dalla Redazione
La piantumazione di 190 pioppi in piazzetta Addèlico Pino, presentata dall’Amministrazione comunale come importante azione di riforestazione urbana, scatena le critiche del gruppo Placemaking Casarano. A sollevare dubbi sulla scelta è Loredana Manco, referente locale del movimento che promuove la rigenerazione degli spazi pubblici attraverso il coinvolgimento delle comunità.
“Manca un Piano del Verde”
“Annunciare la piantumazione di 190 pioppi come riforestazione urbana può sembrare un gesto virtuoso, ma senza un Piano del Verde resta un’azione episodica, priva di visione e di responsabilità”, evidenzia Manco, precisando che “abbiamo solo un piano di manutenzione del verde che è un’altra cosa”.
Secondo la referente di Placemaking, la cura del paesaggio non può essere improvvisata: “Richiede programmazione, conoscenza delle specie, manutenzione garantita e soprattutto una strategia che integri ambiente, mobilità, salute e qualità della vita”.
Pioppi: scelta sbagliata per la città
Nel mirino finisce proprio la scelta della specie arborea. “Sono alberi utilissimi — ma per l’industria cartaria e per le falegnamerie, non per costruire ecosistemi urbani resilienti”, spiega Manco. I pioppi, infatti, presentano diverse criticità per il contesto urbano: crescono velocemente ma vivono relativamente poco, hanno radici invasive che possono danneggiare le infrastrutture e richiedono molta acqua.
“Sono perfetti per produzioni industriali, molto meno per un progetto di lungo periodo che voglia migliorare il microclima cittadino”, conclude la referente.
Biodiversità: la vera sfida ignorata
Al centro della critica c’è l’assenza di biodiversità nell’intervento. “Una vera politica del verde non si misura in numeri da annunciare, ma nella capacità di generare biodiversità: mescolare specie, favorire habitat, creare continuità ecologiche, scegliere alberi adatti ai luoghi e non solo alle fotografie”, argomenta Manco.
La biodiversità, secondo Placemaking, non è un dettaglio tecnico ma “la condizione minima per avere alberi che resistono, che non si ammalano tutti insieme, che raffreddano le strade e che vivono abbastanza a lungo da diventare patrimonio”.
“Intervento marginale, lontano dalla città”
Un’ulteriore critica riguarda la localizzazione dell’intervento. I 190 pioppi sono stati piantati in una zona periferica, “lontana dai luoghi dove il verde servirebbe davvero a migliorare la qualità della vita quotidiana”. Per Manco, non si tratta di riforestazione urbana ma di “un intervento marginale, che resta ai margini anche fisicamente. Un gesto che non dialoga con la città, non la attraversa, non la rigenera”.
“Gli alberi meritano rispetto, non improvvisazione”
La conclusione di Loredana Manco è netta: “Senza un piano, senza una visione, senza un disegno complessivo, piantare 190 pioppi non è una politica ambientale. È un annuncio. E gli alberi meritano rispetto, non improvvisazione. Azione antropocentrica semmai!”.
La polemica riapre il dibattito sulla necessità di dotare Casarano di un vero Piano del Verde, uno strumento urbanistico che molti comuni italiani hanno già adottato per programmare in modo organico gli interventi di forestazione urbana, garantendo sostenibilità, biodiversità e reale miglioramento della qualità ambientale.
