dalla Redazione
Il campo progressista casaranese ha ora due candidati sindaco. Dopo la mossa del PD e delle tre forze alleate, che pochi giorni fa avevano designato come candidato il segretario dem Marco Nuzzo senza passare dalle primarie, arriva la risposta di Progetto Casarano Sinistra Italiana: il loro candidato è Marco Mastroleo, consigliere comunale di opposizione e responsabile di produzione in una fabbrica di calzature.
Una candidatura che nasce in risposta alla fuga in avanti dei dem e che rilancia con forza lo strumento delle primarie come condizione per ricucire lo strappo nel campo largo. “Il nostro auspicio è di poter utilizzare le primarie come strumento chiaro e trasparente per scegliere insieme la guida del progetto e rimettere al centro la partecipazione dei cittadini”, si legge nel comunicato.
Chi è Mastroleo: numeri, fabbriche e controllo dell’opposizione
Il profilo che Progetto Casarano-SI costruisce attorno al proprio candidato è quello di un uomo abituato alla concretezza. Cinque anni in consiglio comunale passati a studiare determine, delibere, varianti e regolamenti. Nella vita professionale, la gestione di una linea produttiva in una fabbrica di calzature, con tutto quello che comporta in termini di lettura dei numeri, individuazione delle criticità e assunzione di responsabilità. “Lo stesso metodo lo ha portato in politica”, sottolinea il comunicato.
Non mancano i riferimenti al lavoro svolto in questi anni all’opposizione: richieste di accesso agli atti su assunzioni comunali e dossier sensibili, coinvolgimento degli organi competenti, un controllo puntuale sulla maggioranza uscente. “Chi governa deve rispondere nel merito”, è la sintesi della sua filosofia politica.
Lo spartiacque: l’omicidio di Amin Afendi
Nel documento compare anche un riferimento esplicito all’omicidio di Amin Afendi, avvenuto due anni fa in pieno centro di Casarano. Un fatto che, secondo Mastroleo e i suoi, non è stato solo un episodio di cronaca ma “il segnale di un disagio sociale che chiede risposte concrete e una guida capace di ricostruire comunità.” La sicurezza, intesa in senso ampio — prevenzione del disagio, presidio del territorio, illuminazione, politiche per il lavoro e per i giovani — è uno dei pilastri del programma.
Il progetto: “Casarano Sviluppo” e visione integrata
Sul piano programmatico, la proposta ruota attorno a una visione integrata dei problemi della città. Sicurezza, ambiente, commercio, viabilità, urbanistica: temi che, secondo il comunicato, non possono essere affrontati separatamente. Tra le proposte più concrete spicca la creazione di una struttura stabile di progettazione, una sorta di “Casarano Sviluppo”, per intercettare fondi europei e nazionali e trasformarli in occupazione, applicando concretamente i temi del dibattito sulla restanza e sul lavoro al Sud.
Il campo largo esiste ancora?
Nonostante la candidatura autonoma, Progetto Casarano-SI non chiude la porta al dialogo. “Ci sentiamo parte integrante del campo largo”, si legge nel comunicato, con un invito esplicito a tutte le realtà che non si riconoscono nell’amministrazione uscente a convergere in un percorso comune. La condizione, però, è chiara: farlo attraverso le primarie, non attraverso decisioni calate dall’alto.
La frattura nel centrosinistra casaranese è ora ufficiale e pubblica. Con due candidati in campo e una parte del tavolo ancora in cerca di una sintesi, la partita per Palazzo dei Domenicani si fa ogni giorno più complicata — e più aperta.
