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Casarano perde un milione di euro per un bene confiscato: progetto bocciato per carenze documentali

Il consigliere Mastroleo denuncia: "Esclusione prevedibile". Il Comune aveva già avviato la co-progettazione nonostante mancasse la conformità urbanistica

dalla Redazione

“Semi di comunità” fuori dal bando regionale

Casarano ha perso un finanziamento da un milione di euro destinato al recupero di un bene confiscato alla criminalità. Il progetto “Semi di comunità”, presentato per il bene confiscato di Contrada Calò nell’ambito dell’avviso regionale “Puglia Beni Comuni”, è stato dichiarato non ammissibile dalla graduatoria provvisoria approvata il 23 gennaio 2026.

La motivazione dell’esclusione è inequivocabile: mancanza della documentazione che attesta la conformità urbanistica del bene, comprese eventuali sanatorie. Un requisito essenziale previsto dal bando, la cui assenza comporta l’inammissibilità automatica senza possibilità di integrazione documentale.

Altri comuni salentini finanziati

A fronte di una dotazione complessiva di 11 milioni di euro, il bando regionale prevedeva contributi fino a un milione per singolo progetto. Mentre Casarano resta esclusa, altri comuni del Salento come Taurisano, Monteroni di Lecce e Trepuzzi sono risultati ammissibili e potranno accedere ai finanziamenti.

Le accuse del consigliere Mastroleo

A sollevare il caso è il consigliere comunale Marco Mastroleo, che in un comunicato punta il dito contro l’amministrazione: “Una carenza che il Comune con i suoi tecnici e i suoi politici avrebbe dovuto conoscere prima della candidatura”.

Ma c’è un elemento che aggrava ulteriormente la situazione. Con determinazione n. 110 del 21 luglio 2025, il Comune aveva già avviato una procedura di co-progettazione sullo stesso bene, nominando una commissione e individuando un soggetto del Terzo Settore, pur essendo sprovvisto del requisito urbanistico fondamentale.

Tre domande all’amministrazione

Mastroleo chiede chiarimenti pubblici su tre punti cruciali:

  1. Chi doveva verificare la conformità urbanistica del bene e perché la candidatura è stata presentata nonostante la carenza documentale
  2. Quali spese sono state sostenute per la gestione del bando e della co-progettazione, con l’attivazione di eventuali verifiche per profili di danno erariale, essendo l’esclusione prevedibile
  3. Quali responsabilità politiche intende assumersi l’amministrazione per aver fatto perdere alla città un finanziamento da un milione di euro su un bene confiscato

“La legalità è fatta di atti corretti”

“La legalità non è fatta di annunci. È fatta di atti corretti”, conclude Mastroleo. “Ogni occasione persa su un bene confiscato è un danno diretto per la comunità”.

Il caso solleva interrogativi sulla gestione amministrativa e tecnica delle candidature ai bandi pubblici, in particolare quando si tratta di fondi destinati al riutilizzo sociale di beni sottratti alla criminalità organizzata.


Foto: Estratto della graduatoria regionale con l’esclusione del progetto di Casarano