dalla Redazione
Si è concluso tra la viva soddifazione di organizzatori e partecipanti il primo ciclo di incontri dedicato ai modi di dire della lingua italiana, promosso dall’Università Popolare di Casarano sotto la guida del professor Luca Isernia. Un’iniziativa che ha saputo coniugare rigore culturale e accessibilità, portando decine di cittadini a riscoprire la bellezza nascosta nel linguaggio quotidiano.
Un viaggio nel tempo attraverso le parole
“Con le decine di modi che Luca ci ha presentato, abbiamo viaggiato nel tempo e in luoghi diversi”, ha dichiarato il presidente dell’Unipop Marco Mazzeo nel suo messaggio di bilancio. Gli incontri, svoltisi tra novembre e dicembre all’interno del Sedile Comunale di Piazza San Giovanni, hanno permesso ai partecipanti di riflettere sulla bellezza del linguaggio come una delle capacità distintive dell’essere umano.
Il ciclo, intitolato “Perché il motto degli antichi mai mentì” in omaggio alle parole di padron ‘Ntoni ne I Malavoglia di Giovanni Verga, ha esplorato l’affascinante mondo della paremiologia attraverso modi di dire, detti popolari e curiosità linguistiche che utilizziamo quotidianamente senza conoscerne le origini.
La filosofia dell’Unipop: cultura che lascia tracce
Nel suo messaggio, il presidente Mazzeo ha delineato con chiarezza la visione dell’Università Popolare di Casarano, distinguendola dai tradizionali “eventi culturali”. “L’Unipop non crea eventi culturali eclatanti, sprona alla condivisione dei saperi che lasciano tracce”, ha sottolineato, utilizzando una suggestiva metafora pirotecnica: prima lo scoppio che attira l’attenzione, poi il silenzioso sfavillìo di colori che cattura e tiene con il naso all’insù fino all’ultimo bagliore.
Un approccio che privilegia la sostanza all’apparenza, la condivisione profonda alla fruizione superficiale. “Noi ci auguriamo di poter godere di più sfavillii colorati, lunghi e ammalianti che di scoppi clamorosi ed evanescenti”, ha aggiunto Mazzeo.
Il valore della gratuità e dell’impegno
Un ringraziamento speciale è stato rivolto al professor Luca Isernia, critico letterario e docente di italiano e storia, che “testimonia ogni volta il dono della gratuità e dell’impegno a creare momenti e luoghi di incontro e di confronto, mai banali, mai scontati”. Gli incontri a ingresso libero hanno stimolato un’ampia partecipazione, alimentata dalla curiosità di scoprire e dalla necessità di farlo insieme ad altri, dal vivo.
La lingua che plasma l’uomo, l’uomo che plasma la lingua
“Da millenni esiste questo rapporto: noi plasmiamo le lingue e le lingue influenzano noi”, ha evidenziato Mazzeo, sottolineando come il ciclo di incontri abbia permesso di esplorare questa relazione bidirezionale tra essere umano e linguaggio. Un tema tanto antico quanto attuale, che tocca l’essenza stessa della comunicazione umana.
Lo sfavillìo nascosto della comunità
Il messaggio del presidente si è concluso con un augurio di serene festività “alla nostra bella comunità che spesso fa di tutto per nascondere lo sfavillìo che, comunque, porta dentro di sé”. Un invito implicito a valorizzare le ricchezze culturali presenti nel territorio e a riconoscere l’importanza del “popolare” in ogni manifestazione culturale.
L’auspicio dell’Università Popolare di Casarano è di poter continuare a beneficiare di iniziative simili e di figure come il professor Isernia, capaci di donare alla comunità occasioni di crescita culturale autentica e condivisa.
