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Coluccia: “Il centrosinistra vince solo se è unito. Le primarie sono un mezzo, non un fine”

Il consigliere di opposizione fa appello a tutto il campo progressista: trovare subito un nome capace di fare sintesi, superando personalismi e veti incrociati
Fedele Coluccia

dalla Redazione

“Il centrosinistra vince se è unito”. È questo il messaggio centrale di Fedele Coluccia, consigliere di opposizione a Palazzo dei Domenicani, che oggi ha affidato a un post sui propri canali social una riflessione articolata sulla situazione politica casaranese in vista delle prossime elezioni amministrative.

Un intervento che arriva in un momento di stallo nella coalizione progressista, impegnata da settimane in un confronto interno sul metodo da adottare per scegliere il candidato sindaco. E Coluccia, sul punto, è netto: le primarie “sono un mezzo e non un fine”. Il fine, chiarisce, “è l’unità, la vittoria del campo progressista, la sconfitta del centrodestra, la rinascita di Casarano”.

L’appello del consigliere è diretto all’intera area democratica e progressista della città: “Diamoci un tempo, utilizziamo proficuamente le prossime ore, troviamo il modo migliore perché ad emergere siano un nome e un volto capaci di fare sintesi”. Nell’area del centrosinistra, sostiene Coluccia, “ci sono personalità con capacità di sintesi in grado di tenere unita la coalizione e di essere collante con la città, superando personalismi e visioni che non sono in sintonia con la visione che si deve avere dell’impegno e della condivisione”.

Nel post, il consigliere ripercorre cinque anni di opposizione “costretti a misurare quotidianamente l’inadeguatezza di un governo cittadino che ha bruciato tutte le occasioni possibili relegando Casarano alla mediocrità”. Da quella esperienza, dice, il centrosinistra deve ripartire, con l’obiettivo dichiarato di “restituire a Casarano un ruolo protagonista nel Salento e nel Mezzogiorno”.

Sul programma, Coluccia individua una serie di priorità: trasparenza nella gestione della cosa pubblica, inclusione sociale ed economica, valorizzazione dell’identità cittadina, sostegno alle imprese, attenzione alle nuove generazioni, qualità della sanità territoriale, sicurezza, mobilità, cultura e rilancio del commercio. “I mesi che ci separano dalle amministrative”, scrive, “possono trasformarsi in uno straordinario ed entusiasmante laboratorio urbano”.

A sostegno della sua tesi sull’unità come condizione vincente, Coluccia cita due esempi recenti: la vittoria di Antonio Decaro alle regionali e quella di Fabio Tarantino alle elezioni provinciali. “So bene che siamo in moltissimi a pensarla nello stesso modo”, conclude.