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Prima candidatura ufficiale alla carica di Sindaco: è Marco Nuzzo, segretario del PD locale

PD, Orgoglio Casarano_CON, Salento 4.0 e Movimento Decaro Presidente rompono gli indugi e chiudono la partita in casa propria, bypassando le primarie di coalizione
Marco Nuzzo

dalla Redazione

Il centrosinistra casaranese ha il suo primo candidato sindaco. È Marco Nuzzo, segretario del PD locale, il nome scelto da quattro delle forze sedute al tavolo dell’area progressista per guidare la propria coalizione alle prossime elezioni amministrative. Una mossa che, però, non rappresenta una sintesi dell’intero campo democratico.

La cornice entro cui le quattro forze politiche inquadrano la propria decisione è quella di un’emergenza civica. “Il degrado in cui versa la nostra Casarano, dopo 14 anni di amministrazione di centrodestra, è un’amara realtà sotto gli occhi dell’intera città”, si legge nel comunicato congiunto. Una città che, a loro avviso, “ha smarrito la forza, l’orgoglio, l’entusiasmo, diventando una città senza anima e senza identità”. Da qui l’urgenza di una svolta: “La città, e noi con lei, non può più attendere: si impone un radicale e netto cambio di passo capace di una progettualità chiara e una visione altrettanto nitida di futuro.”

Una decisione che mette alla prova la tenuta della coalizione

Al tavolo delle trattative erano presenti anche altre forze politiche che avevano chiesto con forza il ricorso alle primarie, sostenute da una petizione firmata da 55 cittadini. Sul piatto c’erano tre nomi: Marco Mastroleo di Sinistra Italiana Progetto Casarano, Cristian Preite di SiAmo Casarano, e lo stesso Nuzzo. Vista la situazione di stallo che si era venuta a creare, PD, Orgoglio Casarano_CON, Salento 4.0 e Movimento Decaro Presidente hanno scelto di accelerare, indicando Nuzzo senza passare dalle urne, vedendo in lui “una guida autorevole e credibile”, con “la capacità di fare sintesi e di essere garante delle varie sensibilità”, in grado di tenere insieme le diverse anime della coalizione.

La giustificazione: “Le primarie distrarrebbero dall’obiettivo”

Le quattro forze politiche motivano la scelta con un argomento pragmatico: ricorrere alle primarie “significherebbe rischiare di distogliere l’attenzione dall’unico obiettivo realmente perseguito”, ovvero sconfiggere il centrodestra dopo quattordici anni di amministrazione. Un ragionamento comprensibile sul piano tattico, ma che non cancella il fatto che una parte del tavolo progressista è rimasta esclusa dalla decisione. Le forze firmatarie si dicono comunque pronte a costruire “un’alternativa convincente, autorevole, valida e credibile, aperta al contributo di chi vuole fermamente il cambiamento a Casarano”, impegnandosi a lavorare “aperti alla partecipazione, al dialogo e al contributo di idee di chi vorrà far parte del progetto”.

La porta aperta, ma il treno è già partito

Il documento si chiude con un appello alle forze ancora fuori, invitandole a “condividere il percorso coalizionale e unitario avviato” e a costruire insieme “un programma di città forte e credibile, capace di nuova linfa per una nuova stagione a Palazzo dei Domenicani”. Un gesto distensivo che, tuttavia, arriva dopo una mossa che ha già definito il candidato e ridotto gli altri a interlocutori chiamati ad accodarsi. “I pochi mesi che ci separano dalle elezioni”, si legge ancora nel comunicato, “sono un tempo prezioso per rafforzare l’unità e la coesione parlando con una sola voce alla città.”

Resta da capire come risponderanno Mastroleo, Preite e i loro sostenutori. Ora tocca a loro decidere se salire sul treno in corsa o presentarsi agli elettori con un progetto autonomo. A questo punto, il rischio di frammentazione del campo progressista, sino ad oggi proclamatosi “unito”, è molto forte.