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Il sindaco De Nuzzo scrive a Enel: “650 posti a rischio, no ai trasferimenti forzati”

Lettera formale alle aziende: "Clausole sociali non sono optional". Coinvolti i parlamentari salentini. "Ricordo la crisi del TAC, non possiamo permetterlo ancora"
Ottavio de Nuzzo

dalla Redazione

Il sindaco Ottavio De Nuzzo entra ufficialmente nel merito della vertenza dei call center e lo fa con una lettera formale inviata a Enel e alle società coinvolte nei cambi di appalto. Un’iniziativa che segna la presa di posizione dell’Amministrazione comunale a difesa dei 650 posti di lavoro a rischio sul territorio.

“Le clausole sociali non sono un optional”

“Le clausole sociali non sono un dettaglio tecnico né una concessione facoltativa: sono nate per garantire continuità e dignità lavorativa a centinaia di lavoratrici e lavoratori coinvolti nei cambi di appalto”, scrive il sindaco nella missiva. “Oggi, invece, assistiamo al rischio concreto che queste tutele vengano svuotate, mettendo in discussione il principio di territorialità e aprendo la strada a soluzioni inaccettabili, come i trasferimenti forzati lontano dal territorio”.

De Nuzzo sottolinea che si tratta di centinaia di posti di lavoro a rischio tra Casarano e i comuni limitrofi, coinvolgendo Enel, azienda a partecipazione pubblica. “Proprio per questo non può essere affrontata come una semplice scelta industriale, ma deve essere valutata per le sue responsabilità sociali e istituzionali”, aggiunge.

Le cause della crisi: gare al ribasso e intelligenza artificiale

Il primo cittadino individua con precisione le radici del problema: “Gare sempre più al ribasso, contrazione dei volumi di attività non compensata da nuove lavorazioni e una gestione dell’innovazione tecnologica che rischia di trasformare l’intelligenza artificiale da strumento di supporto a fattore di esclusione occupazionale”.

Sul tema dell’AI, De Nuzzo è netto: “L’innovazione deve accompagnare il lavoro umano, non sostituirlo”. Una posizione chiara in un momento in cui l’automazione dei servizi clienti sta rivoluzionando il settore dei call center.

Il ricordo della crisi del TAC: “Non possiamo dimenticare”

Il sindaco richiama un passaggio cruciale della storia economica di Casarano. “Come Sindaco, e come cittadino che vive questa comunità, sento il dovere di ricordare che Casarano ha già conosciuto gli effetti devastanti delle crisi industriali, a partire dalla crisi del TAC, che ha segnato profondamente il nostro tessuto produttivo”.

“In quegli anni, il settore dei call center ha rappresentato un pilastro fondamentale dell’occupazione, permettendo a tante famiglie di crescere dignitosamente e costruendo professionalità che oggi rischiano di essere cancellate in un attimo”, continua De Nuzzo. Un passaggio che sottolinea come il settore non sia solo questione economica, ma identitaria per il territorio.

Coinvolti i parlamentari salentini

Per dare peso alla vertenza e impedire che resti confinata a livello locale, De Nuzzo ha coinvolto attivamente i parlamentari salentini. “Ho ritenuto necessario attivarli affinché la tutela dell’occupazione e il rispetto delle clausole sociali vengano sostenuti anche a livello nazionale. Il loro contributo è fondamentale per rafforzare l’azione istituzionale e richiamare tutti i soggetti coinvolti al rispetto delle regole”.

Richiesta di tavolo di confronto immediato

Il sindaco chiede l’apertura immediata di un tavolo di confronto con le rappresentanze sindacali, le aziende e le istituzioni. “Anche l’Amministrazione comunale è pronta a dare il proprio contributo”, precisa.

“Come Sindaco e come Amministrazione Comunale di Casarano saremo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori in questa fase delicata. Nessuno deve essere lasciato solo”, conclude De Nuzzo. “Difendere questi posti di lavoro significa difendere la dignità del lavoro, la coesione sociale e il futuro della nostra comunità”.

Una vertenza che va oltre i confini locali

L’intervento del sindaco si inserisce in un quadro più ampio: lo sciopero nazionale del 9 gennaio coinvolge circa 7mila lavoratori in tutta Italia, dalla Puglia alla Sicilia, dal Piemonte alla Calabria. A Casarano, l’epicentro salentino della crisi, operano tre grandi aziende – Covisian, System House e Data Contact – che danno lavoro a 650 persone, molte delle quali con famiglie e radici profonde nel territorio.