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Amministrative, l’ex vicesindaco Caputo: “Alla città serve un progetto chiaro, non il solito compare da accontentare”

Gabriele Caputo entra nel dibattito pre-elettorale con una nota dura contro tutti: centrodestra e centrosinistra nel mirino, mentre la città resta sullo sfondo come comparsa

dalla Redazione

Con una nota dai toni diretti e senza sconti per nessuno, pubblicata nei giorni scorsi, Gabriele Caputo, ex vicesindaco di Casarano, si inserisce nella discussione sempre più accesa sul toto candidati in vista delle elezioni comunali di primavera. Un intervento che non risparmia critiche né al centrodestra né al centrosinistra, e che mette al centro una sola priorità: il bene della città.

Il quadro politico secondo Caputo: due fronti, stessa debolezza

L’ex vicesindaco fotografa con lucidità lo stato del dibattito politico locale. Da un lato il centrodestra, che punterebbe sulla continuità — “sostanziale continuità con quello che c’è e che c’è stato” — proponendo implicitamente agli elettori un unico argomento: perché cambiare? Una strategia che, secondo Caputo, porta con sé anche il rischio di perdere pezzi di coalizione lungo il percorso.

Dall’altro lato, il centrosinistra — che nella nota viene descritto con una serie di etichette (progressista, campo largo, campo alternativo) quasi a segnalarne l’identità confusa — avrebbe sbagliato approccio fin dall’inizio: chiudendo i recinti prima ancora di aprire un dialogo vero sulla città.

“Sono stati da subito chiusi gli steccati, prima ancora di avviare il dialogo e di condividere cosa fare per la città.”

Lo strumento delle primarie, in particolare, viene letto non come apertura democratica ma come resa: un meccanismo dettato dall’incapacità delle forze politiche di fare sintesi al proprio interno, scaricando sugli elettori una scelta che spetterebbe ai partiti.

“Un leader che non c’è, creato a tavolino in pochi giorni”

Il passaggio più tagliente della nota riguarda la questione della leadership nel centrosinistra. Caputo non usa mezzi termini: la coalizione progressista starebbe cercando di costruire artificialmente una figura di riferimento che, di fatto, non esiste.

“Si vorrebbe creare a tavolino in pochi giorni. Sarebbe pertanto leader di nome ma non di fatto.”

Casarano “ipnotizzata”: il voto di pancia invece del voto di progetto

Il cuore della riflessione di Caputo è però dedicato alla città e ai suoi cittadini, descritti come vittime di una politica che li tratta da comparse piuttosto che da protagonisti. Casarano, scrive, è “ipnotizzata e costretta ancora una volta a votare non in base ai diversi programmi di sviluppo, ma in base ai soliti luoghi comuni.”

La lista dei criteri su cui tradizionalmente si orienta il voto locale è impietosa: la contrapposizione centrodestra-centrosinistra, l’età dei candidati, i vecchi rancori personali, e — soprattutto — “il compare o il vicino di casa da accontentare con il voto, ma a danno della sua stessa storia ed a spese del suo stesso futuro.”

Le sfide reali: economia, stagnazione e il futuro dei giovani

Caputo non si ferma alla critica e indica anche le priorità concrete che la politica locale dovrebbe affrontare. Casarano si trova, a suo giudizio, in una fase di stagnazione ciclica del tessuto produttivo ed economico, che richiede soluzioni alternative e flessibili capaci di integrarsi con quelle esistenti.

Ma la questione più urgente, sottolinea con franchezza, è un’altra: sono in gioco le condizioni che spingono i giovani a restare o ad andarsene. Un tema delicatissimo per un territorio del Sud che conosce bene il problema della fuga dei talenti.

L’appello finale: “Il noi invece dell’io”

La chiusura della nota è un appello alla maturità politica, rivolto tanto alle forze in campo quanto agli elettori. Se la politica saprà proporre una strategia vera — e non la “suggestione” di un progetto — i cittadini potranno finalmente scegliere in base a idee e visioni, non in base a logiche clientelari.

“Saremo tutti contenti di aver raggiunto quella maturità politica necessaria soprattutto in occasione delle competizioni politiche e regionali; a favore del noi e non dell’io.”

Un messaggio che, in un clima pre-elettorale già surriscaldato, suona come un invito — o forse un avvertimento — a tutti gli attori della scena politica casaranese.