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«Nella tua breve esistenza»: tre incontri per il centenario della morte di Piero Gobetti

L'Università Popolare di Casarano ricorda uno dei più grandi intellettuali del liberalismo europeo con un ciclo di appuntamenti curati da Luca Isernia. Si parte il 16 febbraio al Sedile Comunale.

dalla Redazione

Cento anni fa, nella notte tra il 15 e il 16 febbraio 1926, si spegneva a Parigi Piero Gobetti. Aveva appena 25 anni. Eppure in poco meno di un decennio di vita intellettuale era riuscito a lasciare un’impronta profonda nel pensiero liberale europeo, diventando simbolo di rigore morale, libertà e resistenza alla barbarie fascista che stava travolgendo l’Italia.

Per non lasciare cadere nell’oblio questa eredità, l’Università Popolare di Casarano (UPC) ha organizzato un ciclo di tre incontri dal titolo «Nella tua breve esistenza», curati dal prof. Luca Isernia. Gli appuntamenti si terranno al Sedile Comunale di Casarano il 16, il 19 e il 23 febbraio, con inizio alle 18.00.

Un titolo che viene dal cuore

Il titolo scelto non è casuale. Riprende quello del libro che la giovane moglie Ada Gobetti volle dare al volume contenente il carteggio epistolare con Piero: un epistolario che rivela, al di là dell’intellettuale e del militante politico, la statura umana di un “enfant prodige” capace di coniugare pensiero e vita con una coerenza rara. Nelle lettere tra i due affiora un ritratto intimo e potente di un uomo che sapeva di avere poco tempo e scelse di non sprecarne nemmeno un’ora.

Chi era Piero Gobetti

Nato a Torino nel 1901, Gobetti fondò a vent’anni la rivista Rivoluzione Liberale, divenuta in pochi anni punto di riferimento per l’antifascismo italiano. Arrestato, picchiato dalle squadracce fasciste, costretto all’esilio, morì a Parigi per le conseguenze delle violenze subite. In meno di un decennio produsse un patrimonio intellettuale che ancora oggi interroga chi si confronta con i temi della libertà, della responsabilità civile e del rapporto tra cultura e politica.

Perché parlarne oggi, e perché a Casarano

L’UPC motiva la scelta con parole chiare: custodire e tramandare questo patrimonio, «soprattutto presso le generazioni più giovani». In un momento in cui la memoria storica fatica a trovare spazio nei circuiti dell’informazione e dell’educazione formale, un’università popolare che sceglie di dedicare tre serate a Gobetti compie un atto insieme culturale e civile.

L’ingresso è aperto a tutti. Tre serate per ricordare che una vita breve può essere, a volte, la più lunga di tante altre.