dalla Redazione
Un importante pezzo di storia casaranese ha fatto ritorno a casa: il ritratto di suor Colomba D’Elia è stato donato al Comune dall’imprenditore Fernando Totaro e ora trova collocazione a Palazzo D’Elia. A portare alla luce questa bella storia è stato il gironalista Enzo Schiavano, con due articoli apparsi rispettivamente su Casarano Oggi e sul Quotidiano.
La scoperta dal rigattiere di Lecce
La vicenda ha dell’incredibile: alla fine di novembre, Fernando Totaro, noto imprenditore e “appassionato di oggetti antichi”, come scrive Schiavano, si trovava nel locale di un rigattiere di Lecce, quando il suo sguardo è stato catturato da un dipinto particolare. Un quadro di dimensioni 80×110 centimetri raffigurante una religiosa, con “un’epigrafe in latino che riportava i dati anagrafici del personaggio ritratto e lo stemma della famiglia D’Elia”, spiega il giornalista.
Chi era Suor Colomba D’Elia
Il dipinto, probabilmente realizzato intorno al 1720 da un autore rimasto sconosciuto, raffigura suor Colomba D’Elia (al secolo Agnese), personaggio di spicco della nobiltà casaranese vissuto tra il 1653 e il 1740. Come riporta Schiavano, suor Colomba era “sorella di Nicolò Vito D’Elia, nobile casaranese, grande proprietario”, e zia del sacerdote don Domenico D’Elia, che fu “arciprete a Casarano dal 1770”.
Un gesto di generosità per la comunità
Riconoscendo immediatamente il valore storico e culturale dell’opera per Casarano, Totaro ha acquistato il quadro dal rigattiere con l’intenzione di restituirlo alla comunità. Senza esitazione, l’imprenditore “ha subito pensato di donarlo gratuitamente all’Amministrazione comunale per essere collocato all’interno di Palazzo D’Elia”, scrive Schiavano.
Il ritorno a Palazzo D’Elia
Attraverso una lettera indirizzata al sindaco Ottavio De Nuzzo, si è avviata una rapida trattativa tra Totaro e il Comune di Casarano, “conclusa dopo pochi giorni – precisa Schiavano – con la consegna del quadro ad Alessandro De Marco, gestore della Biblioteca comunale che si trova al piano terra di Palazzo D’Elia”.
Il dipinto, che era stato venduto alcuni anni fa, finendo sul mercato antiquario, è così tornato nella dimora che porta il nome della famiglia ritratta, chiudendo il cerchio di una storia durata tre secoli.


