dalla Redazione
Trasferimenti forzati e clausola sociale elusa: il territorio salentino trema per una crisi occupazionale di portata spaventosa
Il territorio di Casarano rischia una crisi occupazionale devastante. Giovedì 9 gennaio i lavoratori dei call center della zona incroceranno le braccia per protestare contro Enel, accusata di eludere la clausola sociale e di imporre trasferimenti forzati a centinaia di chilometri di distanza. Sono 650 i dipendenti salentini coinvolti, la maggior parte operativi proprio nell’area di Casarano, dove lavorano tre grandi aziende appaltatrici: Covisian, System House e Data Contact.
Casarano epicentro della protesta salentina
La zona di Casarano rappresenta il cuore pulsante del settore dei call center in Salento, con tre grosse realtà che gestiscono le commesse Enel, E-Distribuzione ed Enel X. Sebbene al momento queste aziende non siano direttamente interessate dalle criticità riscontrate in altri territori italiani, il rischio è altissimo: se il tentativo di Enel di aggirare le norme dovesse passare, si aprirebbe una crisi occupazionale che travolgerebbe non solo i 650 dipendenti delle commesse Enel, ma anche gli altri addetti salentini del settore, per un totale di oltre 4mila persone.
Trasferimenti forzati: lavoratori costretti a scegliere tra famiglia e lavoro
Le aziende subentranti nei bandi di gara stanno avanzando proposte inaccettabili: trasferimenti forzati di centinaia di chilometri come condizione per mantenere il posto di lavoro. Una pratica che, secondo i sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl e Ugl Telecomunicazioni, è contraria alla legge e mina la contrattazione nazionale.
“Enel sta tentando di eludere la clausola sociale, quella norma che garantisce la continuità occupazionale e il principio di territorialità nei cambi di appalto”, denunciano le segreterie territoriali. “Migliaia di dipendenti che da anni rappresentano la voce di Enel nel rapporto con la clientela oggi rischiano tutto a causa di bandi che non rispettano i diritti acquisiti”.
Sciopero nazionale con manifestazione a Bari
Il 9 gennaio è in programma uno sciopero nazionale nel settore delle telecomunicazioni. I lavoratori salentini parteciperanno alla manifestazione regionale organizzata a Bari, con presidio dalle ore 11 sotto la sede regionale di Enel. In tutta Italia, da Torino a Catania, circa 7.000 lavoratori operanti in una decina di aziende manifesteranno davanti alle sedi Enel per chiedere il rispetto delle norme.
Un decennio di tutele a rischio
Sono passati dieci anni dalla promulgazione della Legge 11/2016, una norma che ha garantito la piena continuità occupazionale a circa 40.000 addetti in oltre 400 cambi di appalto. “Se le istituzioni non interverranno nei confronti di Enel, azienda che ha importanti enti pubblici nel proprio azionariato, si tornerà alla buia stagione in cui ogni cambio di appalto generava drammi occupazionali, licenziamenti e un massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali”, avvertono i sindacati.
Lo sciopero del 9 gennaio è solo l’inizio: se Enel non rivedrà immediatamente le previsioni dei bandi di gara, la mobilitazione proseguirà con ulteriori azioni. Per Casarano e per tutto il Salento, la posta in gioco è altissima.
