dalla Redazione
La fuga in avanti del PD e dei tre movimenti alleati non passa senza conseguenze. A poche ore dall’annuncio della candidatura di Marco Nuzzo a sindaco di Casarano, arriva la replica delle forze progressiste rimaste fuori dalla decisione: Movimento 5 Stelle, SiAmo Casarano, Progetto Casarano SI e Verdi firmano una nota congiunta dai toni netti e carichi di irritazione politica.
Il punto che fa più male non è tanto la scelta in sé, quanto il metodo. “Dopo giorni di assordante silenzio, apprendiamo dalla stampa, e non dai tavoli ufficiali, che le risultanze della riunione di mercoledì 11 sono state disattese”, si legge nella nota. Una denuncia precisa: la decisione non sarebbe arrivata attraverso i canali istituzionali del confronto di coalizione, ma sarebbe stata comunicata a mezzo stampa, scavalcando il tavolo comune.
“Qualcuno si sente primo fra pari”
La critica al metodo si accompagna a una stoccata politica diretta. “Prendiamo atto che qualcuno si sente ‘primo fra pari'”, scrivono i quattro gruppi, evocando un sistema di relazioni interne che “sconta logiche che dovevano ritenersi superate”. Un riferimento trasparente al PD e alla sua scelta di forzare i tempi senza attendere una convergenza più ampia.
Le prossime mosse: riunione “a strettissimo giro”
I quattro gruppi non annunciano ancora una rottura definitiva, ma la direzione di marcia sembra segnata. M5S, SiAmo Casarano, Progetto Casarano SI e Verdi fanno sapere che si incontreranno “a strettissimo giro per assumere le decisioni conseguenti”. Una formula volutamente vaga, ma che lascia aperte tutte le opzioni: dalla trattativa per rientrare nel tavolo alle proprie condizioni, fino alla corsa autonoma con un candidato alternativo.
Il campo progressista casaranese, che si proclamava unito appena poche ore fa, mostra già la prima, profonda crepa.
