato il momento delle scelte. E qualcuno ha già fatto sapere che, qualunque sia l’esito, “non ha alcuna intenzione di fermarsi”.