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Mutuo da 1,3 milioni per l’asfalto: Placemaking Casarano critica la mancanza di visione strategica

Il mutuo approvato a fine novembre riapre il dibattito sulle priorità urbane. L'associazione: "Non basta rifare il bitume, servono spazi pubblici da vivere"

dalla Redazione

“La decisione dell’amministrazione comunale, nel Consiglio Comunale del 28 novembre scorso, di accendere un mutuo da 1.300.000 euro per asfaltare le strade riapre una domanda fondamentale: quali sono oggi le vere priorità urbane?”. È con questa domanda che l’associazione Placemaking Casarano interviene nel dibattito sulla gestione dello spazio pubblico cittadino, dopo l’approvazione del finanziamento destinato alla manutenzione stradale.

Manutenzione necessaria, ma strategia assente

L’associazione riconosce che “la manutenzione è necessaria, perché molte vie sono in condizioni critiche e non è più rinviabile”, ma sottolinea come “la scelta arriva dopo investimenti molto consistenti – come i 3.500.000 euro destinati a due piazze anche se si tratta di spese indirette rese possibili da fondi di finanziamento che, in ogni caso, finiscono per gravare su ognuno di noi”.

Questo scenario, secondo Placemaking, “rende legittimo chiedersi se esista una strategia complessiva o solo interventi isolati”.

Dal traffico allo spazio pubblico: la visione europea

“Negli ultimi anni, in Italia e in Europa, la strada non è più vista come semplice infrastruttura per il traffico, ma come spazio pubblico da vivere”, spiega l’associazione. “Il placemaking integra mobilità, sicurezza, socialità e verde urbano, trasformando le strade in luoghi più sicuri, accessibili e accoglienti”.

Un approccio particolarmente urgente a Casarano, “dove intere vie sono prive di marciapiedi e gli spostamenti a piedi risultano pericolosi”.

La proposta: assi strategici, non interventi a pioggia

Per Placemaking la soluzione non sta nel moltiplicare gli interventi: “In questo quadro non serve rifare tutto, ma scegliere pochi assi strategici e rigenerarli davvero, evitando interventi frammentati che tamponano l’emergenza senza cambiare la città”.

L’obiettivo dovrebbe essere “collegare meglio periferie e centro, creare percorsi continui e sicuri, ridurre il traffico e migliorare la qualità dell’aria” per “restituire dignità a spazi oggi trascurati”.

Il messaggio è chiaro: “Non è una questione di spendere di più, ma di spendere meglio: un mutuo destinato solo al bitume rischia di essere una scelta limitante se non inserito in una visione più ampia”.

Il paradosso del PAESC: cittadini virtuosi, Comune assente

L’associazione evidenzia una contraddizione significativa: “Il PAESC, a cui il Comune ha aderito pur essendo uno strumento pensato per guidare le politiche locali verso la sostenibilità, ha rilevato miglioramenti dovuti esclusivamente alle azioni dei cittadini a livello privato”.

La conclusione è netta: “Se il settore pubblico non accompagna questi sforzi con interventi coerenti sullo spazio urbano, l’adesione al piano rischia di restare un atto formale, non una strategia reale”.

L’assenza del PUMS e le piste ciclabili senza rete

“A questo si aggiunge un ulteriore paradosso: mentre si accende un mutuo per l’asfalto, il Comune non ha ancora redatto il PUMS, il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, cioè lo strumento che dovrebbe orientare ogni scelta sulla mobilità, sulle priorità infrastrutturali e sulla qualità degli spazi pubblici”.

Secondo Placemaking, “senza un PUMS, ogni intervento rischia di essere scollegato, episodico, incapace di costruire una visione coerente della città, come purtroppo dimostrano le piste ciclabili già realizzate, nate senza un disegno organico e quindi incapaci di funzionare come una vera rete”.

Il metodo: partecipazione e trasparenza

L’associazione richiama l’importanza del processo decisionale: “Anche il metodo conta: le decisioni che cambiano la città dovrebbero nascere dal confronto con chi la vive ogni giorno e trovare nel consiglio comunale il luogo in cui questa partecipazione si traduce in scelte chiare e trasparenti”.

La conclusione: oltre la manutenzione ordinaria

Placemaking chiude con una visione programmatica: “Ripensare gli assi urbani in chiave pedonale, ciclabile e verde significa guardare al futuro, non solo al presente. Realizzare poche strade sostenibili non è semplice manutenzione della sede carrabile asfaltata: è un modo per generare sicurezza, bellezza e nuove relazioni urbane”.

Una proposta che invita l’Amministrazione a trasformare un intervento di manutenzione ordinaria in un’occasione di rigenerazione urbana vera, capace di restituire alla città spazi pubblici di qualità e una visione strategica di lungo periodo.