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Il paradosso dell’appalto pulizie: quattro lavoratrici a casa nonostante la clausola sociale

La Filcams denuncia: "Amministrazione ferma sulla gara, affidamento diretto senza tutele. Da un mese senza lavoro e stipendio"

dalla Redazione

Quattro lavoratrici garantite sulla carta, ma di fatto senza lavoro né stipendio da oltre tre settimane. È il paradosso che si sta consumando al Comune di Casarano, dove l’appalto per le pulizie degli immobili comunali è bloccato in un cortocircuito burocratico che sta penalizzando chi da anni garantisce il servizio.

La denuncia della Filcams

A lanciare l’allarme è Daniela Campobasso, segretaria generale della Filcams Cgil Lecce, che parla di una “vicenda farsesca” e chiede l’intervento immediato del sindaco per ristabilire il rispetto delle regole.

La situazione è complessa quanto paradossale: dal 6 gennaio scorso, con la scadenza dell’appalto vinto anni fa dalla cooperativa Minopoli, le quattro addette alle pulizie sono rimaste senza occupazione. L’amministrazione comunale non ha ancora bandito la nuova gara e, per garantire la continuità del servizio, ha disposto un affidamento diretto temporaneo alla ditta Illiria.

La clausola sociale ignorata

Nel provvedimento di affidamento, il Comune ha espressamente indicato l’applicazione della clausola sociale, strumento che dovrebbe garantire il mantenimento dei livelli occupazionali e retributivi delle lavoratrici già impiegate nel servizio. Tuttavia, dopo quasi un mese, questa clausola risulta completamente disattesa.

“Il personale risulta licenziato e non rioccupato, pertanto senza salario”, denuncia Campobasso. “Mentre l’amministrazione tentenna e non riesce a far rispettare le regole, l’azienda affidataria prende tempo ignorando l’adempimento. Un corto circuito burocratico che sta procurando alle lavoratrici un grave danno”.

Il paradosso del servizio attivo

Ancora più grave, secondo la Filcams, è il fatto che il servizio di pulizia viene regolarmente svolto dalla Illiria, ma con personale esterno. Le quattro lavoratrici che avrebbero diritto a quelle posizioni restano invece a casa, senza stipendio e senza prospettive immediate.

“È particolarmente grave che il servizio sia svolto dalla Illiria con personale esterno, con il paradosso che le aventi diritto sono a casa senza stipendio”, sottolinea la segretaria della Filcams. “La serietà della politica si misura non nei proclami, ma nelle azioni. Al momento abbiamo riscontrato solo i primi”.

L’impegno del sindacato

La Filcams Cgil si è attivata fin da dicembre per tutelare le lavoratrici, chiedendo chiarimenti e interventi immediati all’amministrazione comunale. “Sono arrivate tante rassicurazioni, ma pochi fatti”, commenta amaramente Campobasso.

Il sindacato annuncia che continuerà a stare accanto alle lavoratrici “fino alla soluzione positiva della controversia, non solo con atti propriamente sindacali ma anche ricorrendo alle vie legali”.

L’appello al sindaco

“Il sindaco e l’amministrazione intervengano con serietà e atti concreti per ristabilire le regole”, conclude la segretaria della Filcams, chiedendo uno stop definitivo agli affidamenti diretti che ignorano la clausola sociale e una rapida soluzione per restituire dignità e lavoro alle quattro donne coinvolte in questa vicenda.

Una storia che mette in luce come, spesso, le complicazioni burocratiche finiscano per colpire sempre gli stessi: i lavoratori più deboli, che nonostante le tutele formali si ritrovano vittime di inefficienze amministrative.