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Il PD apre alle primarie: “Priorità a unità e idee, non ai personalismi”

I democratici si dicono disponibili a ogni soluzione per scegliere il candidato sindaco. "Il cambiamento non può più essere rimandato"
Marco Nuzzo - PD Casarano

dalla Redazione

Il Partito Democratico risponde al pressing di “Progetto Casarano-Sinistra Italiana” sulle primarie con un’apertura condizionata, ma netta: sì a ogni soluzione, comprese le consultazioni popolari, purché servano davvero a costruire l’alternativa che la città aspetta.

“Abbiamo già individuato figure disponibili”

In una nota diffusa oggi, il PD rivendica il lavoro svolto nei mesi scorsi: l’individuazione di figure sia tecniche che politiche pronte a candidarsi a sindaco. Un percorso costruttivo che, secondo i democratici, dimostra la serietà dell’impegno verso Casarano.

“Ci confermiamo aperti a ogni soluzione, comprese le primarie, qualora la coalizione le ritenesse utili per individuare la persona più adatta a fare sintesi delle tante idee di cambiamento”, si legge nel comunicato.

Unità prima di tutto

Il messaggio del PD mette al centro un principio chiaro: niente personalismi. “Sentiamo forte la responsabilità, ma non anteponiamo personalismi a ciò che davvero conta: l’unità e la forza delle proposte”, sottolineano i democratici.

L’obiettivo è costruire un programma che diventi “motore di quel cambiamento che cittadini e cittadine ci chiedono e che non può più essere rimandato”. Un richiamo all’urgenza che, pur con accenti diversi, trova eco nelle parole di Progetto Casarano-SI.

Primarie sì, ma con un obiettivo preciso

L’apertura del PD alle primarie non è incondizionata: lo strumento ha senso solo se funzionale a individuare la figura migliore per aggregare la coalizione e tradurre in azioni concrete le istanze dei cittadini.

Resta ora da capire se al tavolo della coalizione progressista prevarrà la richiesta di una data certa per le primarie (l’8 marzo proposto da Progetto Casarano) o se emergerà un candidato condiviso capace di evitare la consultazione.

Quello che appare chiaro è che il centrosinistra casaranese, dopo mesi di trattative, è arrivato al punto di non ritorno: serve una decisione, e serve in fretta.